Fuga da Balsorano

Di 10 Marzo, 2021 0 0

Pensavo veramente che dopo oltre 5 anni si riuscisse a dare una certificazione di legalitàall’affidamento della pubblica illuminazione e del riscaldamento degli edifici comunali datato 2015, anno durante il quale la precedente amministrazione pensò di esternalizzare tutta la pubblica illuminazione dietro promesse di risparmi poi totalmente disattese (anche in considerazione del fatto che la ditta ne ha rifiutato una parte pretendendo però lo stesso compenso) e tutti gli impianti di riscaldamento, “dimenticandosi” di redigere il collaudo ricaduto inevitabilmente sulla nuova amministrazione anche a seguito delle vicende dell’ormai famoso ottobre del 2016.

Ebbene dopo tante “chiacchiere” e dopo aver sollevato non pochi problemi in relazione all’affidamento di che trattasi e dopo aver aspettato ulteriori 2 anni nonostante la procedura fosse stata avviata prima che io presentassi le dimissioni (mancava solo l’individuazione del tecnico incaricato che secondo la Cofely doveva essere da loro nominato), sembrava finalmente tutto incanalato nella giusta direzione, ovvero si programmava la certificazione degli impianti e alla verifica del rispetto di quanto previsto in gara, quanto realizzato e la relativa normativa.

In fondo non è difficile da capire e soprattutto il codice degli appalti (per chi lo conosce) è estremamente chiaro. L’impianto è stato ceduto il 1° settembre 2015 e l’ultimazione dei lavori era prevista per febbraio 2016 (secondo il cronoprogramma allegato all’offerta). Da quella data decorrevano i 6 mesi durante i quali si sarebbe dovuto svolgere il collaudo ad opera di un tecnico di “fiducia” del comune, svolto in contraddittorio con la società appaltatrice che tra l’altro era chiamata anche al pagamento dello stesso collaudatore. In caso di violazione del suddetto termine (6 mesi dall’ultimazione dei lavori) l’amministrazione non può/poteva svincolare la garanzia fideiussoria relativa alla cauzione definitiva e addirittura doveva non procedere al saldo delle fatture (con tutte le conseguenze del caso come lo storno degli interessi).

Tuttavia sembra che i lavori si siano conclusi nel giugno del 2017 dopo quasi 22 mesi dalla consegna dell’impianto nonostante fossero stati fissati in 18 mesi i tempi massimi di realizzazione con una penale da applicare di 100,00 € giornaliere per ogni giorno di ritardo rispetto all’ultimazione dei singoli lavori previsti dal programma (che ricordo prevedeva l’ultimazione dei lavori, almeno per la pubblica illuminazione, prevista a febbraio 2016). Ma non aspettatevi che l’amministrazione abbia applicato alcuna penale perché evidentemente è solo una formalità contrattuale.

Ebbene leggo oggi (ieri per chi legge, vedi determina) che i due ingegneri nominati dall’ufficio tecnico, dopo nemmeno 1 mese dall’incarico hanno rinunciato per “sopravvenuti ed imprevedibili imprevisti di carattere personale, scritta al singolare ma evidentemente o sono un’unica entità o entrambi hanno scritto la stessa frase. Ora cosa siano questi imprevisti imprevedibili non è dato a sapersi essendo “personali” ma è curiosa la “fuga” soprattutto da parte di chi aveva preso un appalto non altrettanto semplice come il completamento della pubblica illuminazione a Balsorano Vecchio, progetto che si presentava sostanzialmente con un disegnino e un elenco prezzi (e non scherzo), intervento sventolato recentemente ai quattro venti anche sulla pagina facebook come chi sa cosa, omettendo però di aver fatto passare quasi due anni per rivedere l’affidamento e completare l’intervento (è l’unico PRUSST incassato dal Comune di Balsorano), anch’esso infatti è datato 2015 ed era improcedibile per come era stato posto.

Altrettanto curiosa è che subito dopo l’affidamento dell’incarico per procedere al collaudo, magicamente alcuni punti luce sono stati riparati cosa che ovviamente non poteva sfuggire a chi percorre abbastanza regolarmente le strade comunali, il tutto senza 1 € di penali ovviamente perché le penali quando le deve applicare il Comune sono “figurative” (a sto punto consiglio di saltare su tutti i contratti il capitolo “penali” tanto non si applicano mai indipendentemente da qualsiasi cosa succeda). Il contratto, per chi non lo sapesse prevede per ogni punto luminoso isolato spento per un periodo superiore alle 72 ore, una penale di 100,00 € per ogni giorno o frazione di giorno di ritardo e posso scommettere che negli ultimi 6 anni le penali siano state 0 (zero).

Per rincarare la dose, per chi non lo sapesse nell’offerta la Engie (ex Cofely) aveva previsto l’istallazione di un sistema di telecontrollo tramite il quale sarebbe stato possibile una gestione ottimale degli impianti, consentendo infatti il controllo di ogni singolo palo e quadro elettrico facente parte dell’impianto di illuminazione.

Io mi sono domandato più volte se questo sistema di telecontrollo funzionasse correttamente o fosse mai stato istallato. In verità ho sempre pensato, forse senza sbagliare, che il sistema di telecontrollo fosse usato esclusivamente per ottimizzare i consumi, il tutto ovviamente a vantaggio dell’impresa e non era in grado di rilevare i singoli punti luce spenti altrimenti non si spiegano troppe cose come ad esempio la necessità di contattare la ditta per sollecitare il ripristino di intere linee spente. In fondo è un po’ difficile il telecontrollo senza la relativa elettronica.

Tutto questo intreccio comunque non mi è nuovo e sono felicemente sorpreso che qualcuno abbia finalmente deciso di procedere al collaudo seppur diciamo “sollecitato” ma con un ingiustificabile ritardo alquanto imbarazzante.

È preoccupante però se gli ingegneri “scappano” per di più in contemporanea. Evidentemente c’è sotto qualcosa, e non è molto difficile comprendere cosa, un qualcosa che che gli amministratori evidentemente non vedono o se hanno visto dormivano.

Quello che più mi rattrista è come sia stato possibile affidare altre tratte alla stessa ditta, perché non si può far finta di non sapere, soprattutto sapendo che la volontà, fino almeno a quando c’ero io, era di gestire le nuove tratte direttamente in proprio per evitare di ripetere quel clamoroso errore fatto nel 2015 e dare finalmente alle imprese di Balsorano la manutenzione di almeno una parte dell’impianto.

Ma già so come andrà a finire. Esattamente come con la Segen, a “tarallucci e vino”. In fondo quando si tratta di soppesare gli interessi del comune (quindi dell’intera collettività) rispetto agli interessi di terzi, quelli del comune sono sempre subalterni. Ovviamente ognuno può trarre le proprie conclusioni.

È semplicemente l’ennesima dimostrazione che dagli errori c’è sempre chi non impara e forse non imparerà mai.

Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 11.03.2021 alle ore 7:45.

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