Nessun taglio delle tasse comunali e un immobilismo assoluto

Di 7 Dicembre, 2020 0 0
Era da un po’ che non scrivevo. Ma alcune cose non possono essere raccontate (almeno per il momento) e alcune cose non erano state ancora pubblicate. Occasione per tornare a scrivere è l’ultima variazione ordinaria al bilancio (la quinta) che viene dopo aver fatto scadere 3 precedenti variazioni su 4, fatto unico nella storia del Comune di Balsorano e forse unico anche a livello nazionale se consideriamo amministrazioni regolarmente in carica. Ero curioso di vedere, in un periodo di crisi perdurante, cosa ha fatto o cosa ha previsto in bilancio l’Amministrazione Comunale per i propri cittadini in difficoltà auspicando ingenuamente che avesse proceduto ad una riduzione delle tasse anche prendendo spunto da quella proposta che avevo inviato ad aprile e che ovviamente è stata cestinata (tra l’altro era prevista l’eliminazione totale della TASI e non il ricarico della stessa sull’IMU come poi è avvenuto). Io da allora sto ancora aspettando la copia (che ovviamente non otterrò mai) della corrispondenza della proposta proveniente dalla Cassa Depositi e Prestiti dalla quale:
  • o si dimostra che il sottoscritto ha scritto “stronzate”;
  • o si dimostra che l’amministrazione ha volontariamente rinunciato alla riduzione della quasi intera quota capitale dei mutui previsti nel 2020 (proprio per dare maggiori libertà di bilancio permettendo anche una riduzione delle imposte comunali), e alla riduzione prevista per gli anni successivi, quantificata dalle affermazioni del sindaco in circa 20 mila euro annui (vado a memoria perché io avevo calcolato circa 7 mila euro), a decorrere ovviamente dal 2021 fino al 2044 in considerazione della riduzione dei tassi di interesse che l’amministrazione ha invece preferito rinunciare.
Ma se avete ascoltato il penultimo consiglio comunale, quello del 31 luglio scorso, anche in quella occasione avevo fortemente criticato la scelta di non ridurre le tasse oltre quelle dovute da disposizioni nazionali (ovvero quelle obbligatorie a seguito della chiusura forzata delle attività). Infatti la stessa amministrazione aveva previsto il minimo sindacabile sulla riduzione TARI per gli esercenti obbligati a chiudere riconoscendo uno sconto di 10.858,36 € (e tra l’altro aveva anche previsto una riduzione del 5% alla Banca del Fucino e agli alimentari che in questo periodo, non me ne vogliano, non hanno avuto grossi danni ed erano indirettamente beneficiari dei buoni spesa) a fronte di un introito complessivo di 481.392,45 €, ovvero uno “sconto” pari al 2,26%. Tuttavia l’ultima variazione a bilancio porta un aumento dei costi di smaltimento dei rifiuti che passano dai 414 mila ai 421 mila euro. Evidentemente si raccolgono i risultati di una scelta scellerata come quella di affidare il servizio alla Segen che ha sempre, senza tanti convenevoli, dichiarato di lucrare sullo stesso comune (e quindi sui cittadini) gonfiando le spese (e pochi tra i membri dell’amministrazione possono negare di averlo sentito) e che quindi non si pone problemi a chiedere altri soldi confidando in un sindaco che ha dichiarato di non essere interessata a far risparmiare i cittadini e di conseguenza non si preoccupa tantomeno se salgono i costi, e oggi chiude il cerchio visto che non è interessata nemmeno ad abbassare le tasse in un momento di crisi profonda. Anche sotto l’aspetto dell’IMU la riduzione, tra l’altro non quantificata, ricalca quella fatta per il Comune di Capistrello (ormai il fratello maggiore di Balsorano) e si è limitata ai terreni edificabili in zona R4 (sostanzialmente a Ridotti), tra l’altro senza alcuna retro-validità. Si è però ignorato, per convenienza o per ignoranza, che la nuova IMU porta con sé nuove definizioni che invero aumentano il gettito come ho sommariamente descritto nello stesso consiglio comunale, aumenti ai quali l’Amministrazione non ha voluto comunque rinunciare. Quindi da una parte si taglia qualcosa (poca roba), dall’altra non si rinuncia ai nuovi rincari (e questi saranno di gran lunga maggiori). Comunque senza dilungarmi oltre e senza alcuna sorpresa, l’ultima variazione al bilancio dimostra che non vi sarà alcuna riduzione delle imposte oltre quelle risibili stabilite il 31 luglio 2020 e “obbligate” dallo Stato (TARI e TOSAP/COSAP). Quindi riassumendo il 2020, introduzione degli usi civili (anche se di competenza regionale), IRPEF aumentata del 20%, IMU ridotta per alcuni terreni ma ampiamente compensata da altri, TARI ridotta solo per alcune attività incluse quelle che non aveva subito danni evidenti (2,26% complessivi quota comunque ristorata dalla Stato).

A proposito di ristori.

Nella variazione di giunta n. 30 del 25.06.2020 si era deciso di utilizzare le risorse del fondo per le funzioni fondamentali destinato alla copertura delle minori entrate comunali per incrementare le misure di solidarietà alimentare (buoni spesa) portando il totale complessivo ad una cifra di ben 109.890,54 € dei quali spesi e rendicontati ad oggi solo 29.080,00 € (determine 21, 24, 25 e 35) a dimostrazione del fatto che qualcosa non è andato per il verso giusto (o sono troppi i soldi assegnati a questa spesa, o sono stati assegnati alle famiglie importi troppo piccoli).

L’ultimo decreto ristori-ter ha replicato il primo stanziamento e per il nostro comune sono stati erogati altri 29.945,27 € portando il totale a 139.835,81 € visti quelli destinati dalla stessa amministrazione ma nati per altri motivi.

Tuttavia da aprile 2020 nessun altro avviso di emissione di buoni è stato prodotto (e di mesi ne sono passati tanti, 5 e mezzo dall’ultima variazione poi non ratificata) in una situazione che vede i versamenti da parte dello Stato quasi integralmente erogati (126.903,72 su un totale riconosciuto di 132.550,58€).

Quindi mentre altri comuni hanno già pubblicato i propri bandi riferiti a questa ultima tranche (Celano, Luco dei Marsi, Tagliacozzo, Carsoli, Civitella Roveto, Aielli, San Vincenzo Valle Roveto, Sante Marie e Pescina), il nostro comune è fermo a quelli programmati ad aprile nonostante abbia inserito ulteriori risorse in bilancio a giugno 2020 decidendo però di non spenderli.

Ricordo che i buoni spesa si possono utilizzare per due finalità:

  • acquistare generi alimentari o di prima necessità come i farmaci presso i negozi che aderiscono all’iniziativa;
  • comprare e distribuire generi alimentari o di prima necessità.

Possa questo articolo sollecitare il buon cuore dell’amministrazione, ovviamente auspicando il rispetto integrale della normativa, per l’utilizzo di questi soldi destinati a questo tipo di spesa pur ignorando che alle stesse persone gli si chiederanno comunque di pagare integralmente tutte le altre imposte comunali.

Questioni di priorità

Ah! dimenticavo, il nostro fratello maggiore (Capistrello) aveva deciso di utilizzare l’avanzo libero (quello che l’amministrazione di Balsorano dichiara pari a 224mila euro) per emettere contributi una tantum per le attività colpite dalla crisi che aveva quantificato a 1.000,00 € (in realtà la distribuzione di questo bonus una tantum assegnata al grande segretario comunale non è stata priva di problemi visto è riuscito ad erogarli a tutti compreso chi non aveva avuto danni economici).

Quindi al di la della valenza o meno di questo dato, i 224 mila euro di avanzo libero, in questo preciso momento di crisi che ha colpito quasi tutti invece di provvedere ad una riduzione delle tasse o ad un contributo per i cittadini ed imprese in grave difficoltà (che ovviamente non possono sentirsi soddisfatte solo dai buoni spesa), o all’acquisto di tablet da destinare agli studenti e alla scuola o ad altre iniziative sociali si è deciso di spenderli per realizzare la metà del parcheggio sull’area di fronte alla posta, lasciando l’altra metà senza interventi (visto che il finanziamento regionale relativo alla legge 40/2017 non ha ancora copertura di bilancio sufficiente, tant’è che su 163 interventi ne riusciranno a finanziare solo i primi 10 e il nostro comune è 124, graduatoria che l’amministrazione ha deciso di non migliorare).

Non che non sia importante ma credo che la priorità in questo momento debbano essere i cittadini o le attività in difficoltà i quali non riceveranno neanche un € di questo “avanzo” (anche se sono soldi che non hanno saputo spendere nel 2019). Forse è il caso per una volta di mettere da parte questa mania di investire per dimostrare a tutti i costi di aver realizzato qualcosa (in che modo poi si vedrà).

Voglio chiudere con le affermazioni del sindaco in riferimento allo scandalo dell’ospedale di Avezzano “… siamo impegnati quotidianamente a risolvere problemi del proprio paese, della nostra gente, a dare il massimo per il benessere dei nostri cittadini e di vicinanza in momenti particolari … voglio rassicurare i miei concittadini piccoli e grandi perché l’amministrazione comunale sta lavorando quotidianamente per garantire misure necessarie al contenimento della pandemia e per tutte le esigenze correlate.”

Destinare dei fondi ai cittadini bisognosi a giugno e non usarli è l’esempio concreto di tale impegno.

Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 07.12.2020 alle ore 7:00

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