Perché noi siamo trasparenti, caro Pea (prima parte)

Di 15 Dicembre, 2020 0 0

Devo dire che è comodo rivedersi con calma il Consiglio Comunale. A mio parere però è diventato un luogo dove si può dire tutto e il contrario di tutto senza mai portare alcun documento per conferma o per smentita. L’importante è avere l’ultima parola, vera o falsa che sia o alzare la voce ed interrompere continuamente con l’avvallo di chi dovrebbe essere imparziale e, nonostante i continui richiami, non lo è. Quello che è più grave è che a molti purtroppo manca l’onestà intellettuale. Comunque accetto le critiche e mi prometto in futuro di semplificare i discorsi e di non leggere quei documenti che poi allegherò che sono pieni di riferimenti normativi utili per avallare il discorso ma non interessanti per i cittadini.

Mi sono quindi messo a riascoltare gli interventi costatando che quando uno va a ruota perché non ben preparato (nonostante abbiano avuto i documenti mesi prima a differenza del sottoscritto e dell’opposizione che li ha avuti solo poche ore prima del consiglio, strategia per far trovare impreparati gli altri e creare incertezza e confusione), ovvero ha come un’unica strategia confondere e urlare, escono cose “molto interessanti”.

Premessa importante. È inutile negare che la Tekneko ha fatto ricorso all’affidamento diretto Segen in primis per difendere la propria azienda (che diciamo è di ben altro spessore rispetto alla Segen stessa), in secundis perché i rapporti tra la Segen e la Tekneko non sono “cordiali” e forse non lo sono mai stati cordiali (basta vedere il tentativo di scalata della Segen ad Aciam https://www.ilcentro.it/l-aquila/fallisce-la-scalata-ad-aciam-di-una-societ%C3%A0-emiliana-1.1490849), e in terzis probabilmente prendendo spunto anche dalle mie dichiarazioni allegate alla delibera di consiglio e forse anche dal blog balsorano.org (qualcuno ne auspicava la chiusura). Tra l’altro sono riuscito a farmi dare una copia del ricorso della Tekneko che condivido pienamente visto che in parte ricalca le mie stesse contestazioni.

Lo scrivo qui perché sia chiaro. Qualora il Comune di Balsorano vinca il ricorso contro Tekneko sono disposto, durante il prossimo consiglio comunale, a chiedere scusa alla cittadinanza per aver, diciamo così, accolto con “favore” il ricorso della Tekneko che comunque è inevitabilmente costato alla cittadinanza una spesa, sproporzionata ma forse cercata, di 14.591,20 €, anche se ho apprezzato la cosa in quanto l’ho considerata oltre che tutela della loro azienda anche una tutela dei cittadini di Balsorano che con la concorrenza potranno sicuramente avere vantaggi in una situazione che oggi li vede sostanzialmente “ingannati” per via dei costi “gonfiati” della stessa Segen. Mi auguro però anche il contrario, ovvero se la Tekneko vinca il ricorso che ha istituito contro il Comune e contro la Segen, qualcuno sia disposto a fare il “mea culpa” senza scaricare tutto sull’ufficio tecnico perché non sarebbe corretto visto che almeno fino a quando ho frequentato quell’ufficio era più che propenso a fare una gara ma era bloccato per il veto del sindaco, inutile non ammetterlo.

Voglio scrivere questo articolo richiamando quella “trasparenza” tanto sbandierata dall’Assessore Fantauzzi che in assenza del sindaco è rimasto il solo a replicare (nel silenzio totale degli altri che evidentemente non avevano nulla da commentare). Cosa c’è di più trasparente se non le risposte alle domande di chiarimento?

L’articolo è più lungo del solito e sarà diviso in quattro parti, la prima tratterà del primo punto all’ordine del giorno la convenzione Aree Interne in particolare la Centrale Unica di Committenza (CUC), nella seconda che uscirà mercoledì, nella terza che uscirà giovedì e nella quarta e ultima che uscirà venerdì si parlerà anche del consorzio BIM.

Il miracolo della moltiplicazione delle centrali uniche di committenza

Per quanto riguarda l’ennesima nuova Centrale Unica di Committenza (CUC) queste sono le dichiarazioni dell’Assessore Fantauzzi in risposta al mio intervento nel quale chiedevo lumi sulla precedente convenzione ASMEL che ha perso il ricorso al Consiglio di Stato è non è una CUC autorizzata ad espletare le gare

ASMEL è uno strumento in più che questa amministrazione ha nel proprio bagaglio ed è una spesa irrisoria per l’ente … poi metti in mezzo i costi e le spese che le aziende dovrebbero avere per rispondere alle gare … anche qui stai parlando di cose veramente equivoche” …

Parlando dell’agio, ovvero dei costi per l’uso della piattaforma, pari all’1% …

ha fatto la scoperta dell’acqua calda, è normale (pagare l’agio ndr) … non esiste solo CONSIP in Italia”

alla domanda quante gare sono state fatte su ASMEL la risposta è stata

non abbiamo fatto nessuna gara (con) ASMEL

e ancora

A fronte delle cifre che ha snocciolato Pea … che poi non ha snocciolato niente perché ha letto un sacco di articoli dicendo tutto e non dicendo nullaparlando di spese irrisorie … l’1% di eventuali lavori di centinaia di migliaia di euro … parla di cose assolutamente irrilevanti

È chiaro a tutti che se devi fare un lavoro qualsiasi questo non dipende dalla quantità degli strumenti (identici) che hai a disposizione. Un impiegato produce lo stesso lavoro sia se ha a disposizione 1 computer sia se ha a disposizione 10 computer, così come un manovale produce lo stesso lavoro sia se ha a disposizione 1 pala sia se ha a disposizione 10 pale o un autista farà lo stesso lavoro sia se ha a disposizione 1 autovettura sia se ha a disposizione 10 autovetture. Non è che moltiplicando gli strumenti a disposizione si migliora la quantità di lavoro prodotto. È fin troppo chiaro. Ma evidentemente non è chiaro a chi amministra il Comune.

Ora se al posto dei computer, delle pale o delle autovetture mettete le centrali uniche di committenza CUC (ovvero quelle piattaforme o sedi dove si svolgono le gare pubbliche) il discorso non cambia di una virgola.

Le centrali di committenza attualmente attive per il comune sono quelle:

  • della bassa Valle Roveto con i comuni di San Vincenzo V.R., Civita e Morino (che a differenza delle prossime 3 non ha una piattaforma software);
  • la Consip che è dello Stato;
  • l’ASMEL;
  • e oggi quella delle Aree Interne.

In tutto sono quindi 4.

Per fare capire meglio la differenza tra i costi metto tutto dentro una tabella così che chi ha approvato la delibera di consiglio si renda conto di cosa ha approvato

 Costi da addebitare al ComuneCosti da addebitare alle imprese
CUC (San Vincenzo, Balsorano, Civita e Morino)200,00 € annui + 0,1% dell’importo a base di gara0,00 €
CUC Asmel (illegale dopo la sentenza del Consiglio di Stato Consiglio di Stato n. 6787 del 03.11.2020)913,75 € annuiL’impresa aggiudicataria dovrà versare l’1% dell’importo di aggiudicazione per rimborso spese piattaforma (dichiarate illegittime dall’ANAC e così confermato nella sentenza Consiglio di Stato n. 6787 del 03.11.2020)
Consip (M.E.P.A.) statale0,00 € (nessun costo annuo o mensile da versare al Consip, che gestisce il MEPA)0,00 € (Nessun costo è previsto per partecipare al bando o a seguito dell’aggiudicazione)
CUC Aree interne (Lecce dei Marsi)Per i comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti € ______,00/annoL’impresa aggiudicataria dovrà versare l’1% dell’importo di aggiudicazione per rimborso spese piattaforma con un minimo di 500€ oltre iva ed un massimo di 39.900 oltre iva (illegittimo con la sentenza Consiglio di Stato n. 6787 del 03.11.2020)

Pur considerando lecito l’aggio dell’1% (in realtà è illegale) una qualsiasi società di servizi che ha utili del 5% dovrebbe versare l’1% di questo utile ancor prima di iniziare il servizio alla CUC (quindi a Lecce dei Marsi) solo perché per svolgere la gara si è usato il loro programma e quindi la loro piattaforma (ad oggi non si sa quale sia).

Se invece per la stessa gara si fosse usata la piattaforma CONSIP l’azienda non avrebbe dovuto pagare nulla esattamente come successo con la gara per il completamente dell’edificio scolastico che è stata fatta su ME.PA. e si è svolta senza alcuna complicazione.

Ma traduciamo il tutto in numeri ipotizzando una sola gara aggiudicata a 100.000 € relativa ad esempio alla mensa scolastica

 Costi da addebitare al ComuneCosti da addebitare alle impreseUtili impresa
CUC (San Vincenzo, Balsorano, Civita e Morino)100 € + (200€/annui)0,00 €5.000,00 €
CUC Asmel (illegale dopo la sentenza del Consiglio di Stato Consiglio di Stato n. 6787 del 03.11.2020)913,75€/anno1.000,00 €
Consip (M.E.P.A.) statale0,00 €0,00 €
CUC Aree interne (Lecce dei Marsi)_______?1.000,00 €

Quindi l’impresa dovrà lavorare per 100.000 € per ottenerne al termine 5.000 € di utili ma dovrà darne 1.000 € alla CUC solo perché la gara è stata svolta usando la loro piattaforma somma che avrebbe risparimato se si fosse utilizzata la piattaforma CONSIP e ovviamente se i costi sono più bassi si può ipotizzare un ribasso maggiore quindi direttamente un risparmio anche per i cittadini (quasi quasi conviene non lavorare e programmare una propria piattaforma).

Ma voi direte che se queste spese sono addebitate alla sola impresa all’ente non cambia nulla. Sbagliato. Sempre nell’esempio della gara della mensa, se un’impresa pensa di fare un ribasso del 5%, sapendo che deve dare un aggio alla piattaforma del’1%, per recuperare i costi farà inevitabilmente un ribasso del 4% quindi il costo certamente verrà girato indirettamente alla stessa amministrazione e quindi ai cittadini.

Domanda 1: Ora sapendo questi dati quale sarebbe la piattaforma ideale sia in termini di costi che di caratteristiche (la piattaforma ME.PA. è dello Stato e usata da tutte le amministrazioni comunali) e quale l’eventuale alternativa?

Risposta dell’amministrazione (trasparenza amministrativa) … (in attesa) …

Domanda 2: In che senso, secondo l’assessore Fantauzzi, l’addebito delle spese sull’uso della piattaforma elettronica è “normale” tanto da affermare che il sottoscritto ha scoperto l’acqua calda? Se è “normale” perché alcune non lo addebitano? Può essere “normale” se la stessa ANAC dichiara che non si possono addebitare spese per l’uso delle piattaforme elettroniche addirittura arrivando ad ipotizzare il reato di “illecito arricchimento? Come si fa ad aderire ad una convenzione senza sapere neanche i costi a carico dell’ente?

Risposta dell’amministrazione (trasparenza amministrativa) … (in attesa) …

Domanda 3: A che serve la centrale unica di committenza dell’ASMEL se poi non si usa? Se la stessa non è stata autorizzata dall’ANAC come centrale unica di committenza, a cosa serve l’iscrizione visto che qualsiasi gara svolta tramite ASMEL sarebbe nulla? Se non si è mai utilizzata, a cosa è servito entrarci e spendere 913,75 €/anno e chiedere alle imprese di iscriversi? Un buon amministratore non è quello che taglia le spese inutili o quello a cui non interessa se si spendono inutilmente dei soldi?

Risposta dell’amministrazione (trasparenza amministrativa) … (in attesa) …

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Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 15.12.2020 alle ore 7:00

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