Autovelox (due pesi, due misure)

Di 2 Dicembre, 2023 0 0
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L’Italia è quel paese dove una Prefettura, in riferimento allo stesso ricorso, rigetta e accoglie non in base alle motivazioni, ma in relazione al Vice Prefetto di turno.

In questi giorni mi hanno girato l’ennesimo rigetto da parte del Vice Prefetto Dott. Federico Izzi, che evidentemente simpatizza con il Comando dei Vigili di Balsorano, visto che, da quello che ho potuto vedere, rigetta sistematicamente qualsiasi ricorso indipendentemente dai suoi colleghi e cosa più assurda, indipendentemente dalle motivazioni scritte.

Lo fa con una superficialità sconfortante perché usa sempre lo stesso modulo che ha sempre lo stesso errore ortografico “sul posto erano presenti per tutta la durata del servizio gli agenti operanti con autovettura di servizio con colori di isituto”.

Isituto è un termine talmente amato da questo Vice Prefetto, che lo proporrei all’accademia della crusca.

Ma le domande sono tante:

  • come si fa ad avvalorare una relazione del Comando dei Vigili di Balsorano che probabilmente dichiara l’omologazione dell’autovelox quando in realtà ha un’autorizzazione, equivalenza che la Cassazione ha sempre ben distinto tanto da far intervenire il legislatore con una norma adhoc, comunque successiva alla sanzione e non retroattiva (vedasi Ministro Salvini);
  • come si fa ad avvalorare una relazione che probabilmente dichiara che la postazione era ben visibile quando tutti sappiano che sono quasi sempre comodamente sedute dentro una macchina in borghese (io le ho sempre viste sedute), che è andata in giro per anni pur avendo il fermo amministrativo senza l’intervento di alcuna autorità preposta, con l’autovettura del noleggiatore che spesso la copre alla vista dei passanti;
  • ma soprattutto come si fa ad accettare che al km 38+600 il limite è di 70 km/h quando l’ente che gestisce la strada ovvero l’Anas, quella che non vuole un euro da questi autovelox nonostante gli spetterebbe il 50% degli introiti, dichiara con l’unico atto che ha il potere di derogare al limite, ovvero l’ordinanza, che il limite di 70 km/h finisce al km 38+200 e pertanto nel tratto successivo il limite è ordinario (90 km/h), indipendentemente dai cartelli che ovviamente sono illegittimi.

Un Vice Prefetto dovrebbe chiedere all’Anas o di correggere l’ordinanza legittimando anche oltre il km 38+200 il limite dei 70km/h o di togliere i cartelli con l’indicazione del limite errato, almeno se si ha voglia di far rispettare la legge, perché si, in quel lungo rettilineo molti viaggiano ben oltre i 90 km/h, ma è altrettanto vero che chi è al di sotto ma supera i 75, viene multato nonostante non abbia commesso alcuna violazione, mentre quelli che superano questo limite, si vedono multe di tutt’altro importo.

Ma evidentemente preferisce il divertimento che prova nel rigettare sistematicamente i ricorsi, divertimento doppio visto che il ricorso respinto comporta il raddoppio della sanzione.

Ora il Vice Prefetto potrebbe spiegare l’incongruenza che vede l’utilizzo di un’autovettura con colori di isituto nel febbraio del 2023, se l’autovettura in questione è stata acquistata nel giugno del 2023 o si è fidato di una provabile relazione nella quale si dichiara l’uso di un’autovettura con i colori di isituto che in quel periodo era una lancia lybra, in unica tinta blu, con il logo e la scritta che riporta la donazione da parte della clinica “Italo American Ortopedic” del gruppo Fantauzzi? Chiedo per un amico ovviamente.

Un Vice prefetto dovrebbe sapere che i colori di isituto sono una base di bianco, con la scritta in blu “POLIZIA MUNICIPALE” ben visibile sulle fiancate, sul parabrezza e sulla parte posteriore (allego degli esempi se non fosse chiaro).

La domanda è legittima visto che le soluzioni sono due, o qualcuno ha scoperto i viaggi nel tempo o ci stanno prendendo per il culo.

Scusate il “francesismo”, ma a questo punto è legittimo vista la complicità di questo Vice Prefetto con il Comando dei Vigili visto e considerato che tutti i ricorsi respinti che ho visto, portano sempre la sua firma, mentre altri evidentemente non la pensano alla stessa maniera, visto che con altrettanta frequenza, accolgono i ricorsi.

E onestamente il rigetto mi lascia perplesso. Il rigetto comporta o il pagamento della sanzione doppia, che il cittadino si sentirà probabilmente di pagare non vedendosi tutelato dal legislatore (e come dargli torto), o un ricorso al Giudice di Pace che comporta ulteriori spese sia in fase di presentazione, sia qualora si decida di farsi rappresentare da un legale. Ma se il Giudice di Pace dovesse dar ragione al ricorrente, ci si ritrova con un probabile contro-ricorso del Comune, dal costo irrisorio per quest’ultimo vista la ripetività, questa volta davanti ad un Tribunale, con altre spese da sostenere che si spera di recuperare e che possono superare la sanzione originaria, tanto da portare gli altri automobilisti nella stessa situazione, ad accettarne l’abuso perdendo il senso di giustizia.

Infatti è bene precisare che ogni ricorso respinto, almeno con questi termini, fa perdere il senso di giustizia in coloro che la chiedono, e che quindi smetteranno di chiederla.

Ed è quello che cerca il Comune.

Ed è la dimostrazione evidentemente di posizioni dominanti.

Al contrario, un accoglimento del ricorso da parte della Prefettura non viene mai appellato dal Comune, essendo il Prefetto un’autorità superiore.

Quindi perché, viste le tante anomalie, il Vice Prefetto in questione continua a rigettare i ricorsi? Io una risposta me la sono data, ma ovviamente non posso scriverla.

Comunque, da un servitore dello Stato, uno si aspetta almeno questo, un chiarimento ed eventualmente delle scuse qualora abbia preso per legittime le affermazioni dei vigili e per false quelle del cittadino che nel chiedere giustizia, ha ricevuto la grazia.

In fondo è chiaro, uno dei due mente e a quanto pare, per il Vice Prefetto in questione, è il ricorrente, per altri è il Comune. L’importante è mettersi d’accordo. Ancor di più sarebbe chiedere giustizia, ma forse è troppo.

Avrei altre cose da dire, ma è meglio fermarmi.Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea, 02/12/2023 alle ore 07:45

Piccolo aggiornamento.
 
A quanto pare alla richiesta di copia della “relazione istruttoria fornita dall’Organo accertatore“, come scritto nero su bianco nella lettera di NON ACCOGLIMENTO del Vice Prefetto, la Prefettura sembra aver risposto che “non esiste alcuna relazione agli atti“, presumo, almeno riferita a quel ricorso.
 
Se questo fosse confermato, il limite della decenza è stato superato da un pezzo.
 
Io sinceramente credevo che la relazione riportasse dati errati, per non dire altro.
 
In assenza di relazione da parte dell’organo accertatore (vigili urbani), la decisione di respingere il ricorso è stata presa direttamente da questo Vice Prefetto, probabilmente senza leggere il ricorso pervenuto e sulla base di una relazione inesistente.
 
Infatti è bene ricordare che i ricorsi, benché possano avere contenuti simili, sono atti indipendenti l’uno dall’altro visto che fanno riferimento a situazioni distinte. Non è quindi corretto prendere una relazione ed eventualmente usarla per tutti i ricorsi, men che meno in questo caso dove la relazione non solo sembra errata, ma sembra proprio mancare.
 
Quindi qualcuno della Prefettura potrebbe spiegare come è stato possibile scrivere “LETTA la relazione istruttoria fornita dall’Organo accertatore, nella quale vengono confermati i fatti oggettivi dell’accertamento e vengono quindi fornite idonee argomentazioni in diritto per respingere i motivi del ricorso”, domanda che si aggiunge alla falsa dichiarazione dello stesso soggetto sul servizio svolto dagli agenti operanti “con autovettura di servizio con colori di isituto”.
Io non sono un avvocato, ma a me sembra tanto un falso in atto pubblico che ovviamente alla Prefettura tutti ignorano da anni forse per il quieto vivere, tanto i problemi li scaricano su coloro che tentano invano di ricorrere a verbali che hanno, diciamo per modo di dire, “molte anomalie“.
 
Sarebbe interessante quindi capire come lavora questo Vice Prefetto e se ci sia una certa complicità con i vigili di Balsorano e se questi sinceramente non si siano mai posti la domanda sul perché un Vice Prefetto scrive di aver letto una loro relazione, pur sapendo di non averla ne scritta ne inviata, e che svolgevano il servizio con un’autovettura di servizio con colori di isituto, ben sapendo che fino a giugno 2023 avevano in dotazione un’anonima lybra blu donata dal Gruppo Fantauzzi.
 
Qui non si tratta di interpretare la legge, ma, sempre se tutto fosse confermato, di violare la legge, fatto ancor più grave perché sembra essere stata commessa da un rappresentante del Governo che dovrebbe mediare tra le istituzioni pubbliche e la società civile e invece si dimostra palesemente di parte.
 
Ricordo solo che il ricorso respinto comporta il raddoppio della sanzione e un nuovo ricorso che va presentato personalmente al Giudice di Pace, che non è gratuito (prevede un contributo unificato e una marca da bollo), e sicuramente impegnerà il ricorrente con giornate perse ed eventualmente anche spese legali se non si è convinti di difendersi da soli, tutte spese che spesso disincoraggiano i ricorrenti a proseguire nella richiesta di giustizia in una situazione che vede un eventuale vittoria al Giudice di Pace, probabilmente appellata in Tribunale con nuovi costi da sostenere. E se non è un ricatto, poco ci manca e l’esempio l’ho dato con il mio ricorso che ancora è pendente in Tribunale dopo aver vinto in primo grado davanti al Giudice di Pace.
 
Ma qualcuno potrebbe almeno capire come lavora questo Vice Prefetto famoso per i suoi rigetti almeno dubbiosi? Anche perché il silenzio in questo caso è una prova di connivenza.
 
Chiedo sempre per un amico.
 
Integrazione del 12/12/2023 alle ore 07:45

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