Chiarimenti

Di 20 Giugno, 2017 0 0

Scriviamo questo articolo in anticipo rispetto a quanto stabilito (dopo il primo consiglio comunale) per rispondere a qualche quesito che qualcuno ci pone esplicitamente.

In primis il sito rimane autonomo, senza scopo di lucro, non in vendita e farà riferimento sempre ed esclusivamente al Laboratorio Politico per Balsorano. Continuerà a parlare dell’amministrazione comunale, ma questa volta da una nuova prospettiva. Volendo ci sarebbe spazio per scrivere ciò che è emerso in questa prima settimana (anche se di spazio ne occorrerebbe veramente molto) ma ci sarà modo per rendere tutto trasparente e di informare i cittadini su come è stato amministrato il nostro comune e, tratte le dovute conseguenze, giudicare l’operato di chi oggi, visti i documenti, non dovrebbe andare fiero del proprio operato e dovrebbe in qualche maniera far tacere chi oggi, vicino alla precedente amministrazione alla quale dovrebbe chiedere lumi, si permette di giudicare l’attività della nuova amministrazione che in questi giorni, così come inevitabilmente nel prossimo futuro, non può che essere conseguenza di quella precedente.

Comunque ne approfittiamo per chiarire un aspetto riguardante i decreti ingiuntivi. La stragrande maggioranza dei decreti ingiuntivi che sono giunti e che probabilmente giungeranno all’amministrazione hanno un unico grande filo conduttore, la precedente amministrazione e il precedente responsabile LL.PP., come logico che sia visto che si tratta di crediti già maturati.

Non esiste una prassi standard, a differenza di quanto asserito da qualcuno. Ogni decreto ingiuntivo ha una sua storia. Quindi nessuno tratta diversi decreti ingiuntivi alla stessa maniera e logicamente non esiste una prosecuzione dell’azione della precedente amministrazione semplicemente perché non tutti i decreti ingiuntivi vengono respinti o altresì vengono accolti, come dimostrato poco prima delle elezioni quando a qualcuno, evidentemente ben visto dall’amministrazione, si è riconosciuto il credito vantato scavalcando di fatto chi vanta crediti analoghi ma molto meno recenti.

Il decreto ingiuntivo è il provvedimento attraverso il quale il giudice competente, su richiesta del titolare di un credito certo, liquido ed esigibile, fondato su prova scritta, ingiunge al debitore di adempiere l’obbligazione (pagare una determinata somma o consegnare una determinata quantità di cose, ecc.), entro il termine di quaranta giorni dalla notifica, avvertendolo che entro lo stesso termine potrà proporre opposizione e che, in mancanza, si procederà ad esecuzione forzata.

La totalità dei decreti ingiuntivi, almeno quelli di prima stesura, sono emanati in assenza di contraddittorio fra le parti (inaudita altera parte), ed è un provvedimento a carattere esclusivamente documentale, che rappresenta l’esito conclusivo della fase monitoria del procedimento di ingiunzione, disciplinato dagli artt. 633 e ss. c.p.c.. In poche parole il giudice non entra in merito della questione ma ne riconosce temporaneamente la validità del documento (ad esempio una fattura).

Sta poi al debitore, decidere l’evoluzione e quindi optare tra il pagamento, la rateizzazione o l’opposizione (per esempio basata su errata imputazione, contestazioni etc). In caso di opposizione si apre il procedimento ordinario di primo grado a cognizione piena, durante il quale si procede al compiuto accertamento della pretesa azionata in contraddittorio con il debitore nei cui confronti il decreto è stato emesso e di conseguenza le altre fasi del procedimento di ingiunzione.

Non ci allunghiamo oltre perché come detto il sito tornerà alla normale attività a partire da lunedì 26 giugno.

Sperando di aver sciolto i dubbi vi auguriamo una felice settimana.

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