Il mega caos sul bacino lacustre e annessa diga – P.r.u.s.s.t (prima parte)

Di 19 Aprile, 2016 0

Diga 150A quasi tutti è giunta la lite tra l’ex vice Sindaco Capoccitti e il Sindaco Tordone, quest’ultimo spalleggiato dall’attuale vice Sindaco Tuzi. Non entriamo nel dettaglio ma ne approfittiamo per chiarire alcuni aspetti relativi all’ordine del giorno del consiglio dal quale è partito lo “scontro”. In particolare torniamo a parlare del progetto del bacino lacustre con annessa diga e relativo incanalamento delle acque restituite all’alveo del fiume dopo ben 6.000 metri di distanza e precisamente nel territorio del comune di Sora, progetto facente parte del più variegato P.r.u.s.s.t.. Lo facciamo sia per chiarire alcuni aspetti sia perché sembrano cambiati alcuni valori, a dimostrazione che in realtà qualcosa nel progetto pare variato. Ricorderete sicuramente che ne avevamo già parlato in un vecchio articolo datato febbraio 2015 che potete leggere e valutare nuovamente.

La cronologia, se presa come veritiera quella indicata durante l’ultimo consiglio comunale del 21 marzo scorso, sembra rimarcare il caos che regna da diversi anni e che coraggiosamente abbiamo ricostruito, se pur a grandi linee:

  • i P.r.u.s.s.t. nascono nel 1998;
  • nel 2000 il comune di Balsorano stipulava un protocollo d’intesa con la società “Enersud. S.r.l.” relativo alla costruzione di una diga per il contenimento delle acque e relativa centrale idroelettrica da realizzarsi a valle dello sbarramento ovvero nel comune di Sora;
  • nel 2003 la Enersud presentava il suo progetto (redatto dagli Ing.ri Tatangelo, Troiani e dal Geom. Siciliani) relativo alla realizzazione di questo bacino artificiale che dovrebbe avere dimensioni pari a 220×800 mt e occupare un’area di circa 12 ettari. La Enersud si impegnava a realizzare lo sbarramento e a restituire al Comune una quantità di energia elettrica di 350.000 KWh annui a compensazione dell’uso delle acque fluviali, energia che ad oggi ha un valore di circa 73.000€ (calcolati con la tariffa omnicomprensiva di questo tipo di impianti che è pari a 0,21€ Kwh). In cambio il Comune si impegnava ad accollarsi i costi relativi ai lavori di profilatura degli argini e la loro relativa sistemazione;
  • nello stesso anno la Enersud otteneva il parere favorevole dell’Autorità di Bacino;
  • nel frattempo i tecnici incaricati di redigere i progetti P.r.u.s.s.t, se pur in origine non dovevano essere pagati fino alla realizzazione dell’opera, verranno pagati tramite un finanziamento di circa 500 milioni delle vecchie Lire (oltre 250 mila €);
  • però nel 2005 nasce il primo intoppo. Il T.S.A.P. (Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche) annullava il parere favorevole dell’Autorità di Bacino e sulla base di questa decisione anche la Regione Abruzzo dava il suo rifiuto;
  • nel 2008 la Enersud ripresentava una nuova domanda di derivazione (questa volta allegando diverse prescrizioni) sia presso il Comune di Sora sia presso l’autorità di Bacino;
  • tuttavia tra il 2011 e il 2012 veniva rilasciata alla Futura Service S.r.l. l’autorizzazione unica per realizzare il suo impianto, che poi veniva effettivamente realizzato, con evidente parere favorevole dell’amministrazione comunale o comunque senza particolari impedimenti da parte di quest’ultima, nonostante palesemente sponsorizzasse da anni il progetto presentato dalla Enersud che comunque era in conflitto con quello della Futura Service S.r.l.;
  • nel 2015 l’incaricato della Enersud, l’Ing. Tatangelo, presentava al Genio Civile della Regione Abruzzo una nuova richiesta, che sfociava in un nuovo parere favorevole per la realizzazione della concessione, riconoscendo però alla Futura Service (cioè quella società che ha già realizzato una diga) quanto stabilito dagli artt. 45 del R.D. 1775/33 e 47 del Regolamento regionale n.3/2007, che spiegheremo nella seconda parte di questo articolo;
  • nel febbraio 2016 tuttavia la Regione Lazio (in particolare la Direzione Regionale Risorse Idriche e Difesa del Suolo) chiamata in causa per il rilascio del proprio parere, nel riscontrare la richiesta presentata dal Genio Civile della Regione Abruzzo, dopo opportune ricerche, dichiarava di non aver trovato riscontri in merito visto che non risultava consegnata alcuna istanza relativa all’intesa interregionale raggiunta né al procedimento avviato in relazione alla nuova richiesta di captazione delle acque e rimarcava il fatto che esisteva ancora un parere negativo nella quale la stessa richiesta risultava “imprecedibile” e quindi non procedeva al rilascio del parere.

Da qui la richiesta da parte del vice Sindaco Tuzi, di procedere per vie legali affidando l’incarico ad un avvocato per “l’esperimento delle azioni necessarie di natura risarcitoria in tutela del Comune di Balsorano e a carico degli Enti che hanno finora rallentato e l’ostacolato l’iter approvativo del provvedimento”, parere legale bocciato dal consiglio comunale visti i 4 voti contrari ricevuti.

Questo incarico legale, comunque non affidato per opposizione del consiglio, sembra tuttavia identico ad un precedente incarico affidato all’Avv. Merli con Delibera di Giunta il 7 giugno 2014 (dietro un compenso di 1.500€) che ad oggi non ha prodotto alcun risultato (tant’è vero che non è stato ancora ristorato il legale), atteggiamento che in un normale Comune doveva sfociare nel ritiro dell’incarico, la pretesa di eventuali danni dovuti al mancato svolgimento dello stesso tra l’altro già viziato in principio in quanto non vi si stabiliva un tempo massimo per produrre il predetto parere legale. Ricordiamo infatti che l’incarico era di “valutare se il Comune di Balsorano ha subito danni di natura economica o di altro tipo (…) in relazione alle osservazioni prodotte dal Comune di Sora e di altri interessati, o comunque eventuali altri motivi, che hanno determinato il rallentamento delle pratiche del progetto PRUSST” …

Fine prima parte. Continua

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