Chiuse le indagini, 7 indagati

Di 3 Febbraio, 2017 0 2

È notizia di stampa (pubblicata sul quotidiano il centro di oggi 03 febbraio 2017) la chiusura delle indagini nei confronti di amministratori, tecnici e imprenditori coinvolti nell’inchiesta sugli appalti pubblici al Comune di Balsorano.

Si alleggerisce la posizione di 2 dei 9 indagati (ai quali va la nostra piena comprensione per essere stati evidentemente coinvolti senza averne avuto colpa) mentre sembrano confermate le accuse rivolte all’ex responsabile ufficio lavori pubblici, Ing. Pietro Mazzone (forse ex) sindaco di Campoli Appennino (che ricordiamo era stato arrestato), al primo cittadino del paese, Mauro Tordone, all’ex vice sindaco Gino Capoccitti, all’attuale assessore comunale Francesco Valentini, oltre ai due liberi professionisti Ing. Tatangelo e Magnarini e ad un imprenditore locale.

Secondo l’accusa, venivano affidati appalti per interventi e direzione dei lavori pubblici a professionisti e ditte amiche evitando le gare d’appalto in diversi settori, in particolare per interventi di edilizia. Ricordiamo che nessuno degli indagati aveva preso o chiesto tangenti perché i reati, secondo l’accusa, sarebbero incentrati tutti su un sistema di scambio di favori.

Seppur in parte, avevamo più volte ricostruito la vicenda della scuola per la quale vengono contestati gli incarichi di progettazione e direzione dei lavori (ovvero le spese tecniche che noi avevamo indicato come anomale) affidati per la costruzione di un nuovo plesso scolastico, vicenda che si somma ad altre relative alla demolizione delle vecchie scuole media e materna, oltre al completamento e la riqualificazione urbana delle aree del territorio comunale.

Visto che nel precedente consiglio comunale, quello delle “finte” dimissioni, il sindaco dichiarava di aver avuto ricevuto solo un avviso di garanzia in relazione all’avvio delle indagini e di non conoscere ancora il capo d’imputazione, chiediamo a quest’ultimo di rivelare ai cittadini i reati contestati visto che riguardano la sua sfera pubblica e non vicende personali.

Come è chiaro, restiamo garantisti fino a prova contraria. Ma è altrettanto evidente che le condizioni che hanno portato a ritirare le dimissioni da parte del sindaco non si sono avverate se non parzialmente in quanto:

  • se pur il 13 novembre dichiarava che “i lavori di realizzazione per lo stabile sito nel rione Abatello sono in dirittura d’arrivo, stimandosi in poco più di una decina di giorni il termine per il loro completamento”, ad oggi l’inaugurazione è stata posticipata ben 3 volte, la prima doveva realizzarsi “entro una decina di giorni”, la seconda al rientro dalle vacanze natalizie e poi verso la fine del mese di gennaio, a evidente dimostrazione di come la situazione non era quella rosea prospettata dall’amministrazione;
  • per i lavori di messa in sicurezza dell’ex scuola media è stata richiesta ufficialmente la posticipazione dei termini previsti per la pubblicazione del bando (ricordiamo che nel bando di gara avevano dichiarato immediatamente cantierabile la scuola, cosa che, visti i ritardi, non si è riscontrato);
  • mentre si aggiunge alla valutazione del rischio sismico prevista per la scuola elementare anche la nuova valutazione per la scuola materna seppur prevista in conclusione in non meno di 4 settimane a far data dalla chiusura.

L’unico lavoro portato a compimento sembra quello del completamento dell’urbanizzazione di Ridotti, se pur con difficoltà visto lo stato dei lavori certificato dal responsabile U.T.C..

Quello che ci preme sottolineare è che chi cerca ancora oggi di uscirne con una nuova verginità politica si è ben guardato di far cadere questa amministrazione nonostante le nostre circostanziate accuse che evidentemente non hanno generato l’interesse dovuto e che oggi ci portano ad affermare che probabilmente ha saputo giocare la carta delle paventate dimissioni per ottenere un ruolo di rilevo in un’amministrazione che esce oggi pesantemente coinvolta in queste vicende di illeciti normativi e amministrativi.

Per ribadire il concetto della responsabilità politica, la stessa che ha portato il governo alle dimissioni, vi invitiamo a rileggere quanto da noi scritto il 10 dicembre e che oggi torna prepotentemente alla ribalta.

Ci auguriamo almeno le dimissioni di tutto il consiglio comunale. In questo caso con il decreto di scioglimento, disporrà la nomina di un Commissario straordinario che provvederà all’amministrazione dell’ente, esercitando le attribuzioni che, in concreto, gli saranno affidate dal decreto di nomina del Presidente della Repubblica. Il rinnovo del Consiglio avverrà comunque entro novanta giorni dal decreto di scioglimento. Il termine potrà essere prorogato per ulteriori novanta giorni, al solo fine di far coincidere le elezioni con il primo turno elettorale utile.

In poche parole l’amministrazione smetterà di fare danni e le elezioni non verranno comunque posticipate dando la possibilità ai cittadini di chiudere questo che è a tutti gli effetti il periodo più brutto che si ricordi di un’amministrazione comunale.

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