Diploma a Capistrello, Laurea a Balsorano: due pesi e due misure

Di 29 Agosto, 2025 0 0

Mentre a Capistrello si apre un concorso pubblico per istruttore amministrativo – categoria C (ex C1)con il “semplice” requisito del diploma di scuola superiore, a Balsorano – con lo stesso segretario comunale – qualche anno fa fu imposto l’obbligo di una laurea magistrale in giurisprudenza, scienze politiche o economia.

Stessa categoria, stesse mansioni (istruttore amministrativo e/o contabile, attività di medio livello), ma trattamenti totalmente diversi. A Capistrello l’accesso è aperto a tutti i diplomati; a Balsorano, invece, le porte sono rimaste sbarrate per la stragrande maggioranza dei cittadini.

Infatti il bando pubblicato il 22 agosto 2025 dal Comune di Capistrello, firmato dal Segretario comunale, Cesidio Falcone, prevede:

  • 1 posto a tempo pieno e indeterminato di istruttore amministrativo, area degli istruttori (ex Cat. C);
  • Requisito minimo: diploma di scuola secondaria superiore;
  • Scadenza per la presentazione delle domande: 22 settembre 2025 ore 13:00, esclusivamente tramite il portale nazionale InPA;
  • Prove: una scritta e una orale, con eventuale preselezione in base al numero di candidati.

Nulla di straordinario: è la prassi corretta. L’istruttore amministrativo è una figura per cui basta il diploma, come stabilito dal CCNL.

A Balsorano, invece, la vicenda è stata ben diversa, come documentato in più articoli su questo sito:

  • Un concorso per pochi intimi, con qualche elemento in rilievo (aprile 2022): il bando fu costruito “su misura”, con la richiesta sproporzionata della laurea magistrale, in violazione della ratio del profilo professionale, e con l’ammissione di candidati vicini alla maggioranza. Commissione presieduta dal segretario stesso, che se non in pieno conflitto di interessi avrebbe dovuto evitare qualsiasi dubbio almeno per una questione di opportunità;
  • L’ennesimo concorso farlocco (agosto 2022): il concorso fu nuovamente messo in discussione e annullato per errori di procedura che avrebbero potuto essere corretti senza stravolgere tutto. Un copione già visto, che dimostra mancanza di serietà e trasparenza;
  • La conclusione del concorso farsa (ottobre 2022): alla fine emerse che i vincitori erano persone già orbitanti nella cerchia del Comune, con un percorso di selezione che più che un concorso pubblico sembrava un atto dovuto per sistemare qualcuno.

Le conseguenze di quella scelta arbitraria (laurea magistrale invece del diploma) sono state evidenti:

  • Decine di cittadini diplomati e qualificati sono stati esclusi senza neanche poter presentare domanda;
  • Un’intera comunità si è vista negare la possibilità di accedere a un posto pubblico;
  • La selezione si è trasformata in una competizione tra pochissimi candidati “intimi” e alcuni già noti.

E non lo dico da solo. Dopo anni, anche persone, di tutt’altro profilo, si domandano come sia stato possibile fare una “cosa” del genere.

E la politica? La maggioranza dell’epoca ovviamente tacque, e in sede consiliare ribadì piena fiducia al garante legale dell’ente, ovvero al segretario comunale. Lo stesso che pochi giorni dopo aver ricevuto il placet per continuare il precedente concorso, lo annullava trovando una motivazione che mai avrebbe compromesso qualcosa, segno evidente che il tentativo di occultare il concorso era andato ben oltre le apparenze. L’obiettivo, tuttavia, sembrava intatto: cambiare rotta senza rinunciare alla meta.

Ma la domanda è inevitabile: perché a Capistrello, e in ogni dove, basta un diploma e a Balsorano era necessaria la laurea magistrale?

Lo stesso segretario, dott. Falcone, ha firmato entrambi i bandi. Lo stesso che a Balsorano aveva annullato concorsi e urlato a una candidata laureata in altre materie che chiedeva perché per un simile concorso si pretendesse esclusivamene quelle lauree, “Io faccio come ca*** mi pare”. Un atteggiamento che la dice lunga sul concetto di imparzialità e rispetto. La realtà era che non si doveva disturbare il piano ben studiato, e anche parte della minoranza, ovvero l’opposizione, se così si può chiamare, avrà il suo piccolo ruolo.

Non si è voluto un concorso aperto, ma uno chiuso, indirizzato, funzionale a logiche che per il sottoscritto sono lontane dal merito perché non è con il solo possesso di una laurea che si dimostrano le competenze e ne abbiamo esempi ogni giorno. Tra l’altro ricordo i compensi erogati alla commissione, ben oltre i tetti ammessi dalle norme comunque più e più volte richiamate nei vari atti, ennesimo indizio che portano nella stessa direzione.

Quel concorso, e il modo in cui è stato condotto, resta una ferita aperta. Non solo per i cittadini di Balsorano esclusi, ma anche perché col tempo i vincitori hanno dimostrato tutto il loro reale valore, confermando che non si trattava di premiare competenze ma probabilmente di sistemare persone. E nel panorama nazionale sfido chiuque a trovare casi simili.

E non è che la laurea e sinonimo di competenza, visto che in quei concorsi ha avuto un unico ruolo, sfoltire e indirizzare la scelta. Basta citare i recenti errori, tra l’altro successivamente ripetuti, commessi in occasione di una liquidazione di un personaggio, errori che non sono nemmeno da principianti, quelli non si abbassano a tanto, ma di persone consapevoli di cosa stessero facendo: si è riusciti, ad esempio, a liquidare un “presunto” lavoro del 2016, comodamente fatturato nel 2021, quando chi li aveva negati era ormai lontano dalle stesse vicende, per poi impegnare e liquidare la spesa solo nel 2024, usando tra l’altro un altro capitolo di spesa. Un obbrobrio gigantesco. Ma non paghi, il che dimostra cosapevolezza, la stessa è identica cosa si è ripetura per il medesimo “presunto” lavoro del 2017, fatturato sempre nel 2021, ma impegnato e liquidato solo nel 2025, e per farlo non è mancato un evidente falso ideologico. In sostanza si è data una parvenza di legalità ad atti totalmente ed inconfutabilmente illeciti. E serve veramente, ma veramente poco a comprenderlo essendo probabilmente una delle prime cose che chiunque, e dico chiunque, impara stando lì e a dirla tutta, sono cose che dovrebbero conoscere i vincitori di concorso con laurea magistrale. Ad un qualsiasi esame sarebbe la domanda della sufficienza dopo tanti, ma tanti, tanti tentativi andati male, quell’ultima domanda fatta con la sola forza della disperazione.

La cosa “curiosa”? Sembra che sia stato persino vantaggioso liquidare una prestazione disconosciuta da tutti all’epoca, perché evidentemente mai avvenuta o altri motivi altrettanto validi, perché il “cultore della materia”, così si descrive con orgoglio sul proprio curricula, avrebbe potuto chiedere interessi e spese legali per un lavoro quasi completamente inesistente. Mi verrebbe da dire “come è umano lei”. Ma se basta una pseudo minaccia molto più che virtuale per vedersi liquidare ciò che non spetterebbe, allora gli altri sinceramente non ci hanno capito nulla.

È la prova che superare un concorso non è sinonimo di capacità, almeno nel nostro Comune. Ma non sorprende, considerando che il garante legale è un soggetto condannato civilmente in via definitiva per rimborsi illegittimi da altri comuni dai quali è stato cacciato in malo modo per poi essere accolto con guanti bianchi nel nostro, con altre due sentenze della Corte dei Conti in giudicato che aspettano quella definitiva, che probabilmente andrà nella stessa direzione.

La vicenda di Balsorano dimostra che, quando le istituzioni tradiscono la loro funzione, il prezzo lo pagano i cittadini. E oggi, vedendo il bando di Capistrello, la differenza salta agli occhi con tutta la sua ingiustizia.

I cittadini di Balsorano – se lo vorranno – quelli con altre lauree o semplicemente diplomati, potranno tentare di partecipare al concorso di Capistrello, presentando la domanda entro il 22 settembre 2025 sul portale InPA. Non posso però garantire l’imparzialità di chi gestisce la procedura, visto il passato.

Resta il fatto che i concorsi di Balsorano sono stati una pagina nera, tra annullamenti e requisiti assurdi, una truffa morale ai danni di un’intera comunità. E che la memoria di quanto accaduto non deve essere insabbiata: ricordare significa pretendere che non si ripeta. Anche se di sicuro quelle condizioni sono valse solo per il nostro Comune, e lo dico con cognizione di causa visto che in nessuna parte d’Italia per un concorso da istruttore, categoria C, è richiesta la laurea magistrale. Ma Balsorano è un mondo a parte, fino a quando qualcuno, con coraggio, non rivela il trucco.

Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 29.08.2025

Nessun Commento Presente.

Balsorano.org
Panoramica privacy

Questo sito utilizza Google Analytics, un servizio di analisi dei siti Internet fornito da Google Inc. («Google»). Google Analytics utilizza i «cookie», che sono file di testo inseriti nel vostro computer, per aiutare il sito Internet ad analizzare il modo in cui gli utenti navigano nel sito. Le informazioni generate dai cookie in merito al vostro utilizzo del sito vengono trasmesse e memorizzate da Google su server ubicati negli Stati Uniti. Google utilizzerà queste informazioni, per conto del provider, allo scopo di valutare il vostro utilizzo del sito, di compilare rapporti sull'attività del sito destinati agli operatori del sito Internet e di fornire al provider altri servizi relativi all'attività del sito e all'utilizzo di Internet. Google non collegherà il vostro indirizzo IP con altri dati in suo possesso. Potete rifiutare il consenso all'utilizzo dei cookie impostando gli appositi parametri del vostro browser.