L’ennesimo bilancio in perdita, nonostante un ulteriore aumento delle tasse (seconda parte)

Di 7 Maggio, 2022 0 0
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Continua dalla prima parte

Questa è la parte un pò “noiosa” ma utile per coloro che voglio amministrare seguendo il principio della “buona amministrazione“, quello che ho cercato ed ho ottenuto all’inizio della mia esperienza all’interno del comune.

Ma come si riesce a giustificare una capacità di spesa di gran lunga superiore agli altri comuni?

Sono 3 i fattori che incidono:

  • l’aumento dei trasferimenti statali, ma è relativo perché riguarda tutti i comuni.
  • gli aumenti delle tasse locali, prima tra tutte l’IRPEF come già descritto;
  • il resto viene dai “ritocchini al bilancio” che riguardano i soliti 3 fondi sempre contestati (se tutti i comuni trattassero questi fondi come Balsorano, avrebbero una capacità di spesa di gran lunga superiore a quella che hanno attualmente).

Innanzitutto per la prima volta è stato calcolato il Fondo Crediti Commerciali obbligatorio dal 2021 ma l’anno scorso non è stato creato. Io avevo ipotizzato un vincolo di bilancio di circa 50 mila euro ma a quanto pare è stato notevolmente maggiore (comunque potevano mettere anche 1 milione di euro tanto non lo troverete in bilancio).

Infatti la normativa prevede che nel caso in cui non vengono rispettati i tempi di pagamento e la riduzione dei debiti, l’ente è tenuto obbligatoriamente ad accantonare il 5% delle spese previste nel Titolo 1 Macro-aggregato 03.

Ebbene dai dati forniti dall’amministrazione il debito non solo non si è ridotto del 10%, anzi risulta cresciuto del 763,42% passando dai 191.244,83 euro del 2020 ai 1.651.249,45 euro. Inoltre l’amministrazione ha liquidato solo il 57% delle fatture presentate (su 3.825.122,50 euro è riuscito a liquidare appena 2.173.873,05 lasciando insoluti per 1.651.249,45 euro).

Dai dati inoltre risulta un ritardo dei pagamenti delle fatture di 103 giorni tale da comportare un accantonamento obbligatorio di bilancio pari a 74.177,17 euro.

In bilancio, tale fondo, andrebbe registrato nei capitoli:

  • U.1.10.01.06.000 – Fondo di garanzia debiti commerciali;
  • U.1.10.01.06.001 – Fondo di garanzia debiti commerciali.

Nell’allegato A/1 del risultato di amministrazione- quote vincolate si nota che buona parte del FCDE a rendiconto viene iscritto nel bilancio di previsione (ergo il FCDE del bilancio di previsione è in realtà una parte di quello a rendiconto).

Il FCDE (Fondo crediti di difficile esazione) è una percentuale (il complemento a 100) dei mancati introiti e si calcola generalmente sul Titolo 1 (entrate tributarie) e sul Titolo 3 (entrate extra tributarie) ai quali possono essere aggiunti anche percentuali di altri titoli. L’assurdità di un FCDE così piccolo e in riduzione si dimostra dai residui attivi (ciò che il comune deve ancora incassare dagli anni precedenti) anche limitandoci al solo Titolo 1 del bilancio ovvero le tasse comunali.

Ebbene nel 2017 i residui attivi ammontavano a 667.333 euro e il FCDE calcolato dalla ragioneria era pari a 470.532 euro (pari al 70,5 % nel pieno rispetto della normativa). Dati rendiconto 2018.

Nell’ultimo bilancio approvato, 2020, i residui attivi salgono a 980.052 euro (sintomo di una totale sfiducia nell’amministrazione visto che l’anno migliore è stato in assoluto il 2018, il primo vero anno di amministrazione, per poi peggiorare di anno in anno, dopo il mio allontanamento) ma il FCDE risulta ridotto a 393.456 mila euro (pari al 40 % violando la normativa che prevede il 100% o comunque percentuali non inferiori al 70% se giustificate).

Comunque rcordo bene le parole del Sindaco pronunciate nel consiglio comunale “il 40% è anche troppo” sintomo che si sa bene cosa si stava approvando.

Se si fosse mantenuta la stessa percentuale prevista dalla normativa nel 2017 ovvero il 70% (dal 2019 la normativa prevede è il 100%), l’accantonamento del FCDE doveva essere di 686 mila euro, ovvero quasi il doppio di quanto stanziato realmente, comportando un disavanzo che invece si è tenuto nascosto.

E in questo calcolo sto escludendo i 120 mila euro delle baracche del 2013 e del 2014 inseriti in bilancio, non incassate e non svalutate (che sono nel Titolo 3), come non tengo in considerazione il fatto che il FCDE di previsione è nullo in bilancio.

Basta pensare che il Comune di Pereto, dove lavora un consigliere comunale come responsabile dell’ufficio finanziario, il FCDE ammonta a 465 mila euro ed è un comune di 635 anime. Quindi qualcuno dovrebbe capire dove è l’errore ma evidentemente fa finta di niente.

Ma quale è la conseguenza diretta di questa riduzione? Che il comune ha molta più capacità di spesa teorica, e gli amministratori sono stati attenti a spendere tutto il possibile, quando nella realtà non ce l’hanno.

Purtroppo la verifica arriverà a luglio, quando ormai sarà troppo tardi per dimostrare l’incapienza del FCDE. Sempre se la Corte dei Conti non decida di chiudere prima le istruttorie aperte nei confronti del nostro comune.

Nei grafici seguenti si vede l’andamento del FCDE nei vari comuni con il comune di Morino che rispetta pedissequamente la normativa ovvero accantona il 100% dei residui considerati di diffiile esazione (Canistro sconta i crediti della società Santa Croce e di altre attività locali rilevanti).

San Vincenzo V.R. e Civitella Roveto sono stati richiamati dalla Corte dei Conti per sistemare il FCDE, mentre Civita D’Antino resta sotto vigilanza perché è ancora in disavanzo.

Tuttavia, come detto, si continua a far confluire il FCDE a rendiconto nel bilancio di Previsione, che risulta per il 4° anno consecutivo pari a 0 (zero) essendo tutto proveniente dal rendiconto.

Questa operazione generalmente si fa solo se si vuole abbassare quello a rendiconto (ad esempio a seguito di un miglioramento degli indici di riscossione, che ovviamente non è questo il caso viste le basse percentuali di incassato). Questo “gioco delle tre carte” è fatto semplicemente per non ridurre la capacità di spesa nel bilancio corrente, pur sapendo che queste somme inevitabilmente dovranno essere reinserite in bilancio, mandando lo stesso in disavanzo come successo nel rendiconto 2017, poi coperto con il mutuo CdP.

Questo vuol dire che come tutti gli anni, il FCDE di previsione non ha risorse, anzi, risulta ridotto oggi di 23.802,30 euro (quantificato a 25o mila circa ma alimentato da 280 mila provenienti dal rendiconto). Ovvero il FCDE a rendiconto è stato ulteriormente ridotto.

Quindi nonostante l’amministrazione dichiari un risultato di positivo per 68.467,62 euro, questo andrebbe ridotto di 258.324,26 che rappresenta il mostruoso FCDE di Previsione (alimentato dai 282.126,56 dirottati dal Rendiconto come indicato nella lettera F dell’Allegato A/1 del risultato di amministrazione relativo alle quote accantonate) bilancio reale fortemente negativo per -189.856,64 euro, nonostante gli oltre 140 mila euro di maggiori trasferimenti Statali e le 100 mila euro di maggior tassazione locale (almeno quella inserita in bilancio) e i 135 mila di risparmio sulle spese di personale.

L’ente è quindi in disavanzo per il 5°anno consecutivo anche se risulta ufficialmente solo il disavanzo del 2017 ed è sempre sullo stesso livello (± -200 mila euro).

Altra nota dolente sono le spese collegate al servizio rifiuti che salgono e per la prima volta sfondano il muro dei 500 mila euro (510.000), dimostrando la “convenienza” del modello in-house scelto (ovviamente è sarcastico). La cosa assurda è che il paese continua a spopolarsi ma a quanto pare i costi continuano, inspiegabilmente, ad aumentare.

Ultima nota, le entrate dall’autovelox che salgono per il 4° anno consecutivo e in previsione superano i 300 mila euro (320.000,00) di cui 100.000 (40%) per chi ha noleggiato l’autovelox (un bel gruzzoletto per qualcuno) e 60.000 per le spese di notifica. Il resto, pari al 30% al netto delle altre spese, entrerebbero, se tutti pagassero, nelle casse comunali. Chiaro chi ci guadagna più di tutti indipendenteme dall’incassato ovvero la società noleggiatrice amica degli amministratori.

Tra l’altro si continua a scrivere che il decreto che prevede l’obbligo di ripartizione dei proventi non è stato pubblicato quando in realtà è stato pubblicato a dicembre del 2019 ed ha efficacia retroattiva dal febbraio 2020. Quindi almeno il 50% dei proventi dovrebbero andare all’ANAS ovvero l’ente proprietario della strada, che può sempre richiederli, anche quelli precedenti al 2019.

Quindi, anche l’ultimo bilancio dimostra la miopia dell’amministrazione che invece di salvaguardare le casse comunali, ha preferito spendere tutto ciò che era spendibile, e anche oltre.

La strategia è chiara. Lasciare terra bruciata dimostrando di aver fatto tanto. L’importante è rivincere anche se i prossimi 5 anni saranno di sola sofferenza, drammatici qualora si richiedano i mutui che ad oggi non sono stati ancora autorizzati.

Tanto prima o poi qualcuno pagherà questi “ritocchi”.

E poi vediamo quanto costa la “piena fiducia” riposta al Segretario Comunale.

Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 07.05.2022 alle ore 07:50.

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