La trasparenza nei contratti (e negli appalti) sotto il milione di €

Di 7 Luglio, 2016 0

professionisti 150L’Anac (l’autorità nazionale anticorruzione) ha delineato la guida in relazione ai contratti (anche appalti) compreso quelli sotto la soglia di 40.000€, soglia che permette l’affidamento diretto all’impresa di “fiducia”, per i quali ha previsto la presenza di due o più preventivi per assicurare un minimo di concorrenza. Per i lavori tra i 40.000€ ed il milione di € ha previsto la rotazione degli inviti e la creazione degli elenchi di operatori abilitati (cosa che chiaramente non esiste nella nostra amministrazione).

È esattamente quanto chiediamo fin dall’inizio della nostra avventura “politica”. Concetto che abbiamo ribadito anche sul finire della scorsa estate quando il responsabile LL.PP. ci aveva garantito un minimo di rotazione dei lavori e una maggiore concorrenza in fatto di affidamento esterno per i lavori di progettazione e che in caso di affidamento diretto avrebbe previsto una soglia di sconto. Avevamo puntato il dito sul fatto che si è preso a paragone un unico progetto per la scuola quanto sarebbe stato più opportuno indire una gara di progettazione anche se a livello preliminare e poi tramite consultazione popolare scegliere il “vincitore”. Avremmo avuto sicuramente una scuola scelta dai stessi cittadini che non un insieme di aule a mo’ di ufficio.

Tuttavia se pur ultimamente è entrato in lista un nuovo tecnico (che più di altri ha capito come farsi notare) dobbiamo costatare che si continua a dare incarichi esterni senza prevedere alcun ribasso sul compenso professionale mentre i lavori vengono dati prevedendo un ribasso forfettario del 10%.

Come abbiamo criticato la scelta della sponsorizzazione che ha portato comunque a due ribassi distinti relativi allo stesso identico lavoro (24,5% per il primo lotto e 18,1% del secondo lotto), abbiamo fortemente criticato il ribasso “artificiale” delle spese di progettazione, volontariamente e forse illegittimamente poste sotto la soglia dei 40.000€ così da permetterne l’affidamento diretto, che ha generato un ribasso del 43% sul listino professionale obbligando il professionista di “fiducia” a rientrare in quell’importo, poi azzerato con il 2° lotto visto che è stato pagato con il listino professionale senza sconti. Ricordiamo che il ribasso delle progettazioni è nell’ordine del 35% se affidato a procedura di gara.

Ad oggi, nonostante le false promesse del LL.PP., le spese di progettazione esterne vengono calcolate senza applicare alcuno sconto il che contrasta con i stessi lavori che vengono comunque affidati con un ribasso, se pur forfettario e comunque ridotto, del 10% (pari all’iva).

Tornando a parlare di Anac, le linee guida nascono in applicazione dell’articolo 36, comma 7, del Codice appalti (Dlgs n. 50 del 2016) e sono improntate al criterio di elevare al massimo l’asticella della trasparenza in tutte quelle gare poste al di sotto del milione di euro. L’anticorruzione ricorda che è possibile ricorrere, alle procedure ordinarie anziché a quelle semplificate al fine di assicurarne il massimo confronto concorrenziale, anche sotto la soglia dei 40.000€.

In particolare per questo tipo di contratti, l’Anac mette qualche “paletto”. È ancora possibile affidare l’incarico diretto a ditte di fiducia dell’amministrazione ma le stazioni appaltanti dovranno procedere “alla valutazione comparativa dei preventivi di spesa forniti da due o più operatori economici” (quindi, non sarà possibile un affidamento diretto senza un minimo di confronto concorrenziale) e l’amministrazione avrà l’obbligo di motivare la sua scelta “dando dettagliatamente conto del possesso da parte dell’operatore economico selezionato dei requisiti richiesti”.

Per gli appalti sopra soglia ma comunque fino a 150mila euro sarà possibile l’affidamento tramite procedura negoziata con la consultazione di cinque operatori economici. Tra i 150mila euro e il milione è necessaria la consultazione di almeno dieci imprese. Le regole, al di là del numero di partecipanti, sono però sostanzialmente le stesse e la procedura sarà la medesima e divisa in tre fasi: indagine di mercato o consultazione di elenchi per la selezione degli operatori, confronto competitivo, stipula del contratto.

Per la prima fase, probabilmente la più critica, le amministrazioni dovranno dotarsi di un regolamento per disciplinare la conduzione delle indagini di mercato e le modalità di costituzione degli elenchi degli operatori che andranno costituiti tramite avviso pubblico, reso conoscibile nella sezione “amministrazione trasparente” del portale della stazione appaltante, e andranno rivisti periodicamente. La seconda fase è relativa alle offerte dei vari concorrenti e la terza è la conclusione del contratto.

Infine “si dovrà favorire la distribuzione temporale (rotazione) delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori potenzialmente idonei”, cosa che non avviene nel nostro comune.

Proprio quello che cerchiamo di infondere da diverso tempo in questa amministrazione, estremamente restia al cambiamento e fortemente motivata a mantenere sotto controllo questo genere di attività che sono poi la fondamenta alla base degli interessi che avvicinano molti imprenditori alla politica. Speriamo quindi che queste regole siano finalmente applicate anche dalla nostra poco trasparente amministrazione.

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