Altro chiarimento sull’agevolazione per le case date in comodato gratuito

Di 4 Febbraio, 2016 0

€-Casa-150Dopo aver chiarito che l’agevolazione (comodato d’uso gratuito ai parenti in linea diretta di primo grado figli-genitori) non decade se il comodante (colui che da in comodato) è in possesso di altri immobili non abitativi, il Ministero dell’Economia e delle Finanze precisa che per registrare i contratti di comodato “verbali” c’è tempo fino al 1° marzo 2016, andando così in contro a tanti che pensavano di non averne i requisiti.

Il contratto “verbale” è un contratto che ai fini dell’articolo 3 (efficacia temporale delle norme tributarie) comma 2 dello Statuto del contribuente che cita “in ogni caso, le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”, può essere registrato entro il 1° marzo. Inoltre se pur vero che per un contratto verbale non sia obbligatoria la registrazione, ai fini della nuova legge di Stabilità 2016, se si vuole ottenere la riduzione del 50% dell’Imu e della Tasi, è necessario procedere alla registrazione.

Invece a differenza di un contratto “verbale”, il contratto “scritto” va obbligatoriamente registrato entro 20 giorni dalla stipula dello stesso. Tuttavia visto che la legge permette di stipulare un nuovo contratto entro il 16 gennaio (il Mef consente di guardare alla frazione di mese più lunga quando quella più breve è di 15 giorni fatto confermato dagli stessi Comuni che in caso di compravendite stipulate il 16° giorno di un mese che prevedono solo ad uno dei due contribuenti di pagare le imposte comunali) data dalla quale decorrono i 20 giorni per procedere alla registrazione, la scadenza ultima per la registrazione dell’atto è fissata al 5 febbraio ossia domani.

Chi non ha mai registrato il contratto può comunque registrare un nuovo contratto “verbale” allungando così i termini fino al 1° marzo.  Per i comuni che prevedevano comunque la registrazione dell’atto per ottenere la agevolazioni tributali, o si procede con il ravvedimento operoso calcolato dalla data di stipula o si risolve il contratto depositato in Comune registrandone contestualmente uno “verbale” ex novo entro il 1° marzo.

Ma facciamo un piccolo esempio quantificando il risparmio potenziale. Ipotizziamo un appartamento di 100mq con una rendita di 350€. Nel nostro comune questo immobile per il 2015 pagava 505,7€ di Imu ((350×1,05×160)/1000×8,6) e 58,8€ di Tasi ((350×1,05×160)/1000×1,0) per un totale di 564,5€. Lo stesso contribuente pagherebbe per il 2016 282,25€ (-50%) ma dovrebbe sborsare comunque almeno 230€ per registrare l’atto presso le agenzie delle entrate, per un costo totale di 512,25€ che equivale ad un risparmio di appena -52,25€. Per il 2017, sempre se le regole restassero le stesse, pagherebbe solo l’imposta ridotta della metà, 282,24€ con un risparmio della stessa misura, ossia di -282,24€.

A conti fatti non è un grande risparmio ma in un periodo di stagnazione tutto può tornare utile. Comunque vada non ci sarebbero differenze per le casse comunali visto che l’amministrazione otterrà lo stesso importo del 2015 tramite un incremento di pari importo del “fondo di solidarietà”, ossia il trasferimento di denari che ogni anno lo stato versa ai comuni (ancora in gran parte basato sui costi storici).

Non si capisce però per quale motivo l’amministrazione non pubblicizza a dovere l’agevolazione che non dovrebbe creare (la legge parla di invarianza di gettito a copertura delle nuove esenzioni, tuttavia con l’estensione dell’articolo 13 comma 3 del Decreto Legge 201 del 6 Dicembre 2011 alle case date in comodato si parla di riduzione e non esenzione, che si traduce o in invarianza di gettito ovvero in una minore entrata nei comuni che non hanno mai previsto le agevolazioni per la prima casa e contestuale incremento delle entrate per che avevano previsto questa agevolazione nel 2015)11-02-2016 squilibri di bilancio ma che al contempo non è automatica ma va richiesta dal contribuente il quale otterrà un risparmio se pur piccolo nel 2016 ma più consistente nel 2017 ma spesso ne è del tutto inconsapevole.

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