Marzo tempo di bilanci di previsione

Di 16 Marzo, 2017 0 0

Il decreto Milleproroghe ha slittato la presentazione del bilancio di previsione del triennio 2017-2019 dal 31 dicembre 2016 al 31 marzo 2017, proroga ovviamente rivolta a tutti gli enti che non hanno provveduto ad approvare entro la prima scadenza (ovvero entro il 31 dicembre 2016) il bilancio di previsione triennale. Il nostro comune ovviamente non ha redatto alcun bilancio, comunque risulta in buona compagnia visto che sono pochi i comuni che hanno provveduto a redigerlo.

Agli inizi di marzo il Ministero ha avanzato la richiesta alle amministrazioni di fornire informazioni sullo stato dei lavori sui bilanci di previsione, richiesta rivolta ai responsabili del servizio finanziario dei Comuni che avevano tempo per la risposta entro il 10 marzo. Recentemente il Ministero degli Interni tramite il Dipartimento per gli Affari Interni e Territoriali, ha reso pubblici i dati ricevuti. Solo in 1.300 Comuni i bilanci preventivi 2017 sono già passati anche in consiglio, mentre in altri 2.300 stanno arrivando all’assemblea dopo l’approvazione in giunta. La situazione sembra comunque migliore rispetto agli anni passati visto che oltre il 40% degli enti ha risposto positivamente alla richiesta arrivata dal ministero ad indicare che i lavori avanzano a buon ritmo, e che l’accelerazione classica delle ultime settimane in vista del termine del 31 marzo dovrebbe disegnare un quadro quasi completo. Non sappiamo se tra i 1.300 o i 2.300 comuni ci sia anche il nostro ma ne dubitiamo fortemente visto che nulla è stato pubblicato considerando anche l’immobilismo che spiegheremo più avanti.

Discorso ben diverso parte le Province (che ancora sono vive e vegete) che cercano di reperire qualche risorsa in più e che potrebbero incassare a breve circa 160 milioni di euro di una prima tranche di trasferimenti, anche se gli amministratori tendono ad avere più risorse, mentre che si aggiunge ai 100 milioni destinati all’Anas, già concessi lo scorso anno, per la manutenzione delle strade.

Nel prossimo decreto sugli enti locali sarà formalizzata anche la clausola di salvaguardia per i Comuni, che impedisce all’aggiornamento di capacità fiscali e costi standard di produrre differenze superiori al 4% rispetto alle risorse base dello scorso anno.

Nel frattempo è stato avviato l’iter relativo al pagamento di 1,3 miliardi di euro come anticipo Imu che verranno recuperati dopo l’acconto di giugno come prevede il decreto enti locali del 2015. Queste risorse arrivano anche alle migliaia di enti che ancora non hanno inviato il questionario sui fabbisogni standard, perché questo inadempimento blocca solo le assegnazioni del fondo di solidarietà, questionario che ricordiamo il nostro comune ha inviato con molto ritardo.

Il Viminale ha fornito anche i dati provvisori relativi al fondo di solidarietà comunale 2017 che dovrebbe essere di 576.697,44 €, quasi uguale al fondo 2016 che era stato di 579.183,90 € sintomo che le risorse sono sostanzialmente uguali. A questi si aggiunge la quota F.S.C. 2017 risultante dai ristori per minori introiti I.M.U. e T.A.S.I. pari a 52.064,86 € che portano il fondo ad un importo totale di 627.848,95 €.

Ma avete notato l’immobilismo dell’ultimo periodo dell’amministrazione?

Questo è figlio proprio della mancata pubblicazione del bilancio di previsione. Infatti questo comporta che dall’inizio dell’esercizio provvisorio, ovvero dal 1 gennaio 2017, sino all’approvazione del bilancio, gli enti possono effettuare spese in misura non superiore ad 1/12 delle somme previste dall’ultimo bilancio definitivamente approvato. In altre parole, fino a tale termine la gestione è effettuata sulla base delle autorizzazioni del secondo esercizio compreso nel triennio di riferimento dell’ultimo bilancio di previsione approvato. Per il 2017, pertanto, il riferimento è dato dagli stanziamenti previsti, proprio con riferimento all’esercizio 2017, nell’ambito del bilancio di previsione approvato per il triennio 2016-2018. La gestione in dodicesimi interessa soltanto gli stanziamenti di competenza diversi dagli impegni assunti negli esercizi precedenti con imputazione all’esercizio provvisorio.

In materia di investimenti, è vietato il ricorso all’indebitamento e si possono impegnare solo le spese riguardanti lavori pubblici di somma urgenza o altri interventi di somma urgenza, ferma restando la necessità di garantire la copertura finanziaria della spesa con entrate già accertate.

L’utilizzo delle quote vincolate e accantonate del risultato di amministrazione è consentito esclusivamente per garantire la prosecuzione o l’avvio di attività soggette a termini o scadenza.

Quindi in attesa dell’approvazione del bilancio di previsione, evidentemente previsto in prossimità della scadenza del 31 marzo, non aspettatevi interventi ad eccezione di quelli urgenti.

Dopo si dovrà chiudere il bilancio del 2016 dal quale si potrà comprendere meglio la situazione di bilancio. Ricordiamo che il bilancio dovrà obbligatoriamente essere rivisto dalla nuova amministrazione comunale che si insedierà dopo le elezioni e spesso questo appuntamento riserva sorprese spesso tenute accuratamente nascoste.

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