Come fare un lavoro da centinaia di migliaia di € con 80 mila €? Basta avere fede nelle persone sbagliate

Di 23 Marzo, 2017 0 0

Ieri è stata pubblicata la determina di giunta n.6 con oggetto “Mutuo Cassa Depositi e Prestiti posizione n. 6025428/00, per finanziamento di opere stradali, e Mutuo Cassa Depositi e Prestiti posizione n. 4552902/00, per finanziamento di strade comunali: Atto di indirizzo generale per il diverso utilizzo delle risorse disponibili”.

Praticamente l’amministrazione dopo oltre più di un anno si è “ricordata” di avere attivato un mutuo che risale addirittura al dicembre 2015 (delibera n.100 del 17.12.2015) relativo al progetto definitivo di adeguamento della viabilità nel territorio comunale, effettivamente acceso presso Cassa Depositi e Prestiti, con la posizione 6025428/00 e regolarmente iscritto in bilancio già nel primo semestre 2016 per un importo di 250000 €.

Quindi a seguito di una “fantastica” programmazione delle opere pubbliche, si sono presi la libertà di indebitarsi e tenere fermi i soldi continuando forse anche a pagare le rate visto che l’effettiva emissione è avvenuta nel primo semestre del 2016 (risultando anche in bilancio) e la scadenza non può essere comunque posticipata. Evidentemente non hanno capito e forse non capiranno mai che prima di richiedere un mutuo (o prima di rinegoziarlo) bisogna fare uno studio di fattibilità che oltre a valutare le possibilità in termini di bilancio, evidenzi anche l’effettiva utilità del mutuo, che se messo tutto in un unico calderone, non può che perderne la ragione.

Chiunque sa che se si acquista un’auto il finanziamento (nel nostro caso il mutuo) deve avere una durata massima corrispondente alla vita utile dell’auto ovvero fino a quando le spese di manutenzione siano sostenibili. Quindi se conosco la durata dell’auto il finanziamento (o mutuo) non può arrivare oltre questa data. Se l’auto si mantiene in buono stato per 10 anni è illogico fare un finanziamento (o mutuo) che ne dura 20 o più. Il rischio è che si continua a pagare una rata anche quando l’auto non è più efficiente ovvero quando il mutuo ha perso la sua ragione d’essere. Un problema che si ripropone se si allunga di molto la durata dei mutui (o contraendo mutui che restano fermi in attesa di effettiva utilizzazione che invece dovrebbero essere subito spendibili perché devono assolvere a precise richieste alla base delle richieste stesse di indebitamento) o quando si finanziano opere che hanno una vita utile inferiore alla durata del mutuo.

A questi “avanzi” o sarebbe meglio dire a questi denari “sapientemente” accantonati sono stati aggiunti 35365,04 € provenienti dalle economie relative al mutuo della Cassa Depositi e prestiti, posizione n. 4552902/00, che possono essere quindi convenientemente utilizzati per altre opere.

Entrambi, ovvero 285365,04 €, concorreranno a finanziare gli interventi di realizzazione/manutenzione/sistemazione di seguito indicati:

  • per quanto riguarda il Capoluogo: sistemazione/completamento degli spazi e delle aree immediatamente adiacenti il nuovo plesso scolastico di località Abatello e la sistemazione/manutenzione delle altre aree pubbliche indicate nell’allegata planimetria (all. A) con un budget di spesa 135365,04 €;
  • per quanto concerne la Frazione Selva: realizzazione di un campo sportivo polivalente e connesse opere di urbanizzazione tra le località: Case Cipriani/Case Giovannangeli, da localizzare sulla particella catastale 31 particelle n. 726 CEU, n. 727, catasto terreni, con un budget di 80000,00 €;
  • per quanto attiene alla Frazione di Ridotti: opere di sistemazione riguardanti le strade e le aree indicate nell’allegata planimetria (all. B), con un budget di 70000,00 €.

Così in un colpo solo si accontenta tutto il paese e si fa campagna elettorale pensando che fare qualche opera pubblica l’ultimo mese possa annullare 5 anni di pessima amministrazione. Sia il primo (forse l’unico che ha una spesa certificata mentre gli altri sembrano stime e che dovrebbe riguardare la sistemazione del cortile, forse del parcheggio ma ne dubitiamo, dei marciapiedi di via T. Tasso, via G. D’Annunzio, via A. Manzoni e la salita di S.Angelo, zone evidenziate in neretto) che il terzo (previsto per Ridotti vedi allegato C) però non deviano di molto la destinazione del mutuo (viabilità), anche se si continuano ad ignorare interi tratti di strada che rimarranno senza alcuna manutenzione, ma il secondo è di tutt’altro genere rimarcato anche in delibera quando si scrive “anche ai fini della corretta applicazione dell’aliquota IVA, che l’intervento localizzato nella Frazione di Selva prevede la costruzione ex novo (cfr. Ris. n. 202/E del 19 maggio 2008) di un impianto sportivo, di talché tra le opere da realizzare si applicano regimi fiscali differenziati”.

Ma come sempre qualche domanda ce la poniamo.

In riferimento alle economie del mutuo 4552902/00 non possiamo non rimarcare che già nel 2014 erano state devolute per i lavori della scuola (vedi determina 110 del 21/10/2014 e determina 9.T del 03/03/2015), mutuo che ricordiamo era relativo ai “Lavori di sistemazione strade rurali”, lavori che venivano (e parliamo dell’ottobre 2014 ovvero 2 anni e mezzo fa) dichiarati come ultimati pur non essendo tuttora intervenuta l’approvazione del certificato di regolare esecuzione, lavori che avevano generato economie di spesa pari ad 28166,47 €.

Ribadiamo ancora una volta che questi soldi erano stati devoluti, con altri, per finanziare i lavori di “Costruzione della scuola media” permettendo all’amministrazione di racimolare 610 mila € più precisamente:

  • € 210000,00 sulla posizione n. 4552900;
  • € 28166,47 sulla posizione n. 4552902;
  • € 71833,53 sulla posizione n. 4544263;
  • € 100000,00 sulla posizione n. 6005589;
  • € 100000,00 sulla posizione n. 6005596;
  • € 50000,00 sulla posizione n. 6005574;
  • € 50000,00 sulla posizione n. 6005598.

Ora magicamente, o per fede, questi 28166,47 € sono diventati 35365,04 € che fino a prova contraria dovrebbero essere stati spesi per ultimare la scuola (ricordiamo che non c’è stato alcuna economia di spesa perché non c’erano i soldi per completare l’opera ed è stata usata la formula della sponsorizzazione), scuola che tutti sanno non completa e in parte mal eseguita.

Ma la cosa più bizzarra è la riduzione del faraonico progetto (oggi diventato una bazzecola) presentato il 20 novembre 2015 per rispondere “simpaticamente” al bando di gara sulle aree degradate, progetto che si componeva di due interventi:

  • il recupero e la valorizzazione della viabilità esistente di Via De Caris mediante la rimozione delle pavimentazione incoerenti e/o vetuste e la successiva fornitura e posa in opera della pavimentazioni in porfido, similare a quella esistente, la valorizzazione del centro polivalente (quello recentemente ristrutturato) mediante pavimentazione dell’area esterna di pertinenza della struttura, e la pavimentazione delle strade via Pianiro, Via Circonvallazione del Castello, Via Noce dei Santi e Via Flavia,
  • il recupero di un edificio di 1200 mq, tramite demolizione della struttura, previa bonifica dell’amianto presente, e la costruzione ex-novo di un centro sportivo di aggregazione ed inclusione sociale, con all’interno campi per la pratica sportiva (calcetto, basket, volley, tennis) e di una sala polivalente con parco giochi e ludoteca. La struttura occuperà complessivamente 12000 mq ed al proprio interno saranno svolte molteplici attività di socializzazione e sportive,

per un totale di quasi 2 milioni di € preventivati.

A meno che il primo costi 1920000 € e il secondo 80000 € qualcosa non torna.

Dobbiamo rammentare che membri illustri di questa amministrazione, a giustificazione della devoluzione del mutuo concesso dalla Cassa DD.PP. posizione n. 6005598 con importo di 50000 € per “Realizzazione impianti sportivi località Collepiano-Selva”, dichiaravano che erano comunque insufficienti per realizzare l’opera e quindi, vista anche l’urgenza della scuola, si era deciso di devolverlo a favore proprio della nuova scuola.

Effettivamente il budget oggi è stato incrementato e portato a 80000 € risuscitando un “vecchio” progetto relativo alla realizzazione di un campo sportivo polivalente e connesse opere di urbanizzazione tra le località: Case Cipriani/Case Giovannangeli, da localizzare sulla particella catastale 31 particelle n. 726 CEU, n. 727, catasto terreni.

Comunque sapete quale è la particella 726 e la particella 727?

Avete indovinato. È il famoso capannone ricco di quella stupenda sostanza chiamata amianto tra l’altro frammentato ovvero il più pericoloso per la salute.

Quindi i ragazzi della Selva potranno giocare quasi a contatto di questa fantastica sostanza che potranno quindi respirare a pieni polmoni dopo aver fatto una bella partita a calcetto con gli amici.

Ricordiamo che la bonifica dell’amianto negli edifici privati è un onere che grava esclusivamente sui proprietari (comune e Asl non sono tenuti infatti ad effettuare sopralluoghi) ma che è obbligatorio, ma anche consigliabile, monitorare in continuazione lo stato dei manufatti che lo contengono, quindi non si capisce per quale motivo l’amministrazione fin dal 2012 è restata inerme su questo problema che, visto l’inerzia della proprietà, avrebbe almeno dovuto monitorare e successivamente mettere in sicurezza già 5 anni fa, ma evidentemente non vedeva e continua a non vedere alcun problema di sorta.

Se credono di riuscire a bonificare la zona, realizzare il campo sportivo polivalente e connesse opere di urbanizzazione spendendo appena 80000 € (tra l’altro al lordo delle spese) forse è la dimostrazione che qualcuno continua ad ingannare i cittadini con ancora più veemenza proprio a ridosso delle elezioni.

Giusto per paragone la stessa amministrazione nel giugno 2013 aveva approvato il progetto preliminare per i lavori di completamento dell’impianto sportivo comunale “Michael Gismondi” in Loc. Ridotti redatto dal dall’Ufficio Tecnico Comunale che ammontavano, secondo le indicazioni impartitegli dall’Amministrazione Comunale (che simpaticamente gli avrà chiesto di “abbondare”), alla ragguardevole cifra di 200000,00 € di cui 158000,00 € per lavori e 42000,00 € per somme a disposizione dell’Amministrazione.

La sola rimozione della copertura di amianto, non conoscendone i quantitativi ma stimando un conteggio sommario sulla superficie della copertura, ammonta come minimo a 20 mila € ma poi bisogna aggiungere una delle due possibili soluzioni:

  • la demolizione di tutta la struttura e smaltimento a discarica del materiale (come minimo altri 20/25 mila € sempre stima prudenziale) e opere varie;
  • o al rifacimento della copertura (altri 20 mila €) con annessa struttura portante (dal costo di decine di migliaia di €) e opere varie,

senza dimenticare che si tratta pur sempre di una area e di una struttura privata.

Ci auguriamo di cuore che prima di fare qualsiasi intervento venga messa in sicurezza la zona o costringendo la proprietà ad intervenire o attingendo alle poche risorse disponibili, che quando si tratta di sicurezza dei cittadini dovrebbero avere priorità assoluta.

Qui nascosto potete visualizzare gli effetti dell’amianto sulla salute.

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