Nella finanziaria tante piccole novità per gli enti locali

Di 13 Dicembre, 2016 0

Molte le novità previste nella nuova finanziaria 2017 che riguardano gli enti locali:

  • slitta il termine della presentazione del DUP, (Documento unico di programmazione) ovvero la definizione degli obiettivi dei programmi che l’ente intende realizzare, che passa dal 15 novembre al 31 dicembre 2016. La data non è comunque definitiva visto che il termine ultimo resta sempre il 28 febbraio 2017, ovvero in coincidenza della presentazione dei bilanci di previsione 2017;
  • slitta al 2018 l’obbligo che prevede la redazione del programma biennale relativo alle forniture di beni e/o servizi pari o superiori a 40.000 €;
  • slitta per l’ennesima volta il vincolo che obbligava a utilizzare i proventi dei titoli abilitativi edilizi (gli oneri di urbanizzazione che si versano prima di realizzare un nuovo immobile o prima di apportare modifiche) e delle sanzioni per spese relative alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, al risanamento di complessi edilizi nei centri storici e nelle periferie degradate, demolizione di costruzioni abusive, alla realizzazione di aree verdi o a interventi di tutela e riqualificazione ambientale e paesaggistico, alla mitigazione del rischio idrogeologico e a interventi volti a favori l’insediamento di attività agricole nell’ambito urbano. Quindi anche per il 2017 questi proventi potranno essere utilizzati, ed è facile prevedere che saranno utilizzati per il pagamento delle spese in parte corrente (vanificando per l’ennesima volta la destinazione naturale di questi soldi);
  • confermata la deroga dell’utilizzo delle economie derivate dalla rinegoziazione dei mutui per pareggiare gli equilibri correnti di cassa (economie che, visto gli altri mutui contratti, risultano di molto inferiori rispetto a quelli ottenuti dopo la seconda rinegoziazione che aveva dilatatato i rimborsi dei prestiti fino al 2044, in alcuni casi 25 anni dopo la naturale scadenza);
  • anche per il 2017 è confermato l’innalzamento del tetto massimo per le anticipazioni di tesoreria, che passerà da 3/12 a 5/12 delle entrate totali;
  • confermati i 700 milioni stanziati per agevolare il pareggio di bilancio per il triennio 2017-2019 che avranno effetto oltre sui comuni con meno di 1.000 abitanti, anche in quelli nati da fusioni concretizzate nel quinquennio precedente e conclusi entro il 1° gennaio 2017. Per i comuni fusi, inoltre, dal 2017 vedranno incrementare il contributo decennale commisurato al trasferimento 2010 che salirà dal 40 al 50%;
  • confermate le misure per i comuni in pre-dissesto che potranno recepire le modalità di ripiano più favorevoli previste dal D.M. del 2 aprile 2015 mentre per i comuni in dissesto sono previste deroghe al Tuel sull’utilizzo dei residui attivi e passivi.

Altre modifiche sono state auspicate dall’Anci, tra le quali l’innalzamento del turn-over al 75% (oggi è al 50%) del personale in tutti i comuni, modifiche al sistema di riparto del Fondo di solidarietà comunale e lo slittamento dell’approvazione dei bilanci dal 28 febbraio al 31 marzo 2017.

In relazione alle Fusioni di Comuni, l’esperienza maturata dalla Regione Friuli non lascia grandi margini di soddisfazione. In quella regione sono state istituite le Uti ovvero le unioni territoriali intercomunali che non sono aggregazioni, ma vere e proprie fusioni tra municipi al fine di risparmiare sulle risorse senza rinunciare all’identità. Queste Uti, oltre a fare i conti con i campanilismi, hanno raggiunto risultati deludenti nonostante sul piatto siano state messe risorse ingenti. Nello specifico nonostante la Regione Friuli abbia sborsato 5.536.100 € per 6 progetti, solo 2 sono andati a buon fine.

I programmi di fusione previsti dalla legge e finalizzati anche a livello regionale cercano di semplificare un quadro municipale particolarmente frammentato con molte realtà di piccole dimensioni che, in presenza di risorse sempre più ridotte, fanno fatica a resistere anche perché estese su superfici molto ampie e con personale decisamente ridotti.

Tuttavia nonostante le fusioni possono dare una mano, non sembrano risolutive dei problemi.

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