Altri (300*3)+128+100 milioni per l’edilizia scolastica

Di 20 Dicembre, 2016 0

Continuano ad arrivare milioni di € per l’edilizia scolastica, a tal punto da rendere sempre più incomprensibile l’ingente debito accumulato per realizzare una nuova scuola, mentre sarebbe stato sufficiente attendere e richiedere i finanziamenti nel momento opportuno sapendo che la chiusura degli edifici scolastici va fatta prudenzialmente se l’indice di vulnerabilità è inferiore a 0,2 (la scuola media ha un indice di 2,64), finanziamenti che a quanto pare non vengono richiesti se non dopo occasionali risvegli letargici.

Con altri 128 milioni di euro si proroga fino al 31 agosto 2017 il programma «Scuole belle», partito a marzo 2014 e che prevede interventi di piccola manutenzione, decoro e ripristino funzionale degli edifici scolastici. L’iniziativa sarebbe dovuta scadere il 30 novembre scorso. A questi si aggiungono ulteriori 100 milioni, nell’ambito degli investimenti immobiliari Inail, per realizzare nuove strutture scolastiche.

Inoltre, un capitolo importante nella legge di bilancio 2017 è legato alla concessione di 700 milioni di nuovi spazi finanziari per tutto il triennio 2017-2019, di cui 300 per l’edilizia scolastica a sostegno degli investimenti locali finanziati con avanzi di amministrazione degli esercizi precedenti e/o risorse da debito.

In base al comma 486 della legge di bilancio gli spazi possono essere richiesti dagli enti locali solo qualora gli interventi non possano essere realizzati nel rispetto del proprio saldo di finanza pubblica, le richieste quindi andranno corredate di informazioni sul fondo di cassa al 31 dicembre dell’anno precedente e sull’avanzo di amministrazione, al netto della quota accantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilità.

Per l’edilizia scolastica possono essere richiesti spazi finanziari entro il termine perentorio del 20 gennaio di ogni anno (per il 2017 il termine è posticipato di 1 mese ovvero entro il 20 febbraio) e la domanda va presentata alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione per il coordinamento e impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione dell’edilizia scolastica.

Entro il termine perentorio del 5 febbraio (5 marzo per il 2017) saranno assegnati gli spazi secondo l’ordine di priorità dettato dal comma 488 che cita:

  1. lavori per edilizia scolastica già avviati, finanziati con mutuo, per i quali sono stati attribuiti spazi finanziari nel 2016 in base al Dpcm 27 aprile 2016;
  2. lavori di nuova costruzione di edifici scolastici per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo e per i quali non è stato pubblicato il bando alla data di entrata in vigore della legge di bilancio;
  3. interventi di edilizia scolastica per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato in conformità alla vigente normativa, completo del cronoprogramma della spesa e che non abbiano pubblicato il bando di gara alla data di entrata in vigore della legge di bilancio.

I restanti 400 milioni di euro annui, in base al comma 490, devono essere richiesti, sempre entro il 20 gennaio (20 febbraio per il 2017), alla Ragioneria generale per il finanziamento degli investimenti non riferiti all’edilizia scolastica.

Le successive assegnazioni avverranno entro il successivo 15 febbraio (15 marzo nel 2017), tenendo conto del seguente ordine prioritario:

  1. investimenti finanziati con avanzo di amministrazione o mediante operazioni di indebitamento da parte di Comuni istituiti, nel quinquennio precedente all’anno di riferimento, a seguito dei processi di fusione e di quelli con popolazione inferiore a mille abitanti, per i quali gli enti dispongono di progetti esecutivi redatti e validati, completi del cronoprogramma della spesa;
  2. interventi di edilizia scolastica non soddisfatti dagli spazi finanziari indicati sopra;
  3. investimenti finalizzati all’adeguamento e al miglioramento sismico degli immobili, finanziati con avanzo di amministrazione, per i quali gli enti dispongono del progetto esecutivo redatto e validato, completo del cronoprogramma della spesa;
  4. investimenti finalizzati alla prevenzione del rischio idrogeologico e alla messa in sicurezza e alla bonifica di siti inquinati ad alto rischio ambientale, individuati come prioritari per il loro rilevante impatto sanitario, finanziati con avanzo di amministrazione. Rimane la condizione del progetto esecutivo redatto e validato, completo del cronoprogramma della spesa.

Se le richieste superano gli spazi disponibili, l’attribuzione è effettuata a favore degli enti che presentano la maggiore incidenza del fondo di cassa (al 31 dicembre dell’anno precedente) rispetto all’avanzo di amministrazione (al netto della quota accantonata del Fondo crediti di dubbia esigibilità), risultante dal rendiconto o dal preconsuntivo dell’anno precedente.

Tutte queste operazioni sono fatte per aiutare anche quelle amministrazioni che pur avendo un avanzo di amministrazione non possono spendere questi soldi per non violare le regole sul pareggio di bilancio, situazione comunque non riscontrabile nel nostro comune visto la previsione del bilancio che prevede un disavanzo dovuto in buona parte all’ingente indebito comunale.

Con il pareggio di bilancio i comuni devono conseguire un saldo non negativo, in termini di competenza, tra le entrate finali e le spese finali ovvero tra le entrate correnti (Titolo 1, 2 e 3 a cui sommare le entrate in conto capitale derivanti da trasferimenti e da alienazioni e le entrate da riscossione di crediti e le spese del titolo 1 (spese correnti), a cui sommare quelle contabilizzate al titolo 2 (cioè le spese per investimento) e le spese per concessioni di prestiti. L’avanzo di amministrazione può essere anche destinato a finanziare l’estinzione di mutui che ridurrà la futura spesa corrente agevolando di conseguenza il rispetto dei vincoli di bilancio.

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