Nuovi finanziamenti per le scuole. Balsorano non pervenuto

School 150 Secondo i dati della Struttura di missione, gli edifici scolastici in zona sismica 1 e 2, cioè a rischio altissimo o alto, sono circa 20.500 sui 42mila totali, da Nord a Sud. Di questi 3.500 sono in zona 1, la più pericolosa (come la nostra), un numero non elevatissimo ma su cui occorrerà focalizzare l’attenzione per il futuro.

Inoltre, 8.300 scuole sono state costruite prima del 1980, anno dei primi decreti sulle costruzioni antisismiche. Sono una parte sono stati adeguati solo 3.000 edifici scolastici.

La costruzione di nuovi edifici, conformi alla moderna normativa antisismica, per alcune linee di finanziamento è rilevante, tramite i Mutui Bei (mutui trentennali a totale carico dello Stato) l’operazione “scuolenuove” (sblocco del patto di stabilità per comuni e province) e in maniera minore dall’operazione “scuolesicure”. Questi finanziamenti seguono quelli del 2015 relativi alle indagini diagnostiche sugli solai, che hanno coinvolto 7.000 scuole, e i 40 milioni della Legge 107 (Buona Scuola), destinati a rendere più sicuri gli edifici scolastici che sorgono nelle zone particolarmente esposte a rischio sismico, anche se sono risultati insufficienti per il finanziamento dei progetti presentati.

Tutta questa premessa è necessaria per segnalare che le opportunità per costruire, adeguare o restaurare le scuole in questi 2 anni sono state numerose e pochi comuni hanno finanziato gli interventi sulle scuole utilizzando mutui propri senza agevolazioni che in casi estremi, come appunto il nostro, vengono a pesare anche sulle stesse generazioni che oggi frequentano quelle scuole e che continueranno a pagare le rate fino a quando questi stessi bambini compiranno 36 anni.

È notizia recente la pubblicazione sul sito della Regione Abruzzo dell’elenco dei lavori programmati sui plessi scolastici per l’adeguamento e miglioramento sismico degli edifici che riguarderanno 157 interventi, per un investimento complessivo di oltre 126 milioni di euro, elenco che è stato trasmesso al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e che riguarderà la manutenzione straordinaria, il completamento di stabili esistenti e la costruzione di nuovi immobili. Spetterà poi ora al Miur attivare i necessari canali di finanziamento.

Sono stati i Comuni e le Province a indicare le scuole su cui intervenire, rispondendo a un bando della Regione sulla sicurezza sismicaNella Valle Roveto i Comuni che hanno risposto al bando sono:

  • Morino per la scuola media;
  • San Vincenzo V.R. per la scuola primaria e per la scuola media;
  • Civitella Roveto per la scuola media;
  • Canistro per la scuola dell’infanzia.

Vogliamo far presente a questa amministrazione che oltre al nuovo plesso scolastico di cui vanno tanto fieri e sul quale già cominciano a uscire i primi segni di cedimento, ha in dotazione la scuola primaria, costruita quasi 100 anni fa e che strutturalmente ha muri in pietra, molto elevati e probabilmente inadeguati sismicamente e alla luce di ciò sarebbe stato opportuno forse attingere a questi finanziamenti invece di richiedere mutui per la viabilità che, se pur altrettanto importante, lo è meno rispetto alla sicurezza dei nostri figli.

Per l’occasione vogliamo far rilevare che nei piani finanziari del comune sono previsti 400 mila € di nuovi mutui in tre anni per un totale di 1,2 milioni di €, per estinguere i mutui più vecchi e contratti ad interessi elevati. Si sfrutterà probabilmente il fondo che potrà arrivare a circa 140 milioni di euro in tre anni per erogare dei contributi ai comuni per l’estinzione anticipata, totale o parziale, di mutui e prestiti obbligazionari accesi con Cdp, così da attutire il peso delle penali previste.

Attenzione, non si parla di azzeramento delle penali ma di attutire le penali che è cosa ben diversa. Bisognerà quindi valutare di volta in volta i reali risparmi per ognuno dei mutui attivi. Esattamente l’opposto di quanto fatto con le due rinegoziazioni dei mutui che hanno riguardato l’integrità dei mutui contratti, anche quelli per cui la rinegoziazione ha generato maggiori costi, esattamente l’opposto fatto dal Comune di San Vincenzo che ha avuto l’intelligenza di rinegoziare solo alcuni dei mutui.

A proposito. Vogliamo ricordare a tutti che le doppie rinegoziazioni, che hanno sì abbassato le rate annuali di 86.000€ già in buona parte riassorbito con i nuovi mutui e per il pagamento dei debiti risultati dai oltre 550 mila € del disavanzo di gestione 2015 se pur diluito in 30 anni, ha generato maggiori interessi per 1,13 milioni di €. Il solo 1° anno di rinegoziazione ha comportato 107.000€ di maggiori spese dovute al fatto che ognuna delle due rinegoziazioni ha bloccato la restituzione della quota capitale ma non la quota interessi.

Per aiutare a capire queste maggiori spese vi diciamo che ogni rata ha una quota capitale (quella che contribuisce a far scendere il debito residuo) e una quota interessi (calcolato di volta in volta sul debito residuo). Entrambe le rinegoziazioni hanno però bloccato la quota capitale (quindi il debito residuo è rimasto lo stesso) ma non la quota interessi. In poche parole se al 31 luglio 2014 il debito era di 2.400.000, al 31 luglio 2015 il debito restava esattamente lo stesso (2.400.000) se pur si era pagata comunque la quota interessi, generando comunque maggiori spese dovute proprio allo slittamento di questo debito.

Monitoreremo questo ennesimo movimento di bilancio sperando che questa volta l’attivazione di nuovi mutui possa veramente generare un risparmio concreto che speriamo sia utile anche per pagare le numerose fatture non pagate che sembrano riaffiorare giorno per giorno e che generano debiti fuori bilancio.

Evidentemente nel bilancio comunale si celano “segreti” che dopo poco si trasformano in “debiti fuori bilancio”.

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