Il baratto amministrativo, i 20.000€ per lo spazzamento delle strade e le borse lavoro

Di 12 Luglio, 2016 0

Baratto 150Si torna a parlare di baratto amministrativo, ossia la possibilità di svolgere lavori per conto del comune in cambio di uno sconto o di una esenzione per le tasse comunali, strumento già adottato da diverse amministrazioni per dare una mano ai cittadini in particolari difficoltà economiche.

Con l’introduzione del nuovo Codice dei contratti pubblici, in particolare l’articolo 190, dopo le sentenze della Corte dei Conti dell’Emilia Romagna n.27 del 23 marzo del 2016 e quella della Corte dei Conti del Veneto la n.313/216 e in ossequio al principio di sussidiarietà assunto dal Dlgs 50/2016, cambiano alcuni presupposti.

Innanzitutto nella prima sentenza (Emilia Romagna) il giudice dichiara che con il baratto amministrativo non si possono saldare le vecchie rate scadute e confluite nei residui attivi del comune (ma eventualmente avere dei benefici sui crediti) impedendo di fatto che un cittadino possa, a fronte di un mancato pagamento del tributo dovuto, svolgere attività previste relative alla cura e/o valorizzazione del territorio comunale. In questo contesto infatti non sussiste una connessione tra l’agevolazione tributaria e l’attività svolta in quanto non ricadenti nello stesso anno.

Con la seconda sentenza (Veneto) con la quale si discuteva la durata degli interventi diversa tra quanto previsto nell’art. 24 del Dl 33/2014 (quello che ha introdotto il baratto amministrativo) e le nuove disposizioni relative al Codice dei contratti dove viene concesso agli enti territoriali (nell’articolo 24 questa facoltà è prevista solo per i Comuni) di attivare contratti di partenariato sociale e che nel nuovo codice dei contratti, si stabilisce che viene meno il vincolo che ne limitava l’uso per un periodo limitato. Inoltre nella stessa sentenza la corte ribadisce che se gli interventi previsti dall’articolo 24 sono realizzati dai cittadini non avendo a presupposto agevolazioni tributarie, ma in forma di volontariato, queste attività dovrebbero essere ricondotte a organismi strutturati in grado di farsi carico degli oneri assicurativi (in pratica coloro che svolgono volontariato devono comunque avere una copertura assicurativa). Se invece gli interventi sono correlati a riduzioni o agevolazioni tributarie è necessario che vi sia un collegamento tra queste agevolazioni e le attività di cura e valorizzazione del territorio che i cittadini possono realizzare, dovendo tener conto che i servizi sono sostitutivi del pagamento delle imposte locali e a tal fine bisogna dimostrare la convenienza, anche economica, della scelta.

Questi servizi possono riguardare la manutenzione dei parchi o delle aree verdi, delle strade, dei marciapiedi, oppure possono essere interventi di decoro urbano, di recupero e riuso. L’unico vincolo è la sussistenza di un rapporto di stretta inerenza tra le esenzioni o le riduzioni dei tributi e le attività di cura e valorizzazione del territorio che i cittadini possono realizzare. In altre parole per pulizia delle strade dei marciapiedi, la potatura degli alberi etc si può concedere un taglio sulla Tari anche l’azzeramento, ma non su altre imposte, perché il risparmio che il Comune ottiene è solo sulla tassa rifiuti.

Ora se vi ricordate l’ultima delibera relativa alla tassa rifiuti 2016 il comune ha previsto ben 20.000€ in più di spese per lo spazzamento delle strade (giusto per non far sentire l’ebrezza di un ribasso della tassa che così viene mantenuta pressappoco sullo stesso livello degli anni precedenti). Ora sapendo che il nostro comune è malauguratamente il più “povero” in termini di redditi di tutta la Valle Roveto (la media è di 15.108,74€ mentre il nostro comune risulta il fanalino di coda con 13.518,61€ staccando nettamente tutti gli altri comuni), e che tra l’altro siamo tra i più tartassati se non il più tartassato, non sarebbe stato più logico investire quei soldi per aiutare i cittadini che sono in situazioni estremamente disagiate e che non possono pagare la tassa rifiuti facendo comunque assistenzialismo mirato?

Ad esempio nell’ultimo bando relativo alle borse lavoro rivolte ai cittadini in situazione di svantaggio sono previste spese complessive omnicomprensive di 7.387€ per complessivi 10 posti (5 per la collaborazione con gli uffici e 5 per la manutenzione del verde pubblico) finanziati dalla Comunità Montana “Montagna Marsicana” nell’ambito del programma di intervento PDZ 2011-2013. Tuttavia per il verde pubblico sono state presentate ben 15 richieste a fronte di 5 posti disponibili.

Ora con i 20.000€ dati alla Segen per lo spazzamento delle strate sarebbe stato possibile allargare il numero dei assegnatari (addirittura portando a 27 il numero delle borse di lavoro) o almeno far rientrare anche coloro che hanno comunque ottenuto un punteggio relativamente alto, ad esempio coloro che hanno ottenuto “3” punti per l’Isee ovvero che hanno dichiarato un reddito compreso tra 0 e 2.000€ annui o perché no inserire anche quelli che comunque hanno ottenuto almeno 1 punto e che quindi abbiano un’Isee non superiore ai 5.000€.

Che dire l’ennesima dimostrazione di incompetenza di un’amministrazione che prende “quel che passa il convento” e per il resto non fa altro che richiedere prestiti per alimentare iniziative spinte probabilmente più da qualche interesse personale che da vere esigenze “pubbliche”. Tra l’altro siamo l’unico paese che continua a chiedere prestiti, anche nel 2015 ne sono stati attivati altri 250mila€, mentre gli altri sono fermi chi al 2010 chi al 2012 e solo San Vincenzo ha avuto “l’ardire” di chiedere un prestito di 160mila € nel 2014.

Speriamo di non ereditare un carrozzone pieno di debiti e false promesse, anche se sembra questa la strada intrapresa dalla nostra amministrazione.

Riferimenti normativi: 

  • Articolo 24 della Legge n° 164 del 2014 “i comuni possono definire con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione al territorio da riqualificare. Gli interventi possono riguardare, come detto, la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze, strade ovvero interventi di decoro urbano, di recupero e riuso, con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati, e in genere la valorizzazione di una limitata zona del territorio urbano o extraurbano.” In base al tipo di intervento, tocca poi al Comune, secondo lo Sblocca Italia, a decidere se ridurre del tutto in parte alcune tasse. Le riduzioni sono concesse “prioritariamente a comunità di cittadini costituite in forme associative stabili e giuridicamente riconosciute”.
  • Art. 190. (Baratto amministrativo)
    • Gli enti territoriali definiscono con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di contratti di partenariato sociale, sulla base di progetti presentati da cittadini singoli o associati, purché individuati in relazione ad un preciso ambito territoriale. I contratti possono riguardare la pulizia, la manutenzione, l’abbellimento di aree verdi, piazze o strade, ovvero la loro valorizzazione mediante iniziative culturali di vario genere, interventi di decoro urbano, di recupero e riuso con finalità di interesse generale, di aree e beni immobili inutilizzati. In relazione alla tipologia degli interventi, gli enti territoriali individuano riduzioni o esenzioni di tributi corrispondenti al tipo di attività svolta dal privato o dalla associazione ovvero comunque utili alla comunità di riferimento in un’ottica di recupero del valore sociale della partecipazione dei cittadini alla stessa.
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