Un 2016 pieno di incognite

Di 11 Gennaio, 2016 0 0

2016 150px Per il 2016 si prevedono molte incognite sui bilanci degli enti locali che non si sono sciolte neanche dopo la l’approvazione del decreto Milleproroghe, che segue la Legge di stabilità 2016, con il quali il governo ha definito il modo in cui costruire il successivo bilancio provvisorio.

Il dubbio maggiore, che dal prossimo anno riguarderà anche i comuni al di sotto dei 1.000 abitanti, è l’applicazione della Legge 208/2015 con la quale è stato cancellato il “patto di stabilità” e sostituito con il “pareggio di bilancio”. Tuttavia nell’impostazione originale data dalla Legge 243/2012 si prevedeva un pareggio sia per competenza che per cassa (vuol dire spendere ciò che realmente si incassa e non ciò che si prevede di incassare). Ora con la nuova impostazione per il 2016 si prevede un pareggio di bilancio di solo “competenza”. Tuttavia la Legge 208/2015 (ordinaria) con la quale è stata abrogata una Legge 243/2012 (rinforzata e protetta dall’art. 81 della Costituzione che obbliga ad un equilibrio tra entrate e spese del bilancio), ha problemi di incostituzionalità.

Altra incognita si cela dietro la voce “tributi locali”. Come sapete il governo verserà nelle casse dei comuni gli stessi introiti generati dall’Imu e dalla Tasi relativi alla prima abitazione, agli imbullonati e ai terreni agricoli. Versamento che si accompagna con l’obbligando di non alzare le aliquote, facendo perdere di fatto agli enti locali la possibilità di manovrare la leva fiscale ottenuta sia aumentando le aliquote sia tramite altri strumenti atti ad incrementare il prelievo (ad esempio la riduzione o l’eliminazione delle agevolazioni già concesse in precedenza). Il divieto inoltre si applica anche per l’introduzione di nuovi tributi (come confermato da diverse sentenze passate in giudicato). Restano escluse la tariffa rifiuti e le tariffe di natura patrimoniale e la maggiorazione Tasi allo 0,8 per mille se approvata entro il 30 settembre 2015.

Tuttavia come già successo in passato, questa compensazione potrebbe non essere perfettamente neutrale, visto che le risorse stanziate dal governo (3,8 miliardi di €) sono inferiori alle stime dell’ANCI (5 miliardi di €). Inoltre tutto questo si deve valutare anche nella tempistica visto che, come già successo in passato, la distribuzione del fondo di solidarietà non si realizzerà prima dell’estate mentre la normativa prevede che il provvedimento si debba perfezionare entro il 31 dicembre del 2015 o al massimo entro i primi 15 giorni del 2016, scadenza già posticipata al 31 marzo 2016.

Infine anche per la normativa che prevede l’uso degli oneri di urbanizzazione per il pagamento delle spese correnti è vietata dalle norme contabili.

Un 2016 quindi tutto da scoprire.

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