Tariffa rifiuti 2015 illegittima

Di 16 Ottobre, 2015 0 0

Distruggi documenti 150Come scritto qualche giorno fa in un articolo, anticipato rispetto alla programmazione stabilita sulla pubblicazione sul sito ma che comunque risale al 2 ottobre, il Ministero delle Finanze con il protocollo n. 5856 del 06.10.2015 ha impugnato la delibera con la quale il Comune di Balsorano ha stabilito la tariffa da applicare alla componente rifiuti 2015, così come stabilito dal Consiglio Comunale n.35 del 15 ottobre.

Come precedentemente spiegato, per il calcolo della tariffa rifiuti si fa affidamento alla spesa sostenuta nel corso dell’anno precedente ipotizzando una spesa costante nel tempo. In effetti molti comuni hanno approvato la tariffa fin dal mese di febbraio 2015, avendo già contezza dell’importo definitivo del servizio che viene relazionato mese per mese.

Il nostro comune ha invece deliberato la tariffa il 16 agosto, oltre il termine fissato dalla legge che per il 2015 scadeva perentoriamente il 30 luglio 2015, probabilmente confidando nell’ennesima proroga o per un grossolano errore visto che la legge che stabilisce questo termine è del 1990. Errore che il Sindaco giustifica in questa maniera: «il presente provvedimento è stato determinato da una inesatta interpretazione della normativa vigente con riferimento alla scadenza del termine ultimo previsto per l’approvazione del bilancio», termine comunque fissato al 30 luglio 2015 e che per quanto riguarda le aliquote e le tariffe non può essere disatteso sempre che non sopravvenga una proroga straordinaria.

Ma sempre dalle parole del Sindaco non dobbiamo preoccuparci perché non ci sarà alcun squilibrio nel bilancio comunale visto che secondo quanto da lui riferito: «fortunatamente la minore entrata, secondo quanto comunicato dalla SEGEN, è coperta da una riduzione dei costi di gestione e pertanto il presente provvedimento non determina alcun squilibrio al bilancio corrente».

I contribuenti che hanno già versato la prima rata (in scadenza alla fine del mese di ottobre) al momento del pagamento della seconda rata (in scadenza a fine novembre) dovranno calcolare la differenza tra l’imposta pagata nel 2014 e la prima rata versata per il 2015. Chi ancora non ha versato nulla basterà ricompilare il modulo spedito dall’amministrazione trascrivendo lo stesso importo stabilito per la tariffa del 2014. Chi non ne avrà notizia si troverà a pagare una tariffa superiore a quella effettivamente dovuta che potrà comunque richiederne il rimborso una volta che ne avrà conoscenza, visto che difficilmente il Comune verificherà la correttezza la correttezza dell’importo pagato trattandosi di un maggior versamento e non di un minor versamento, visto che lettere di “infedele o errata dichiarazione” quando il saldo è favorevole al contribuente sono molto “rare”.

Che dire un bel casino creato da chi dovrebbe avere ottima conoscenza dell’argomento trattato soprattutto per quanto riguarda i termini delle delibere visto che ad esempio l’anno scorso furono deliberate entro il termine prefissato (26 luglio 2014).

Ma la domanda delle domande è un’altra. Vi abbiamo indicato in due distinti articoli precedenti come la tariffa 2015 indicata dall’amministrazione era in realtà fuori da ogni contesto reale. Una diminuzione dei costi della tariffa si era magicamente tramutata in un aumento dell’imposta, cosa che non era avvenuta nei comuni limitrofi per i quali abbiamo notizie a riguardo.

Ma la giustificazione che mette al sicuro il bilancio è altrettanto rivelatrice della correttezza di quanto da noi scritto. In effetti il Sindaco afferma che non c’è alcun problema visto che la differenza viene coperta dalla diminuzione dei costi di gestione. Ora per costi di gestione si intendono i costi fissi quali i costi dei dipendenti, i costi semi-variabili quali i costi di manutenzione e i costi variabili quali quelli delle materie prime (buste per la raccolta etc). Tutti questi costi sono probabilmente rendicontati nella colonna “COSTI FISSI” presenti nelle delibere di approvazione della tariffa, che però stranamente sono 62.000€ sia per il 2014 che per il 2015.

Dobbiamo presumere che i costi fissi per il 2015 siano inferiori? Se così fosse con quale criterio, a fronte di una riduzione dei costi di gestione, è stata alzata la tariffa visto che queste cifre fanno riferimento al 2014?

Inoltre precedentemente avevamo calcolato che l’incremento della tariffa applicato per il 2015, ossia il 6,425%, corrisponde a circa 27.481,33 € che sono addirittura poco meno della metà delle spese di gestione a carico del nostro comune (44,32%), che precisiamo non sono né spese di trattamento e smaltimento dei rifiuti, né di trattamento e riciclo dei rifiuti, né costi di raccolta differenziata per materiale.

Se il ministero non avesse impugnato tale incremento, il comune avrebbe tranquillamente incassato 27.481,33€ in eccedenza rispetto a quanto incassato nel 2014 (in realtà visto il contestuale risparmio sulla costo di smaltimento il comune avrebbe incassato 46.741,65€ in più rispetto a quanto effettivamente versato alla Segen) che probabilmente sarebbe finito nell’avanzo di amministrazione spesso utilizzato per il pagamento di spese non previste.

Insomma come minimo ci auguriamo che l’amministrazione diffonda tramite manifesti la notizia appena pubblicata nel minor tempo possibile vista l’imminente scadenza della prima rata.

Concludiamo dicendo che è vero tutti possono sbagliare, ma la giustificazione vale meno visto che avevamo segnalato l’anomalia della tariffa immediatamente, anomalia che anche se riguarda l’importo della tariffa, ha inciso successivamente sulla decisione del Ministero che l’ha annullata (anche se per tardiva emanazione e non per l’errato importo della stessa).

L’amministrazione ha preferito restare in silenzio, come sempre.

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