Le dietrologie fantasma e gli avvertimenti

Di 12 Ottobre, 2015 0 0

Marionetta 150Premetto che questo post è molto personale e chiedo scusa al gruppo.

Viviamo tutti sulla stessa barca. Ma come succede spesso non ci è possibile scegliere la destinazione, ne tanto meno il percorso da seguire. Spesso ci vengono nascosti perché se rivelati possono generano molti “grattacapi” a coloro ai quali affidiamo la rotta ma che spesso pensano più a loro che agli altri.

La vita prima ti fa l’esame e poi ti spiega la lezione. Io ho imparato che tutti prima o poi sbagliano, compreso il sottoscritto, ma è sbagliato perseverare nell’errore perché nessun’altro se ne è ancora accorto e soprattutto mai scaricare la colpa di quegli errori su altri quando si sa che la colpa è solo di se stessi.

Comunque quando si osa chiedere di cambiare tratta e destinazione, per motivi più che legittimi, e lo si fa in prima persona, da comune cittadino, dall’altra parte si comincia a fantasticare su chi c’è dietro le quinte, quasi come se un comune cittadino non possa arrivare a tanto, non perché non è nelle sue possibilità o liceità, ma perché nessuno ha mai osato tanto.

Se un cittadino chiede chiarimenti su atti amministrativi è subito un “nemico”, un arrogante, uno che commette reati anche quando non c’è reato. Un diavolo contro i santi. Questa è la sensazione che ho avuto. Certo è difficile combattere un sistema così radicato soprattutto quando dall’altra parte c’è il “vero potere” contornato da tanta superbia e che non manca occasione per rimarcare chi quel potere lo detiene.

Ma quando si capiscono le modalità di gioco e ci si convince che queste sono sbagliate, bisogna avere il coraggio di chiedere prima e di pretendere dopo il rispetto delle regole troppo spesse ignorate. In fondo un diritto vale sia per il ricco che per il povero, sia per l’amico che per il nemico, per il simpatico che per l’antipatico, per il colto e per lo stolto, per tutti insomma.

E’ inevitabile che se c’è qualcuno che non vuole che quel diritto diventi la norma, chi ha osato chiedere diventa il “nemico”.

Mai ci si chiede chi tra i due lo è diventato prima.

Nessuno si alza la mattina e dice di voler cambiare il mondo.

Quando si comincia a capire il meccanismo e si vede che il movimento gira sempre dalla parte sbagliata non si può restare in silenzio. Tutti devono avere l’arroganza di chiedere e la possibilità di comprendere.

Ma no, non può essere un comune cittadino.

Se lo fa è una marionetta nelle mani di qualcun altro.

Se chiede il rispetto di una normativa ci sono dietrologie, altri scopi, altre intenzioni.

Tutto si pensa fuorché la realtà, nonostante questa sia palese.

Quel cittadino vuole riconosciuti i diritti che vengono sistematicamente negati e che quei pochi riconosciuti ad altri siano di tutti.

Chi più di me e del sempre vicino segretario dell’associazione può capire cosa vuol dire. Prendete come esempio il trattamento riservato dall’amministrazione all’associazione che “arrogantemente” pretende di voler risistemare i campi, ma che viene continuamente ostacolata, nonostante 8 regolari richieste presentate. E pensare che, senza entrare in polemica con le altre associazioni, vengono concessi beni pubblici, anche recentemente, richiamando l’art. 118 della Costituzione che è lo stesso articolo sempre citato nelle nostre richieste ma che a quanto pare viene utilizzato all’occorrenza visto che a noi viene sistematicamente negato. Ma questa è solo la punta dell’iceberg che da’ comunque bene l’idea di cosa vuol dire occupare un posto di potere e usarlo a proprio piacimento.

Il mio mondo è diverso. Per me stare più in alto degli altri, sul famoso piedistallo, non vuol dire soffocare il grido degli altri quando questi urlano il loro malcontento, ma vedere le cose da un altro punto di vista. Ma è di fondamentale importanza considerare tutti gli altri allo stello livello, compreso se stessi.

Poi quando arriva il momento di prendere una decisione questa deve essere trainata dal buon senso e non deve avere forzature, non deve cercare di accontentare l’amico e sfavorire il nemico, ma bisogna fare semplicemente quello che è giusto. Questa è la vera democrazia. Questo sarebbe un mondo ideale.

Le cose invece non vanno così.

Se sei un amico hai ragione, se sei un nemico hai sempre torto.

Recentemente ho scritto e ho discusso sull’applicabilità di una sentenza relativa all’esenzione IMU di un immobile in costruzione sito sulla stessa area di un immobile già esistente ed assoggettato all’imposta. Nonostante fosse chiaro a chi applicare tale sentenza, questa non è stata accolta, legittimamente. Due modi di leggere la stessa sentenza anche se continuo a non comprendere come si possa male interpretarla. Se il rifiuto si basa su una non corretta interpretazione si ha tutto il diritto di ricorrere indipendentemente dall’importo contestato, fossero anche 5€, come si ha tutto il diritto di chiederne il rimborso (5 anni compresi di interessi rivalutati al 3% oltre il tasso legale).

Io l’ho fatto nonostante la legge permetta, visto il periodo trascorso tra la domanda e la risposta, di aver riconosciuta già da tempo la mia richiesta. Inoltre mi sono sentito in dovere di anticipare copia del ricorso all’ufficio tributi, con la massima trasparenza di chi non ha nulla da nascondere. Certo tutto prende la piega giusta quando in attesa che la commissione provinciale si pronunci ti senti rispondere da esperti tributaristi frasi del tipo “… la situazione descritta dal lettore risulta molto aderente al caso analizzato dalla Corte di Cassazione …. questo concetto è pertanto trasferibile, per analogia, al caso del nostro lettore per il quale l’imposta risulta assolta dal fabbricato già edificato sulla stessa area fabbricabile”. Certo l’ideale sarebbe stato il non dover ricorrere alla commissione ma è un percorso comunque legittimo anche se non condiviso.

Vittorie e sconfitte comunque si condividono, l’una per ricevere le congratulazioni, l’altra per ricevere supporto. Ma l’eventuale vittoria sarà di tutti e non sarà applicabile ad un unico cittadino.

Ma da parte mia c’è rispetto verso tutti anche quando dall’altra parte non lo si riceve in egual misura.

Non si può continuamente negare un diritto.

Non si può dire che si sta mentendo, che si dicono un sacco di “ca*****”, per poi essere smentiti più di una volta dai numeri.

Non si può intimidire una persona ogni volta che osa alzare il dito e porre una domanda (ed è la terza volta che succede in un anno).

Vogliono mettere un bavaglio. Allora è meglio che comincino a percorrere la tratta e la destinazione corretta. E non servirà più porre domande scomode.

Vogliono denunciare. Bene potrebbe essere il momento giusto per far si che l’iceberg emerga.

Non è che non ho nulla da perdere, ma non ho nessun timore di perdere.

Comunque vada, vedremo nuovi giorni sperando che siano belli e non mi riferisco al meteo.

Letture 150P.S. I giorni 4 e 6 ci sono stati due picchi anomali sul numero delle letture del sito, fino a sei volte superiori alla media. Qualcuno ha letto tutti gli articoli più di una volta. Si cerca probabilmente qualcosa per mettere a tacere il sito. Vuol dire che stiamo centrando l’obiettivo e se chiedere il rispetto delle leggi può dar fastidio a qualcuno, allora ben venga qualsiasi cosa, purché si faccia chiarezza su tutto.

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