Si naviga senza una rotta

Di 7 Febbraio, 2015 0

uoomoIl 19 gennaio esce sul “il centro edizione l’Aquila”, un articolo con titolo “Un patto su ambiente e turismo” ed un sottotitolo “Nove Comuni e la Regione puntano alla valorizzazione del Liri”.

Questo patto rappresenta l’adesione del nostro comune al “contratto di fiume” ossia ad un “contratto che avrà come risultato un sistema di progettualità e regole condivise per l’individuazione di soluzioni efficaci per la salvaguardia e la crescita economica della Valle del Liri attraverso interventi di protezione e tutela ambientale e delle acque, di paesaggistica, di difesa del suolo e di sviluppo delle attività economiche locali”.

Per protezione e tutela ambientale e delle acque si intende “il mantenimento o il riequilibrio del bilancio idrico tra disponibilità e prelievi, indispensabile per definire gli usi compatibili delle risorse idriche al fine della loro salvaguardia nel futuro”.

Fin qui nulla di strano, ma vi ricordate il polverone che si era alzato quando l’attuale amministrazione aveva affidato, dietro un compenso di 1.500€, ad un legale di “fiducia” (tramite la Delibera di Giunta n. 63 del 7 giugno 2014) l’incarico di “valutare se il Comune di Balsorano ha subito danni di natura economica o di altro tipo (…) in relazione alle osservazioni prodotte dal Comune di Sora e di altri interessati, o comunque eventuali altri motivi, che hanno determinato il rallentamento delle pratiche del progetto PRUSST”. Alcuni siti avevano addirittura sollevando dubbi sulla legittimità di un tale incarico “perché è noto che i pareri devono essere forniti, in prima battuta e possibilmente, dagli uffici del Comune: l’affidamento all’esterno si giustifica solo in presenza di ragioni obiettive, e queste non sembrano sussistere nel caso di specie, a parere di chi scrive, perché il Comune non deve nemmeno sollevare l’ipotesi che le osservazioni procedimentali siano possano essere fonte di danni” come dichiarato sul diversi siti dal forum abruzzese dei movimenti per l’acqua.

Il PRUSTT

Ma cosa era successo di preciso. Nel 2000 il comune di Balsorano redige un programma PRUSST, nato con il D.M. del 8 ottobre 1998, ossia un “insieme di programmi di riqualificazione urbana e di sviluppo sostenibile del territorio promossi dal Ministero dei lavori pubblici con l’obiettivo di realizzare, all’interno di quadri programmatici organici, interventi orientati all’ampliamento e alla riqualificazione delle infrastrutture, all’ampliamento e alla riqualificazione del tessuto economico-produttivo-occupazionale, al recupero e alla riqualificazione dell’ambiente, dei tessuti urbani e sociali degli ambiti territoriali interessati”.

Il PRUSST si compone di 9 “progetti” e il Comune capofila era quello di Sora. Nel primo progetto è inserito il bacino lacustre che “trova naturale alloggiamento nella grande ansa attualmente esistente sul fiume Liri all’altezza della località “Le Starze”. La forma che assumerà il bacino sarà del tipo ellittica, con una larghezza massima di metri 220 ed una lunghezza di circa metri 800, per una superficie totale di circa ha 12.00. La chiusura a valle sarà realizzata con una traversa in terra battuta, con uno stramazzo al centro, adeguato all’onda di piena critica (Balsorano non è un comune a rischio idreogeologico). Tale bacino, con opportuni accorgimenti, servirà anche alla regimentazione delle acque di piena del fiume Liri. Esso avrà anche caratteristiche di bacino idrico a finalità ecologiche multiple, dalla costituzione della vegetazione ripariale all’oasi di rifugio per l’avifauna, nonché zona di depurazione delle acque”.

Strettamente collegato al primo progetto c’è il progetto 7, ossia la “realizzazione di una centrale idroelettrica” con partner nella progettazione integrata la società ENERSUD S.r.l.. Il progetto prevede la realizzazione di un lago artificiale e quindi il rialzamento del livello fino a raggiungere il livello in cui il fiume si immetteva nel “bacino” arginato con una traversa di sbarramento (a carico della Enersud) con la profilatura degli argini e la relativa sistemazione (a carico del Comune). Questo sbarramento doveva essere realizzato “con particolare attenzione verso la Madonna delle Grazie e la superstrada Avezzano-Sora”. Si scoprirà solo dopo (il 10 maggio 2013) che il compenso per il Comune è quantificato in 350.000 KWh annui.

L’incoerenza

In effetti il 10 maggio 2013 viene presentata dalla ditta SFIL. S.r.l., con Amministratore Unico il Sig. Valter Tersigni, una “richiesta di concessione di derivazione di acqua pubblica dal fiume Liri in località Quercione ed in località Collepiano del comune di Balsorano, nella misura dei moduli massimi 150 (15.000 l/s) e di moduli medi 79,20 (7.920 l/s) per uso idroelettrico con restituzione delle acque al corpo idrico del fiume Liri del comune di Balsorano”.

A questa richiesta l’amministrazione risponderà con un parere negativo, in quanto “avrebbe annullato la possibilità di realizzazione del lago artificiale e della relativa centrale idroelettrica così come descritto nel protocollo d’intesa del 30 ottobre 2000 tra il comune e la ENERSUD s.r.l.”. Si dirà altresì che “… era una situazione simile a quella precedentemente già deliberata nei confronti della FUTURA SERVICE e per la quale si era espresso indirizzo contrario in quanto i progetti PRUSST contengono specifiche previsioni sul progetto del Lago di pubblico interesse e rilievo per lo sviluppo turistico del territorio”.

In effetti al consiglio Comunale del 11 marzo 2011 fu presentata una richiesta di autorizzazione per la costruzione ed esercizio di una centrale idroelettrica in località “Molino Antonini” a nome Futura Service S.r.l., richiesta respinta, dove durante il dibattito un consigliere di maggioranza dirà di essere contrario perché “…. è evidente la sola finalità speculativa dell’intervento proposto dalla società Futura Service senza alcun collegamento con esigenze di pubblico interesse in favore della comunità locale di Balsorano.”

Ma nonostante il parere negativo del 2011, la Futura Service otterrà l’autorizzazione e realizzerà appena un anno dopo l’impianto idroelettrico con derivazione delle acque con moduli massimi di 15.000 l/s. per una potenza di 0,432 MegaWatt. Non sappiamo però quale e quanto è il corrispettivo per il Comune.

Il progetto “monstre”

Comunque torniamo ai progetti di captazione delle acque. Le ditte che presentano la domanda sono 2 di cui 1 presenta 2 distinti progetti.

La ENERSUD S.r.l. (“sponsorizzata” dal comune) già presente nel programma PRUSST, presenta un progetto a firma degli Ingg. Troiani e Tatangelo e dal Geom. Siciliani che prevede la “captazione delle acque con moduli massimi di 180 (18.000 l/s) e moduli medi da 110 (11.000 l/s) per uso idroelettrico con restituzione delle acque al corpo idrico del fiume Liri nel Comune di Sora (FR) (regione Lazio)”.

La ditta SFIL. S.r.l. (osteggiata dal Comune) presenta due progetti entrambi a firma degli Ingg. Merluzzi e Savio “tendente ad ottenere la concessione per derivare acqua pubblica dal fiume Liri in località Collepiano del Comune di Balsorano (AQ), nella misura di moduli massimi 150 (15.000 l/s) e di moduli medi 79,20 (7.920 l/s), per uso idroelettrico con restituzione delle acque al corpo idrico del fiume Liri nel Comune di Balsorano (AQ). Inoltre presenta un altro progetto “tendente ad ottenere la concessione per derivare acqua pubblica dal fiume Liri in località Quercione del Comune di Balsorano (AQ), nella misura di moduli massimi 150 (15.000 l/s) e di moduli medi 79,20 (7.920 l/s), per uso idroelettrico con restituzione delle acque al corpo idrico del fiume Liri in Comune di Balsorano (AQ)”.

Qui partono le prese di posizioni di molte associazioni e di cittadini che evidentemente non vedono tutti questi vantaggi. In effetti come negarlo, visto che fino ad ora molte iniziative spacciate per convenienti per l’amministrazione, in realtà sono sembrate particolarmente più convenienti per coloro che la hanno realizzate, tanto è vero che oggi  paghiamo più tasse dei scorsi anni (IMU al 0,86%, la TASI al 0,1%) e che tutte queste maggiori entrate sembrano totalmente destinate al pagamento dei mutui contratti recentemente.

Il DMV o Deflusso Minimo Vitale

Ma nell’ipotesi che questa centrale “sponsorizzata” dal Comune venga realizzata, il fiume verrà intubato per 6 km (tramite moduli di deviazione massimi da 18.000 l/s e medi da 11.000 l/s, un valore molto elevato considerando che la portata media del fiume è di 14.680 l/s) con la restituzione delle acque nel territorio di Sora. Verrà comunque garantito il “Deflusso Minimo Vitale” del fiume ossia “la minima portata di acqua che deve essere rilasciata nel corso d’acqua a valle dello sbarramento o dell’opera di presa per garantire un deflusso a valle sufficiente per altri utilizzi (ambientale, approvvigionamento idrico, pesca); costituisce un parametro di valutazione per la stima della effettiva incidenza che hanno le derivazione sui corpi idrici assoggettati.” Questo Deflusso Minimo Vitale è indicato dall’autorità di bacino e per il nostro comune corrisponde a 2.900 l/s. Ma abbiamo voluto confrontare questo valore con le portate mensili del fiume e con le relative quantità di acqua non intubbata.

Fiume

Come si vede chiaramente nel grafico, la portata del fiume passa dai valori indicati in arancione ai valori indicati in giallo che rappresentano le acque non utilizzate e che quindi non continueranno a scorrere nell’alveo del fiume. Abbiamo inserito anche i valori della media annuale (in celeste) e del Deflusso Minimo Vitale in blu. Il grafico seguente mostra ancora meglio questa trasformazione.

Fiume Profilo 650

Qui visualizziamo un prospetto delle acque del fiume prima e dopo la “deviazione forzata”. In particolare il primo profilo mostra le diverse portate d’acqua, il secondo le differenze con la nuova portata e nell’ultimo prospetto si fa un confronto tra la media delle acque restituite e il valore del Deflusso Minimo Vitale così come indicato dall’autorità di bacino (di poco inferiore alle acque restituite a valle). Assisteremo ad una diminuzione media della portata di acqua del 75% con punte del 84%.

Ma se confrontiamo questa centrale con quella già realizzata ci si accorge che, nonostante questa abbia avuto un impatto molto pesante sul fiume, non è nulla difronte a quella inserita nel programma PRUSTT. In effetti la centrale esistente devia meno acqua perché utilizza moduli di derivazione massimi più piccoli (moduli 15000 l/s con 7920 l/s di media), mentre quella “sponsorizzata” avrà moduli massimi addirittura da 18.000 l/s e medi da 11.000 l/s. Quindi se consideriamo la portata media annuale di 14.680 l/s e la sottraiamo alla media dei moduli di deviazione di 11.000 l/s otteniamo 3.680 l/s (-75% di portata) poco superiore al minimo permesso dalla legge che è di 2.900 l/s. Ma questi numeri non sono gli unici che fanno “effetto”. La differenza principale con la centrale già esistente e che mentre questa restituisce le acque subito, la centrale “sponsorizzata” dal comune le restituirà molto più a valle (6 km), il che vuol dire che per 6 km il fiume sarà praticamente un rigagnolo.

E’ chiaro a tutti quali sono i vantaggi delle centrali idroelettriche, offrono energia a costi molto competitivi, non richiedono combustibili o materie prime, sono una fonte di energia totalmente rinnovabile e di fatto illimitata. Ma come vi abbiamo spiegato, al contempo richiedono un intervento edilizio di enormi proporzioni per la realizzazione di laghi artificiali per fungere da invasi ed hanno un impatto ambientale di grandi proporzioni, sia nella fase costruttiva delle opere, sia a posteriori nell’impatto visivo ed estetico. Alterare la portata e la distribuzione delle acque fluviali porta ad un cambiamento del microclima locale che porta, in genere, a variazioni nella flora e fauna locale.

Quindi alla luce di quanto detto ci siamo posti dei quesiti:

Come entra la centrale ENERSUD “sponsorizzata” dal comune, che ricordiamo prevede l’intubamento del fiume per 6 km trasformandolo in un vero e proprio ruscelletto, con il “progetto di fiume” che ha tra gli obiettivi la protezione e tutela ambientale e delle acque ossia il mantenimento o il riequilibrio del bilancio idrico tra disponibilità e prelievi?

Perché la centrale realizzata nel 2012 è stata prima osteggiata dai stessi membri dell’amministrazione, tant’è vero che viene apostrofata come “esclusivamente speculativa”, e poi invece viene concessa?

Si può sapere quanto ricava il comune da quella già esistente e dove finiscono questi soldi?

La centrale da poco realizzata ha determinato il rallentamento delle pratiche del progetto PRUSST, visto che la centrale ivi progettata prevede l’intubamento delle acque per 6 km non è più realizzabile, visto che andrebbe a deviare le stesse acque che alimentano la centrale già esistente?

Quali sono state le valutazioni sui danni di natura economica o di altra natura, individuati dall’avvocato incaricato dal comune?

L’avvocato ha altresì individuato i responsabili del rallentamento delle pratiche del progetto PRUSST?

Alla luce delle scelte dell’amministrazione, l’avvocato avrebbe dovuto indicare lo stesso Comune come uno dei responsabili di questo “rallentamento” del programma PRUSST almeno per quanto riguarda la centrale che è ad oggi non più realizzabile perché incompatibile con quella recentemente realizzata?

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