Ulteriori chiarimenti sulla lista imprese locali per interventi urgenti

Di 20 Marzo, 2017 0 0

Non è “simpatico” tornare sullo stesso argomento e ce ne scusiamo ma ci sentiamo costretti a fare qualche ulteriore precisazione in relazione all’elenco imprese relativo ai lavori di pronto intervento e manutenzione (straordinaria) che ha sollevato qualche democratica protesta tra alcuni nostri lettori e alcuni nostri simpatizzanti ai quali va sempre e comunque il nostro ringraziamento.

Partiamo dal principio ed elenchiamo in ordine cronologico i fatti:

  1. fino ad oggi non esiste un elenco imprese di fiducia di nessun genere nonostante sia stato più e più volte da noi sollecitato al precedente Responsabile, fatto incontrovertibile e più volte da noi “denunciato”;
  2. tutti i lavori sotto soglia sono sempre stati affidati con la formula “lavori di somma urgenza” ovvero debiti fuori bilancio e le poche imprese coinvolte erano selezionate senza alcun principio ma con la semplice motivazione relativa a “precedenti lavori eseguiti a regola d’arte”, che tra l’altro escludeva comunque tutte le altre imprese che non possono vantare precedenti lavori in quanto mai pre-selezionate;
  3. ci sono indagini che evidenziano (fino a prova contraria) come alcuni lavori, ad esempio la progettazione della scuola, pur sopra la soglia dei 40.000 €, lavori per i quali la normativa esclude qualsiasi affidamento diretto neanche se adeguatamente motivato, siano stati artificialmente adattati e assegnati al tecnico “di fiducia” senza tra l’altro alcuna motivazione a corredo, tecnico che si è dimostrato non totalmente all’altezza del compito visti i problemi emersi solo dopo pochi anni e che lo vedono in parte coinvolto in quanto “direttore dei lavori” un ruolo che prevede “la verifica della corretta esecuzione dei lavori”, tra l’altro di un edificio che non risulta fornito di servizi adeguati al tipo di scuola;
  4. oggi invece viene “criticato” un avviso nel quale il nuovo Responsabile afferma “nelle more dell’adozione di apposito regolamento comunale” ovvero nell’intervallo di tempo che intercorre fra l’avvio della procedura indicata nella determina e la pubblicazione del regolamento lasciando intendere che l’amministrazione non ha ancora redatto alcun regolamento sugli appalti, il che lascia presagire un’intento poco trasparente e rispettoso delle normative di legge;
  5. abbiamo affermato come questo sia un passo avanti visto che evidentemente non è possibile fare peggio di come è stato fatto fino ad oggi. Ricordiamo che la legge prevede che “i lavori di importo inferiore a 40.000 euro possono essere affidati direttamente purché adeguatamente motivati” e le raccomandazioni dell’Anac restringono questo dritto ma non lo annullano;
  6. le linee guida dell’Anac non sono però vincolanti ma si prefigurano come raccomandazioni (secondo noi da seguire quasi alla lettera) tant’è vero che recentemente il Consiglio di Stato con il parere 2777/2016 ha chiesto un’interpretazione più morbida dei nuovi poteri dell’Anac in relazione all’attività di vigilanza che l’Anac esercita nei confronti delle Stazioni Appaltanti, dichiarando che anche in caso di dissenso la Stazione Appaltante può chiedere all’Anac il riesame delle raccomandazioni vincolanti riferite però ad importi molto più corposi a dimostrazione di come queste non rappresentano non sono norme di legge;
  7. comunque già nell’agosto del 2016 scrivevamo “ci auguriamo quindi che i prossimi lavori, anche quelli sotto-soglia ovvero sotto i 40.000 €, possono essere attribuiti scegliendo da un elenco appositamente costruito dal quale estrarre un numero di almeno cinque operatori rispettando quindi il criterio di rotazione degli inviti, al fine di favorire la distribuzione delle opportunità di aggiudicazione tra tutti gli operatori e non solo a quelli amici dell’amministrazione” ed era chiara la nostra posizione, successivamente ribadita in altre occasioni a dimostrazione di come il nostro lavoro non si realizza in qualche mese ogni 5 anni ma viene da molto lontano;
  8. infine il Responsabile dichiara “con l’atto transitorio in attesa del regolamento, non si escluderanno comunque le misure, interinali, di trasparenza ovvero verrà rispettato comunque i principi di rotazione, concorrenza, economicità, parità di trattamento e pubblicità secondo le indicazioni contenute nel punto 3.3.3 delle Linee Guida n. 4, di attuazione del D.Lgs. 18 aprile 2016, n. 50 approvate da ANAC, infatti si prevedono preventivi di spesa agli operatori che saranno iscritti nella ridetta checklist” che evidenzia la volontà di rispettare quando raccomandato dall’Anac;

Ora il punto di “scontro” è sulla territorialità delle imprese che concorreranno alla creazione della lista. La legge prevede espressamente che gli affidamenti di importo inferiore a 40.000 euro possono essere affidati direttamente purché adeguatamente motivati. Anche l’Anac non esclude gli affidamenti diretti ma tra le “raccomandazioni” prevede un preventivo ad almeno 5 imprese selezionate in un apposito elenco nel rispetto dei principi sopra indicati senza specificare altro.

La motivazione è la stessa che è stata usata fino a ieri (che evidentemente non creava nessun malumore), ovvero “considerata la modesta rilevanza economica della soglia indicata, relativa, per lo più a lavori di pronto intervento o manutenzione” (<15.000€) sia per l’urgenza, si propende per ditte locali in grado di garantire capacità di intervento celeri e corrispettivi economici vantaggiosi per l’amministrazione proprio per la immediata prossimità tra la loro sede ed i luoghi in cui si rende necessario intervenire.

Se si ragiona senza preconcetti dobbiamo dire che a noi sembra una scelta che ha un senso logico. La lista aperta a tutti gli operatori potrebbe portare a falsificare la stessa gara, ricordiamo relativa a piccoli interventi di urgenza con soglia fissata a 15.000 €. Pensiamo il caso di dover attingere da una lista di 100 ditte per un lavoro di 5.000 € che in edilizia è un piccolissimo intervento. Di queste 100 ditte, se si selezionasse a sorte, potrebbero essere estratte 5 imprese che distano molti chilometri dal capoluogo. Probabilmente nessuna di queste parteciperebbe per simili importi e soprattutto in termini così ristretti come richiesto appunto per gli interventi urgenti. Se anche fosse presente una sola impresa locale tra le 5 questa sarebbe probabilmente l’unica a presentare un’offerta e in questo caso basterebbe “selezionare” un’impresa “amica” per avere la certezza che quel lavoro venga affidato alla stessa impresa amica anche perché senza regolamento non è possibile stabilire a priori come verranno selezionate le imprese.

Avere invece 5 o 10 imprese locali disposte tutte o quasi a partecipare si otterrebbe una vera concorrenza a corrispettivi economici vantaggiosi per l’amministrazione, tempi di intervento rapidi e al contempo si aiuterebbero le piccole imprese locali. La decisione sulla territorialità ristretta al solo comune di Balsorano resta comunque aperta ma crediamo che allargare questi confini al comune di San Vincenzo, Morino e Civita D’Antino, visti anche i rapporti attualmente vigenti (o meglio visti i buoni rapporti passati), potrebbe essere una scelta lungimirante sempre se il comune di San Vincenzo approvasse una stessa identica determina, se pur temporanea visto che terminerà comunque il 31 dicembre o prima se si decida di approvare il relativo regolamento in tempi più ristretti.

Resta come ribadito un passo nella giusta direzione. Tutto è perfettibile. Ma nessuno può negare che sia comunque meglio della totale discrezionalità che portava a scegliere sempre le stesse imprese e ad escludere sistematicamente quelle non ben viste.

Con questo chiudiamo la diatriba e ringraziamo affettuosamente quanti ci hanno contattato esprimendo il loro legittimo e rispettato parere.

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