Nel 2019, prima delle due rinegoziazioni, la situazione dei debiti del comune prevedeva importo annuale di 221.502,89 euro, tra interessi (135.704,89 €) e capitale da restituire (85.798,00 €).
All’epoca il comune aveva “in pancia” 23 mutui, di cui 2 in scadenza 2019, 6 con scadenza tra il 2021 e il 2022, 1 in scadenza 2023, 2 nel 2026, 5 nel 2031, 5 nel 2033 e gli ultimi due con scadenza compresa tra il 2035 e il 2036
La doppia operazione di rinegoziazione dei mutui ha riguardato la quasi totalità dei mutui contratti, caso unico nel panorama degli enti locali, basta fare l’esempio del Comune di Morino che non aveva rinegoziato nessun dei 9 mutuo contratti in quanto operazioni antieconomiche. In fondo è chiaro. Il vantaggio della rinegoziazione ad un tasso più vantaggioso è tangibile quando il mutuo è comunque in una condizione iniziale, lo è molto meno quando è in scadenza. Basta vedere le tabelle di qualsiasi mutuo alla francese per capire che la quota interessi della rata è alta all’inizio e praticamente nulla alla fine, quando con la rata si restituisce quasi esclusivamente la quota capitale.
Prima delle due rinegoziazioni il comune impegnava in bilancio qualcosa 221.502,89 € di cui 85.798,00 come quota capitale e ben 135.704,89 in quota interessi.
Dopo la doppia rinegoziazione, la rata annuale era scesa a 200.910,97 €.
Il risparmio netto era quindi pari a 20.591,00 euro annuali fino al dicembre 2044, risparmio utilizzato per coprire il mutuo concesso dal credito sportivo nel 2019, con scadenza 2035 (durata 15 anni), per la palestra e i campetti (oggi un lontano ricordo vista la necessità di reperire ulteriori fondi per quasi 400 mila euro), portando la rata finale prevista dal 2021 a 228.322,99, un livello molto simile a quello pre-rinegoziazione.
Il rovescio della medaglia era dovuto al fatto che la durata dei mutui veniva prorogata e questa scelta coinvolse ben 17 mutui su 21, tutti che hanno visto traslare la scadenza fino a dicembre 2044. Solo 4 mutui, i primi 2, identificati con i n.ri 28461000 e 28462000, hanno mantenuto la scadenza originale ovvero di dicembre 2026 (9.623,21 euro annuali complessivi tra quota capitale e interessi che vedremo in bilancio solo nel 2027), gli ultimi perché avevano tassi di interesse contenuti (2,395% e 2,834%) e in scadenza nel dicembre 2035 e 2036.
Nel mentre il comune ha contratto il nuovo mutuo da record di 1,3 milioni di euro per il campo da calcio e gli spogliatoi.
Questa scelta discutibile ha fatto esplodere letteralmente la rata di restituzione che è passata dai 228.322,99 € ai 288.442,44 euro, registrando un aumento pari a ben 60.119,45 da qui fino al dicembre del 2046 (durata 25 anni).
In cosa si traduce?
Che dopo la rinegoziazione bis e la contrazione dei nuovi mutui, il debito nei confronti del Ministero dell’economia, della Cassa Depositi e Prestiti e del Credito Sportivo è passato da 3,76 milioni di euro da restituire grosso modo entro tra il 2031 e il 2033, a 5,6 milioni di euro da restituire entro il 2044. Quasi 2 milioni di euro in più, con la parte da leone che la fa il campo da calcio in erba sintetica, la vera necessità per il paese.
E pensare che durante la campagna elettorale qualcuno era sceso in piazza criticando i mutui contratti dalla precedente amministrazione, che sarebbero ricaduti sulle generazioni future visti gli impegni presi per i successivi 15 anni (2017-2032).
Con i bravi amministratori, le finanze comunali sono impegnate per i prossimi 25 anni di fatto vincolando la spesa futura per la realizzazione di un progetto sportivo, quando altre aree potrebbero necessitare di interventi più urgenti.
Non mi sembra tra l’altro che sia stata coinvolta la comunità su questa decisione che ci ha vincolato per i prossimi 25 anni, senza fare neanche un’analisi costi/benefici.
Evidentemente i problemi a Balsorano sono limitati al solo campo sportivo.
Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 12.12.2024

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