Per le erogazioni liberali di ammontare fino a 100.000 euro effettuate nel corso del 2016 in favore degli istituti scolastici è riconosciuto un credito d’imposta pari al 65 per cento delle erogazioni effettuate che sarà ripartito in 3 quote annuali di pari importo.
Nel modello 730 del 2017 sarà possibile detrarre i costi sostenuti per la mensa e per le gite scolastiche prevista da una recente circolare che stabiliste una detrazione pari al 19% già prevista per le spese di frequenza scolastica venga estesa anche alle spese per le gite scolastiche e servizi integrativi pre e post scuola o assistenza al pasto. Inoltre, il bonus scatta anche se il servizio è reso tramite il Comune o soggetti terzi rispetto alla scuola.
A questi si aggiungono le detrazioni sulle spese per l‘assicurazione della scuola e ogni altro contributo scolastico finalizzato all’ampliamento dell’offerta formativa, come corsi di lingua, di teatro e così via, deliberati dagli organi di istituto.
La guida chiarisce inoltre che rientrano tra le spese di istruzione universitaria agevolabili, e beneficiano quindi della relativa detrazione, quelle sostenute per la frequenza degli istituti tecnici superiori (poiché assimilabili alle spese per la frequenza di corsi universitari). Per lo stesso motivo, gli studenti degli Its hanno diritto a usufruire anche della detrazione per i canoni di locazione.
Le spese relative alla frequenza di corsi di istruzione universitaria presso università statali e non statali, di perfezionamento e/o di specializzazione universitaria, tenuti presso università o istituti pubblici o privati, italiani o stranieri, potranno essere portate in detrazione:
- nel caso di università statali, per l’intero importo sostenuto;
- nel caso di università non statali, in misura non superiore a quelle stabilite annualmente con decreto del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per ciascuna facoltà universitaria.
Il contribuente può portare in detrazione nella misura del 19 per cento per ciascun studente l’importo massimo di euro 546 euro.
Scompare dalla dichiarazione lo spazio dedicato al 2 per mille in favore di enti culturali che non è stato rinnovato nell’ultima legge di Bilancio.
