Il “Grande Slam” della vergogna: 13.000 Euro liquidati in spregio alla legge e senza uno straccio di contratto.

Di 4 Dicembre, 2025 0 0

Siamo vicini a Natale e, si sa, a Balsorano i regali arrivano sempre. A volte sotto l’albero, altre volte tramite bonifici “fuori tempo massimo” per gli “amici”, quelli che avranno inevitabilmente un “occhio di riguardo”.

C’è un filo sottile che separa la cattiva amministrazione dall’arroganza del potere. A Balsorano, questo filo sembra essersi spezzato definitivamente, e aggiungerei da anni.

Con una mossa abbastanza prevedibile, l’Amministrazione Comunale ha appena completato quello che potremmo definire ironicamente il suo “Grande Slam”: un triplete di liquidazioni retroattive che sfida ogni logica contabile, giuridica e – ci sia consentito dirlo – morale.

Dopo aver liquidato presunte, molto presunte prestazioni nel 2016, ne avevo parlato qui, e dopo aver liquidato altrettanto presunte prestazioni nel 2017, ne avevo parlato qui, il cerchio di chiude con la recente pubblicazione della determina n. 67 del 31.10.2025 ovviamente a firma del Segretario Comunale in qualità del servizio Affari Generali, condannato in via definitiva dalla Corte dei Conti, con il plauso del Responsabile del servizio finanziario.

Sinceramente ho criticato il precedente ragioniere. Tutto si può dire di lui compreso che abbia “ritoccato” il bilancio per una sua tutela personale e per cercare di rimediare ad un’errata lettura delle nuove norme contabili, ma mai avevo visto fare cose di così tanta bassezza morale e quel che è più grave, totalmente illegittime. Riuscire a farmelo rimpiangere non era cosa semplice, eppure questi super competenti ci sono riusciti alla grande.

E allora mentre ai cittadini si chiede rigore e puntualità, mentre alle ditte che lavorano per il paese si oppongono cavilli legali per non pagare il dovuto, nelle stanze del potere si firmano atti che hanno il sapore della beffa. Ho analizzato le carte, incrociato le delibere con le sentenze, e il quadro che ne esce è desolante: un fiume di denaro pubblico, oltre 13.000 euro, per pagare prestazioni “zombie” risalenti a un’era geologica fa (2016, 2017 e 2018), in favore sempre dello stesso soggetto: Petrucci in qualità di Nucleo di Valutazione. E non a caso direi.

Il Tabellone del Torneo: Cronaca di un pagamento annunciato (e ingiustificato)

Per capire la portata dello scandalo, bisogna mettere in fila i numeri e le date. Non stiamo parlando di semplici ritardi burocratici, ne di soldi che erano stati “dimenticati”, ma di somme che erano state saggiamente cancellate. Somme che ora, come per magia, vengono resuscitate attingendo dalle tasse dei cittadini attuali, che probabilmente neanche ricorderanno chi c’era nel 2016 in Comune.

Ed ecco i tre “set” di questa partita giocata sulla nostra pelle:

  1. Primo Set: L’anno 2016. Con la Determina n. 22 del 27 marzo 2024 , l’Amministrazione ha liquidato la bellezza di 6.299,80 euro. Un colpo di spugna su otto anni di silenzio per pagare un’annualità che era stata chiusa da tempo con un nulla da dover dare.
  2. Secondo Set: L’anno 2017. Non contenti, con la Determina n. 34 del 31 maggio 2025, hanno sbloccato altri 3.500,00 euro. Anche qui, si va a pescare nel passato remoto per soddisfare appetiti presenti.
  3. Terzo Set (Match Point): L’anno 2018. L’opera si è conclusa pochi giorni fa, con la Determina n. 67 del 31 ottobre 2025. Altri 3.500,00 euro liquidati per l’annualità 2018.

Il totale del montepremi? Ben 13.299,80 euro. Tredicimila euro che escono dalle casse comunali oggi, nel 2024 e 2025, per coprire un buco nero amministrativo che si estende per quasi un decennio.

Il “Manuale delle Violazioni”: Come aggirare la Legge in 5 mosse

Ma il vero scandalo non è solo cosa stanno pagando, ma come lo stanno facendo. Leggendo attentamente le determine, si scopre un vero e proprio “manuale” di come non si dovrebbe gestire la cosa pubblica.

  1. L’Ammissione di Colpa (Il Debito Fuori Bilancio Occulto) Nelle determine del 2025 (la n. 34 e la n. 67), il Dirigente scrive nero su bianco una frase che dovrebbe far saltare sulla sedia qualsiasi revisore dei conti: “Atteso che l’Ente non ha provveduto ad assumere tempestivamente i relativi impegni”. Tradotto dal burocratese: non c’era l’impegno di spesa. Il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL, art. 191 e 194) parla chiaro: se una spesa non è stata impegnata nell’anno di competenza, essa diventa automaticamente un Debito Fuori Bilancio. Per pagarlo, la legge impone una procedura rigorosa: bisogna andare in Consiglio Comunale, discutere pubblicamente, riconoscere l’utilità della spesa e inviare gli atti alla Corte dei Conti. Il tutto solo se sussiste il relativo contratto, ed è bene rimarcarlo. Loro cosa hanno fatto? Hanno ignorato il Consiglio, evitato il controllo della Corte dei Conti e pagato tutto come se fosse una normale fattura del mese scorso per un incarico recente. Questo non è solo un occultamento di debito fuori bilancio, ma il pagamento di prestazione che neanche volendo avresti potuto liquidare, mancandone i presupposti legali, l’impegno e il contratto.
  2. La Falsità Ideologica e gli Impegni “Fantasma” C’è un dettaglio storico che rende tutto ancora più grave. Scrivere oggi che “non si è provveduto tempestivamente all’impegno” è una mezza verità, che nasconde una bugia intera. La realtà è che gli impegni per quegli anni (2016-2018) c’erano, ma furono cancellati in sede di riaccertamento dei residui. Direte, perché furono cancellati? Perché all’epoca si ritenne che l’attività non fosse stata svolta regolarmente e che incredibilmente a dirlo, mancassero i contratti. Resuscitare oggi quegli importi, fingendo che sia stata solo una “dimenticanza” è un atto grave. Una simile affermazione contraddice gli atti pregressi e presenta evidenti profili riconducibili al falso ideologico in atto pubblico (art. 479 c.p.). Per farla breve, si sta pagando ciò che un tempo si era deciso di non pagare, ed all’epoca c’era una ragione per non pagarlo. Oggi ne manca una per averlo pagato.
  3. Il Gioco delle Tre Carte con i Capitoli di Bilancio E da dove prendono i soldi? Dal Capitolo 138/1 del bilancio 2025. E sapete come si chiama questo capitolo? “Liti, Arbitraggi e Consulenza – Risarcimento Danni”. Stiamo usando un fondo destinato ai contenziosi legali per pagare l’attività ordinaria di valutazione del personale, compresa quella di chi oggi regala questi soldi, il segretario comunale, con elevatissima probabilità, di aver commesso il reato di Peculato per distrazione (art. 314 c.p.). L’uso del capitolo errato per nascondere l’operazione o ad aggirare l’incapienza del capitolo corretto (che per chi non lo sa è il 116) è l’indizio del Dolo ovvero dell’intenzionalità. A questo si aggiunge la violazione del principio della competenza finanziaria potenziata che vieta di pagare debiti vecchi con fondi correnti senza la procedura di riconoscimento. Ma è bene ricordarlo: senza impegno di spesa preventivo, quel debito non è del Comune, ma personale del funzionario che lo ha ordinato (art. 191 c. 4 TUEL). Ma qui la gravità è doppia: in assenza contestuale del contratto scritto e non avendo il soggetto reso la prestazione come previsto, il credito non era esigibile in nessuna maniera. Non c’era alcun debito da saldare, né pubblico né privato. Ergo, quel bonifico è una regalia pura fatta con i soldi dei contribuenti. Ed ecco il Grande Slam servito: nessun impegno, nessun contratto, violazione della competenza finanziaria potenziata e uso del capitolo sbagliato dimostra che non è un errore, ma una volontà precisa di far uscire quei soldi “a tutti i costi”.

Dottor Jekyll e Mister Hyde: L’Ipocrisia in Tribunale

Ma arriviamo al punto più dolente, quello che fa davvero rabbia. Mentre l’Amministrazione stende tappeti rossi e firma bonifici “allegri” per il Nucleo di Valutazione, si trasforma in un inflessibile tutore della legalità quando a bussare alla porta sono altri creditori.

Le sentenze recenti parlano chiaro e smascherano una doppia morale imbarazzante:

  • Il Caso dell’Acquedotto (Sentenza Corte d’Appello L’Aquila n. 233/2025): Una ditta del luogo ha eseguito lavori importanti per la rete idrica. Ha chiesto di essere pagata. Il Comune si è opposto con tutte le forze e ha vinto. La motivazione? “Se non si rinviene alcun impegno di spesa […] è necessario agire direttamente nei confronti del funzionario”. In pratica: caro imprenditore, siccome manca l’impegno, il Comune non ti deve nulla. Arrangiati con chi ti ha ordinato il lavoro.
  • Il Caso dell’Ingegnere (Sentenza Tribunale Avezzano n. 97/2023): Un professionista del luogo chiedeva il compenso per la direzione lavori. Il Comune ha vinto sostenendo che “manca la prova di un contratto d’opera professionale avente forma scritta” e che la delibera di giunta non basta se non c’è l’impegno contabile.

Il Cortocircuito è servito:

  • Se sei un’impresa o un tecnico, anche locali, che ha lavorato per il paese ma manca l’impegno e il contratto: “La legge è sacra (art. 191 TUEL), non ti paghiamo un centesimo.”
  • Se sei il “Nucleo di Valutazione” e manca l’impegno e il contratto: “La legge è un optional, tieni 13.000 euro e amici più di prima.”

La Nullità Assoluta: Carta canta (o meglio, manca) Non basta dire che “mancava l’impegno”. C’è una certezza giuridica insuperabile che rende questi pagamenti illegali al 100%: la mancanza del contratto scritto. La Pubblica Amministrazione non può assumere obbligazioni a voce o per “fatti concludenti”. Per i contratti con la P.A. è richiesta la forma scritta ad substantiam (a pena di nullità). Se il contratto non c’è – come ammesso implicitamente nelle stesse determine che parlano di mancati impegni e mancate sottoscrizioni – il rapporto giuridico non esiste. Ergo, ogni euro versato è un indebito oggettivo. Aver liquidato 13.000 euro in assenza del titolo giuridico fondamentale (il contratto) espone l’Ente a un danno erariale certo e attuale, di cui i firmatari delle determine dovranno rispondere personalmente davanti alla Corte dei Conti. Non si tratta di opinioni: pagare un fornitore senza contratto è come bonificare uno sconosciuto per strada. È un regalo. E i Comuni non possono fare regali.

Conclusione: Cercasi Lavoro “alla Balsorano maniera”

Siamo di fronte a un quadro desolante. Un “Grand Slam” di assurdità amministrative avallate da un sindaco (sempre e costantemente con la s minuscola) evidentemente complice o colpevolmente distratto, e da una Ragioneria che sembra aver dimenticato i fondamentali della contabilità pubblica pur di accontentare i desiderata di chi probabilmente vanta dei crediti. E pensare che è riuscita pure a vincere un concorso pubblico dimostrando le proprie invidiabili capacità, anche se sappiamo come era stato fatto.

A questo punto, vista la facilità con cui si liquidano somme ingenti per il nulla (o per il molto poco) a distanza di anni, la domanda sorge spontanea e la rivolgo provocatoriamente agli amministratori:

È possibile ricevere un incarico formale ma rigorosamente senza impegno e contratto, non svolgerlo, e poi passare all’incasso?

Chiedo per un amico, ovviamente. Perché se la risposta è sì, credo che fuori dal Municipio ci sarà presto la fila. Nel frattempo, ai cittadini onesti di Balsorano non resta che guardare il proprio portafoglio alleggerirsi per pagare il “Nucleo fantasma”, mentre le regole valgono solo per i comuni mortali. Quelli che non sono chiamati a valutarti.

Nota a margine: per aver osato denunciare questi stessi fatti, mi sono visto recapitare una denuncia per diffamazione aggravata, che ora è tornata indietro sotto forma di calunnia, reato ben più grave. E il bello è che mi negano come sempre i documenti che dimostrerebbero questa “furbata”.
Chi la fa, l’aspetti mi verrebbe da dire.
Ebbene, lo dico chiaramente: non vedo l’ora.
Non vedo l’ora di discutere tutto davanti a un Giudice, perché sarà proprio in quell’aula che potremo finalmente far certificare questa oscenità contabile.

Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 04.12.2025

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