Negli enti locali, il Fondo per le Risorse Decentrate rappresenta lo strumento attraverso cui si valorizza il personale, si premiano i risultati e si sostiene l’efficienza amministrativa.
Ma cosa succede quando le regole formali vengono ignorate, le cifre non tornano, e i documenti vengono negati o addirittura non esistono?
Ma facciamo un passetto indietro. Nel nostro piccolo comune, c’era un’epoca in cui il fondo era stato “violato” seppur di poco — non, per quanto ricordassi, nel tetto di spesa, ma nella distribuzione delle varie voci del trattamento accessorio.
Nessuno può negare, soprattutto quelli che erano e sono ancora in giunta, che nel 2018, si era assistito a una rimodulazione del fondo per le posizioni organizzative — all’epoca relative all’ufficio tecnico, ragioneria e anagrafe — i cui responsabili, se non ricordo male, dovettero rinunciare ciascuno a qualcosa, circa un migliaio di euro, percependo comunque poco meno di 10 mila euro extra, a memoria (gli importi devono per legge essere resi pubblici). Ovviamente, con tanto malcontento. Colui che rinunciò più di tutti, praticamente al 100% dell’indennità spettante, fu il segretario comunale: uno che era l’esatto opposto di colui che lo sostituì, e che ancora oggi gestisce a piacimento il Comune di Balsorano. Prima da “incensurato” o meglio condannato in secondo grado sia civilmente che contabilmente, poi in via definitiva, anche se — per ora — solo a livello civile, per aver incassato rimborsi illegittimamente. Diciamo non la figura integerrima che dovrebbe essere, ma spero che negli anni sia cambiato (ma ne dubito sinceramente visti i fatti qui raccontati).
Infatti nel 2023, anche se sembra il “problema” nasca in realtà nel 2022 e si amplia nel 2024, il segretario e il sindaco riescono non solo a ripristinare quegli importi, ma, tirando le somme, sembrano essere andati ben oltre, in piena violazione — almeno per quanto sono riuscito a ricostruire con i pochi documenti resi pubblici — non del tetto massimo previsto dalla legge (art. 23, comma 2, D.Lgs. 75/2017), anche se non lo escluderei, ma per aver liquidato somme ben superiori a quelle costituite. Infatti è bene ricordare che il tetto, fatto salve piccole modifiche, è quello “storico” del 2016, come avviene sovente quando si tratta di decidere i limiti di spesa. Per assurdo enti che sono stati di manica larga, potranno continuare ad esserlo. Enti che sono stati meno generosi con i propri dipendenti, non potranno esserlo in futuro (fatto salve le modifiche intervenute nel 2025).
Ad esempio, per quanto riguarda il fondo risorse decentrate per i dipendenti — ovvero la parte del trattamento accessorio che remunera:
- la produttività collettiva: premi legati al raggiungimento di obiettivi di gruppo;
- la produttività individuale: premi legati alla valutazione della performance del singolo dipendente, sulla base di obiettivi, comportamenti e risultati;
entrambe le componenti correlate alla “valutazione della performance”, queste dovevano essere al massimo di 15.000 euro: 7.500 euro per la produttività collettiva e altrettanti per quella individuale.
Tuttavia, nel 2023 per i premi collegati alla performance sono stati liquidati 18.000 euro.
Nel 2024, non risulta pubblicato alcun documento sulla relativa liquidazione (almeno non ne ho trovata traccia), si sa solo che il fondo collegato alle performance è salito a ben 24.000 euro. Alla richiesta di pubblicazione dei documenti da parte di chi ha servito con onore quell’ente, si è risposto con una denuncia in Procura. Ma meglio girare pagina, che commentare.
E per le Posizioni Organizzative non si cambia registro
Altra parte consistente del fondo incentivante è quella relativa alle posizioni organizzative PO, per le quali era stato indicato un tetto di spesa per il 2023 di 25.730 euro, compresa ovviamente anche l’indennità di risultato del segretario comunale — la stessa che il precedente segretario aveva, con spirito di responsabilità, rinunciato per evitare ulteriori decurtazioni a indennità già ridotte.
Ebbene, dai pochi documenti pubblicati (di altri, pur obbligatori, non c’è traccia — e chi ne ha richiesto la pubblicazione ha ricevuto una bella denuncia in Procura), si scopre che per l’ufficio tecnico, il sindaco ha riconosciuto per il 2023 un indennizzo di 16.000 euro, incrementando quello autorizzato nel 2022 (13.000 euro), ulteriormente aumentato nel 2024 (18.000 euro che rappresenta il massimo erogabile per legge per quel ruolo).
A questi si aggiungono i 6.500 euro al responsabile dell’area funzionale di vigilanza (il massimo in questo caso è 9.500 euro non come riportato di 18 mila), incarico assegnato a rotazione ai due agenti della municipale (erano 4.000 euro nel 2022, diventati 4.800 all’inizio del 2023).
Poi ci sono i 2.916,67 euro a testa al responsabile del servizio finanziario e a quello dell’anagrafe (che diventeranno 5.000 euro a testa nel 2024).
Infine, i 4.963,33 euro assegnati al segretario Falcone come indennità di risultato, avendo ottenuto una valutazione di 99/100, prossima alla perfezione assoluta 😁 (che nel 2024 dovrebbero diventare 5.400 euro).
Se la matematica non è un’opinione, le indennità di posizione e di risultato liquidate ammontano a 33.296,66 euro nel 2023 (saranno 39.900 euro nel 2024), contro un tetto fissato a 25.730 euro.
Sebbene il tetto massimo previsto dalla legge (art. 23, comma 2, D.Lgs. 75/2017) non sia stato superato, almeno è quello che mi auguro, la liquidazione di somme superiori a quelle costituite rappresenta una violazione della normativa. Anche se, va detto, probabilmente non è un reato anche qualora fatto con dolo — proprio come non lo era evidentemente incassare rimborsi non dovuti. Ma questo vale solo nel pubblico, ovviamente. Se nel privato si facesse lo stesso, ci sarebbero conseguenze penali e disciplinari.
Il fondo, infatti, non è solo un contenitore di risorse: è un atto formale, certificato dal revisore (anche se qui manca), che stabilisce i limiti massimi di spesa per ciascuna voce.
Sembra, tirando le somme, che tutti, negli anni, hanno incassato di più rispetto al 2018, anno che coincide con il primo bilancio della nuova (vecchia) amministrazione. La parte più consistente va al tecnico comunale (che ha raddoppiato il compenso) e al segretario, quest’ultimo passato da 0 a quasi 5.000 euro, con i vigili che fanno altrettanto (da 0 a 6.500 euro). Ma quello che colpisce è anche la valutazione ricevuta dal segretario, ovvero colui che ha permesso tutto questo per rispondere ai desiderata del sindaco: 99 su 100, condiviso solo con il nuovo responsabile del servizio finanziario. Forse non a caso.
È bene sottolineare che non si contestano i compensi incentivanti, legittimi anche se viene il dubbio sul fatto che raramente vengono decurtati, ma quello che sembra a tutti gli effetti uno sforamento dei tetti di legge, comunque conosciuti e volutamente ignorati. Non si può passare da una cifra ad un’altra senza porsi alcuna domanda, soprattutto quando negli anni passati hai dovuto tagliare la spesa, a meno che non si pensa ingenuamente che i limiti siano, di colpo, spariti.
E la cosa non promette nulla di buono quando ad una richiesta di accesso civico alle delibere di giunta sulla costituzione del fondo, alle linee di indirizzo per la contrattazione decentrata, ai verbali della delegazione trattante, ai contratti integrativi e alle relazioni tecnico-finanziarie, ai pareri del revisore e alle determine di liquidazione delle indennità, la risposta non è stata la trasmissione o la pubblicazione degli atti, ma una denuncia. E ovviamente la Procura indirizzerà l’attenzione sul lato sbagliato.
Resta che questi documenti non sono stati resi pubblici, a ragione direi.
Un gesto che, al di là delle implicazioni legali, solleva interrogativi sulla trasparenza amministrativa e sul rispetto del diritto di accesso civico.
Fondi a tutti, anche a dipendenti “esterni”
È bene evidenziare inoltre che, con questo fondo, evidentemente modificabile a piacimento, da febbraio del 2022 (così anche per tutto il 2023), sembrano essere stati liquidati alcuni tecnici autorizzati a svolgere lavoro extra-orario, dal Comune di Avezzano al Comune di Balsorano tramite assunzione a scavalco: l’Arch. Marchione Maria Concetta (D5) e il Geom. Basile Antonio (D3), ai quali era stata “ravvisata la necessità di integrare il beneficio economico dei professionisti indicati in premessa con efficacia retroattiva, avvalendosi dell’indennità di posizione, non superiore a 500,00 euro mensili lordi cadauno”, visto che “i dipendenti di cui sopra non percepiscono alcun ristoro finanziario inteso come rimborso spese di viaggio“.
Ma queste affermazioni sembrano non essere supportate da riscontri. In primis non è chiaro che tipo di scavalco è stato autorizzato, condiviso o di eccedenza. Infatti manca la delibera di Giunta n. 16 del 14.02.2022 per poter verificare. Per dare per buona questa affermazione, lo scavalco dovrebbe essere d’eccedenza, ovvero oltre l’orario prestato al Comune di Avezzano. Ma resta il fatto che questi soggetti hanno liberamente e coscentemente scelto di svolgere il proprio lavoro presso un’altra sede, con vantaggi (lo stipendio ulteriore) e svantaggi (i costi di trasferta). E sinceramente è raro trovare dei datori di lavoro che ti paghino il tragitto tra casa e lavoro.
Ma quel che non quadra è che la scelta dell’indennità di posizione, perché questa è legata a una formale assegnazione a una posizione organizzativa (P.O.) e che il dipendente a scavalco non è di ruolo nell’ente ospitante, quindi non può essere titolare di P.O. secondo l’art. 13 del CCNL 21.05.2018 e non possono sovrapporsi a incarichi già assegnati a personale interno. Sarei curioso di capire quale P.O. abbiano coperto e se al tecnico di ruolo sia stato messo nero su bianco di aver ridotto le proprie responsabilità, e quindi le relative indennità. Non a caso quello che sembra mancare dalla delibera di giunta è anche l’attribuzione delle reali responsabilità organizzative, con tutte le delibere e i presupposti formali e contabili a supporto, mentre sembra che la delibera si limiti a riconoscere il solo compenso extra.
Eppure è risaputo che le indennità di posizione sono destinate a chi copre posizioni di responsabilità all’interno del Comune. Tant’è vero che, per erogare tale incentivo al servizio di vigilanza, il sindaco ha dovuto creare apposita determina di trasferimento di funzioni. Ed essendo un unico servizio (dei 5 complessivi: tecnico, finanziario, anagrafe, vigilanza e servizi generali), si è deciso di distribuirla alternativamente tra i due agenti, un anno ad un soggetto, l’anno successivo all’altro. Seguendo la stessa logica, sarebbe stato possibile assegnare ad entrambi lo stesso compenso contemporaneamente, o suddividere il servizio in due, cosa vietata per gli enti di modeste dimensioni (ricordatevi la sentenza della Corte dei Conti sull’incarito ex art. 110 dell’Ing. Mazzone).
Quindi, se è certo che i due tecnici hanno ricevuto questi incentivi (anche se le determine di liquidazione sono state tenute nascoste), è altrettanto certo, come da delibera, che non esistono altri servizi a cui agganciare queste indennità di posizione, che sarebbero state citate in premessa previo accordo integrativo, e quindi siano totalmente illegittime, a meno che si possa ridurre quella del responsabile dell’area che invero sembra sia stata ulteriormente ampliata (da 13 mila a 18 mila).
Conclusioni
Ma con un soggetto come Falcone, tutto è possibile.
Costituire un fondo, liquidare le indennità, contrattare: ogni passaggio ha una sua logica, una sua forma, una sua responsabilità. Non basta solo che “i conti tornino” nel totale. Serve coerenza tra:
- quanto si costituisce;
- quanto si contratta;
- quanto si liquida,
e serve, soprattutto, che tutto sia documentato, accessibile e verificabile.
Qui non solo non tornano i conti, ma non si capisce niente se non che un giorno qualcuno si sia alzato, evidentemente di buon umore, e abbia deciso di punto in bianco di erogare gli incentivi un pò a tutti, chi vicino ai massimi (5000/6500 euro sui 9500), chi al massimo (18000 euro), visto che non è possibile andare oltre, altrimenti ci sarebbero andati senza problemi, oltre all’indennità di risultato del segretario, che è pari al massimo al 10% dello stipendio lordo, che anche qui sembra raggiunto.
Ma è bene rimarcare che tutti coloro che erano in giunta nel 2018, sapevano che erano stati ridotti i compensi con malcontento, e che oggi sembrano abbiano comodamente dimenticato il passato, con la contradizione nel fatto che questi importi vengono dal passato. “Io non c’ero e, se c’ero, non ho visto né sentito.”
Nessuna sorpresa. Con Falcone non esiste alcun limite. Ti permetterà qualsiasi cosa, legittima o meno, “sindaco, puoi fare tutto quello che vuoi”. Ed è così da sempre.
Un duos tu des.
E credetemi: nessuno farà niente. Né a livello di giustizia contabile — che ha autorizzato l’utilizzo di un mutuo per pareggiare un bilancio, che ha legittimato un FCDE pari all’avanzo e di soli 6.250 euro e altre oscenità — né la Procura, se mai rilevasse una qualche ipotesi di reato. Più impegnata, sembra, a controllare chi segnala, (mi aspetto che se abbia detto la verità si proceda di conseguenza) piuttosto che chi compie “furbate”, come con la liquidazione di un servizio del 2016 mai svolto e da tempo cancellato come impegno.
La spiegazione che mi sono dato è che Balsorano è un mondo a parte, dove tutto è legittimo. “A Balsorano si può”, mi verrebbe da dire, modificando la frase del film girato dalle nostre parti, perché le regole non valgono travalicato quel confine e San Vincenzo V.R. ne è un fulgido esempio visto che era andato in disavanzo per adeguare il FCDE, quando le sarebbe bastato dire che a Balsorano non c’è stato nel passato la stessa imposizione, anzi.
Ma il fondo per le risorse decentrate non è solo una voce di bilancio: è uno specchio della cultura organizzativa di un ente. Dove c’è trasparenza, c’è fiducia. Dove ci sono regole rispettate, c’è equità. Dove i documenti sono disponibili, c’è democrazia.
E quando tutto questo manca, anche senza accuse, è giusto fermarsi e chiedere: stiamo davvero valorizzando il merito, o stiamo solo distribuendo risorse senza regole?
Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 24.06.2025.

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