È ancora attiva la Sia, introdotta nel 2013 nella 12 grandi città e poi successivamente estesa a livello nazionale a partire dal 2 settembre 2016 (sufficientemente pubblicizzata anche dal nostro sito) ovvero il contributo per i nuclei familiari in difficoltà con l’obbligo di impegnarsi in un percorso di attivazione sociale e lavorativa con l’obiettivo di favorirne l’occupazione. Verrà comunque sostituito dal reddito di inclusione nel momento in cui questo si avvierà a pieno regime.
Anche in questo caso è richiesto un Isee non superiore ai 3 mila € ai quali è possibile aggiungere fino a 600 € qualora si percepisca altre indennità, assistenziali e previdenziali. Il beneficio non si può richiedere se nel nucleo familiare è presente qualcuno che percepisce trattamenti di disoccupazione e neanche se si possiedono automobili o motociclette acquistate recentemente.
Altra condizione necessaria è la presenza di almeno un minorenne o di un figlio disabile o di una donna in stato di gravidanza con data di presunta del parto inferiore a quattro mesi. Deve inoltre risiedere in Italia da almeno due anni ed essere cittadino italiano o comunitario o un suo familiare deve avere il permesso di soggiorno o il permesso comunitario per soggiornanti di lungo periodo.
Se si hanno quindi tutti questi requisiti si deve compilare il modulo predisposto dall’Inps e consegnarlo al Comune di residenza (il quale potrà scegliere in autonomia le modalità e i tempi di consegna anche affidandosi ai Caf o ad altri uffici pubblici) che effettuerà i primi controlli su quanto ivi dichiarato. Se tutto in regola la domanda verrà girata all’Inps che eseguirà un nuovo controllo e attribuirà al richiedente un punteggio che dovrà andare dai 45 ai 100 punti (il massimo).
L’Inps quindi fornirà contemporaneamente ai Comuni e all’ufficio postale (che dovrà rilasciare la carta di credito) l’elenco delle famiglie beneficiare.
Il beneficio mensile parte dagli 80 € per le famiglie mono componenti e sale di 80 € per ogni ulteriore componente fino ad un massimo di 400 € per le famiglie composte da 5 o più elementi. Anche in questo caso gli importi vengono accreditati bimestralmente ma sono utilizzabili esclusivamente nei negozi di alimentari, farmacie e parafarmacie o per pagare le utenze domestiche (elettricità o gas).
Il contributo però obbliga ad impegnarsi a partecipare ad un progetto di attività che dovrà essere messo a punto dal Comune entro 60 giorni dalla prima erogazione.
