Il 9 marzo scorso il Senato ha approvato la legge delega per il contrasto alla povertà che prevede come cardine il Reddito di inclusione (REI) ovvero un contributo monetario che prenderà posto dell’attuale Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e coinvolgerà 70 mila famiglie povere nella quali vivono in media due figli minori ai quali viene riconosciuto un contributo di 320 €, che può arrivare a 480 € in caso di genitore singolo, erogato direttamente in una carta di credito a cadenza bimestrale.
Per ottenere il contributo è necessario un Isee non superiore ai 3000 € ma sussiste l’obbligo da parte del capo famiglia di aderire ad un progetto di inclusione sociale e lavorativa che dovrà essere attivato dai Comuni e dalle Regioni. I programmi saranno di vari natura in particolare oltre alla partecipazione ai programmi di re-impiego lavorativo anche programmi che impegnino il genitore alla cura dei figli (partecipazione scolastica, cure sanitarie, programmi di prevenzione e profilassi).
Come detto il contributo sarà erogato bimestralmente e il suo valore sarà calcolato come differenza tra il reddito della famiglia e un valore soglia di povertà ma probabilmente non potrà superare i massimi riconosciuti per l’assegno sociale che oggi è fissato a 485 €.
La durata dell’agevolazione è di un anno trascorso il quale dovrà seguire una pausa di 6 mesi prima di ottenere una nuova agevolazione fino a quanto si mantengono i requisiti di reddito.
