Il Tribunale di Reggio Calabria conferma la prescrizione biennale delle fatture dell’acquedotto (vale anche per il CAM)

Di 28 Luglio, 2022 0 0
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Uno degli articoli più letti e per il quale vengo spesso contattato per un supporto, riguarda la prescrizione biennale del servizio idrico (CAM) previsto dalla Legge 205/2017, che trovate qui.

Recentemente è stata resa pubblica la sentenza, di secondo grado, che ha riformulato una precedente sentenza, del 16 marzo 2022 emessa dal Giudice di Pace di Reggio Calabria, con la quale si stabiliva che le fatture relative al servizio idrico integrato devono essere rapportate ai consumi reali e non presuntivi, in quanto il canone relativo al servizio idrico non è una tassa, ma è una tariffa e quindi va addebitato solo in presenza dell’effettiva erogazione del servizio e commisurata al reale consumo effettuato dall’utente, pertanto, non può ammettersi alcun calcolo presuntivo, altrimenti mancherebbe la base giustificativa del prelievo e l’ente erogatore del servizio godrebbe di un indebito arricchimento.

Secondo il Tribunale, la lettura presunta ha un’unica valenza e riguarda il caso in cui il gestore non può accedere al contatore per procedere alla lettura (ad esempio quando non riesce ad accedere al contatore ubicato all’interno dell’abitazione privata). In questo caso il letturista deve lasciare all’utente un’informativa scritta sul passaggio e sulla possibilità di comunicare l’autolettura da consegnare anche al successivo passaggio. Solo qualora l’utente non comunichi la lettura, si può procedere con i consumi stimati in base ai precedenti o alla tipologia di utenza.

Infatti è bene ricordare il regolamento dell’utenza e carta dei servizi del CAM, il quale all’articolo 20 – Installazione del contatore, lettera r) Lettura del contatore riporta “I contatori vengono letti e verificati in ogni momento in cui il C.A.M. S.p.A. lo ritenga opportuno; di norma, almeno quattro volte l’anno e annualmente per periodo correlati alla specificità della fornitura … la lettura del contatore può essere fatta anche direttamente dall’utente. In tal caso l’utente sarà tenuto personalmente alla compilazione dell’apposita cartolina firmata dal Consorzio, ed alla spedizione della stessa entro il 30° giorno dalla data della consegna”. Anche il regolamento di utenza del servizio idrico integrato prevede all’articolo 8 – Letture, tempi di fatturazione e stima dei consumiil Gestore effettua almeno due tentativi l’anno di lettura dei misuratori di acqua presso gli Utenti e comunque in ottemperanza a quanto previsto dalla regolazione AEEGSI pro-tempore vigente … Il CAM S.p.A. ha in ogni caso la facoltà di far eseguire, letture e fatturazioni supplementari a sua discrezione … nel caso di contatori non accessibili, il Gestore potrà richiedere all’Utente l’autolettura del contatore.” Chiaro quindi la tempistica massima e minima con la quale il CAM dovrebbe procedere alla lettura del contatore e che l’utente non ha alcun obbligo di procedere alla lettura del contatore.

Ma la parte più interessante della sentenza è quella relativa alla prescrizione (non accolta perché il termine non era ancora trascorso).

Ebbene secondo il Tribunale, la prescrizione è biennale come previsto dalla Legge 205/2017 e che questa decorre dalla scadenza dei termini di pagamento indicati nelle fatture, atteso che solo da quel momento i crediti divengono esigibili.

È bene sottolineare che la fattura deve includere solo i crediti che fanno riferimento ad un periodo non superiore ai 24 mesi antecedenti alla data della lettura (se fosse 20 luglio 2022 questa non può contenere consumi precedenti al 20 luglio 2020). Quindi se la precedente lettura valida fosse quella del 20 luglio 2018 e se l’utente abbia consumato dal 2018 al 2022 molto di più di quanto effettivamente pagato, si procederà ad una rispalmatura dei consumi extra tenendo in considerazione il periodo che va dal 20 luglio 2018 (penultima lettura valida) e il 20 luglio 2022 (ultima lettura) ovvero 48 mesi. Ad esempio se la differenza fosse di 1.460 euro (1 euro al giorno considerando i 4 anni di distanza), questi vanno ripartiti per tutto il periodo (20/07/18-20/07/22). Nello stesso momento, però, scatterebbe la prescrizione per periodo antecedente i 24 mesi dalla lettura. Quindi il periodo che va dal 20/07/18 al 19/07/20 (oltre 24 mesi prima della lettura) sarebbe prescritto (730 euro), ivi comprese eventuali sanzioni e interessi, mentre il periodo valido resterebbe quello dal 20/07/20 al 20/07/22 (730 euro).

Inoltre la fattura può essere emessa al massimo entro 45 giorni dalla lettura. Qualora la fattura viene emessa in un periodo successivo ai 45 giorni, la prescrizione copre anche questa differenza.

Se ad esempio la lettura del consumo avviene in data 1° marzo 2022 e quindi copre il periodo 1° marzo 2020 – 1 marzo 2022 (quello precedente è prescritto) ma la fattura è datata 1° luglio 2022, la prescrizione si allunga per coprire il periodo che va dai 45 giorni seguenti la data della lettura fino alla data della fattura. Nell’esempio i 45 giorni dalla lettura corrispondono al 15 aprile 2022, termine ultimo per l’emissione della fattura. Il periodo quindi che va dal 15 aprile 2022 (45 giorni dopo la lettura e/o il conguaglio) al 1° luglio 2022 (data della fattura) concorre all’incremento della prescrizione, per un totale quindi di 77 giorni. In questo caso, l’utente ha diritto ad ottenere una prescrizione aggiuntiva che copra i 77 giorni a decorrere dal 1° marzo 2020 ovvero la fattura dovrà contenere un periodo che va dal 17 maggio 2020 al 1° marzo 2022 e non dal 1° marzo 2020 al 1° marzo 2022.

Quello che è più odioso in tutta questa faccenda e che la politica ignora convenientemente il ricatto che sottopone il CAM in maniera sistematica, come ignora la continua presenza di utenze forfettarie che pagano molto, molto meno di chi ha il contatore istallato, nonostante queste debbano essere temporanee. Infatti il CAM mette nero su bianco che non è disposta ad accettare la prescrizione biennale se l’utente non si impegna a trasferire, a sue spese, il contatore al ridosso della proprietà pubblica, nonostante lo stesso contatore sia istallato da decenni in un punto di facile accesso e che l’accessibilità non gli sia mai stata contestata precedentemente e che quest’ultimo abbia consentito e facilitato in qualsiasi momento, al personale della società o comunque incaricato della stessa per l’accesso ai contatori, l’accesso per effettuare la rilevazione dei consumi idrici.

Convenientemente il CAM tralascia il fatto che la richiesta di spostare il misuratore in luogo “idoneo” può essere posta solo per motivi di sicurezza ovvero prevenzione o perché il contatore è in una posizione poco adatta alle verifiche, alla conservazione ed alla manutenzione (ad esempio è troppo in alto) e che quindi è illegittimo obbligare l’utente ad affrontare spese per spostare un contatore, solo per risolvere un problema che deriva dall’incompetenza/incapacità del gestore di procedere ad una lettura con cadenza prevista dal regolamento. Da nessuna parte è precluso il posizionamento dello stesso all’interno della proprietà privata, anche distante dal confine di pubblico accesso.

Si riporta l’art. 20 – Obbligo di installazione del contatore al prelievo “I contatori installati e mantenuti in efficienza ad esclusiva cura e spese dei soggetti che prelevano e/o scaricano le acque, dovranno essere atti a misurare le quantità di tutte le acque prelevate e/o scaricate e dovranno essere installati in luoghi che permettano un facile accesso per la loro lettura i soggetti dovranno comunicare al CAM S.p.A.”. Condizione sine qua non è il facile accesso al contatore.

Concludo questo lungo articolo allegando un fac-simile per quanto riguarda la risposta da dare al modulo “standard” che il CAM invia respingendo di primo acchito la prescrizione biennale, con il ricatto dell’accoglimento solo a seguito dello spostamento a spese dell’utente finale di un contatore che rpobabilmente da 40 anni, se non oltre, è nello stesso identico posto senza che questo abbia generato mai impedimenti per la sua lettura.

Ultimi aggiornamenti (01.08.2022). L’Antitrust ha sanzionato due società (Abbanoa, PS11947 ed EAS, PS11743) e avviato tre nuovi procedimenti nei confronti di altrettanti comuni del Centro-Sud, ritenendo che siano stati disattesi, nell’emettere fatture e solleciti di pagamento, gli obblighi informativi dovuti dai gestori idrici verso l’utenza in tema di prescrizione biennale.

Secondo l’Autorità, i due gestori hanno sistematicamente rigettato l’eccezione di prescrizione in merito agli addebiti fatturati dopo il 1° gennaio 2020 ma relativi a consumi idrici risalenti a oltre due anni prima dalla fattura. In particolare l’Authority sottolinea che la decorrenza del termine prescrizionale si riferisce alla fattura, ma che questa non può essere emessa arbitrariamente, richiedendo importi anche di anni addietro.
Arera, come precisato nell’allegato B alla delibera n. 547/2019, ha espressamente previsto che la prescrizione breve «decorre dal termine entro il quale il gestore è obbligato a emettere il documento di fatturazione, come individuato dalla regolazione vigente» e che il gestore è tenuto a informare l’utente finale, utilizzando uno o più canali di comunicazione idonei a garantire completezza e trasparenza, della possibilità di eccepire la prescrizione, mediante il seguente avviso testuale: «La fattura [specificare numero fattura] contiene importi per consumi risalenti a più di due anni, che potrebbero non essere pagati qualora la responsabilità del ritardo di fatturazione di tali importi non sia a Lei attribuibile, in applicazione della Legge di bilancio 2018 (Legge 205/17). La invitiamo a comunicare tempestivamente la Sua volontà di non pagare tali importi ai recapiti di seguito riportati [specificare i recapiti]» (Delibera 547/2019 IDR – all. B, art. 3.2).

Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea il 28/07/2022 alle ore 07:45.

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