Tutelare gli occupanti delle baracche o l’ennesima inadempienza del segretario?

Di 20 Aprile, 2022 0 0
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Il titolo è la sintesi esatta di ciò che ha deciso l’amministrazione comunale nell’ultimo consiglio comunale.

Tutti gli occupanti sanno cosa sia il ruolo baracche, ma nessuno sa che questo andava completato non solo con l’elenco delle matricole ma anche con un atto di concessione che ne stabiliva durata e canoni.

Domanda semplice. A chi spetta la redazione del ruolo baracche e quindi dell’atto di concessione, agli occupanti o al responsabile del servizio (segretario comunale)?

La risposta ovviamente è scontata, visto che era ed è una diretta responsabilità del tanto idolatrato, anche se dalla sola maggioranza (e per una volta non mi sento da solo a criticarlo aspramente), segretario comunale, ben pagato anche per svolgere questo lavoro (tramite l’indennità di posizione). Infatti è per mantenere questa indennità che non ha alcuna intenzione di emanare il bando per sostituire il posto che era di Marchionni (da rivalutare ampiamente visto il livello raggiunto dal segretario) o di Villa, con il benestare dell’amministrazione che continua a giovarsi di uno che non ha timore a mettere firme a destra e a manca e a produrre atti totalmente illegittimi come il concorso per istruttore contabile (tra l’altro l’articolo ha ricevuto oltre 300 letture).

Tuttavia nonostante la mancata redazione dei ruoli 2015, 2016, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021 e con essi i relativi atti di concessione fosse una chiara negligenza del segretario comunale, nel momento in cui l’amministrazione doveva riconoscere il grave errore commesso dal segretario, ha deciso che le conseguenze della mancata redazione dell’atto di concessione siano addebitabili esclusivamente agli occupanti che in realtà si sono adagiati sull’inadempienza del comune.

Ma se il cetriolino è passato dal segretario agli occupanti, come si può “addolcirlo”? Semplice. Si dice che la colpa è di quelli che li hanno preceduti e che in fondo si stanno applicando le tariffe stabilite dalla vecchia amministrazione.

Per fare questo hanno preso spunto da una sentenza di Cassazione del 1992 (Sez. Unite, 18/11/1992, n. 12313) secondo la quale se è pur vero che il canone ha prescrizione quinquennale, questo si tramuta per coloro che occupano senza alcun titolo (sinu titulo) un’immobile in un indennizzo che ha prescrizione decennale.

Peccato che l’occupazione senza titolo, se fosse varitiera, sarebbe addebitabile alla sola amministrazione. La mancata stipulazione dell’atto di concessione, equiparabile ad un contratto di affitto visto che si applicano le regole previste consensualmente nelle clausole contrattuali, secondo la Cassazione, “è una «nullità relativa», che ha cioè conseguenze negative solo per il proprietario (il comune), vero responsabile – secondo i giudici – della mancata registrazione dell’atto. Ciò implica una asimmetria di tutela: il locatore non può pretendere dall’inquilino il rispetto degli accordi presi a voce o con una scrittura non registrata, mentre quest’ultimo può tutelarsi per evitare di essere mandato via nonostante l’assenza di un valido contratto … la mancata registrazione dell’atto comporta che il comune non potrà esigere il rispetto, da parte dell’inquilino, delle clausole come il pagamento del prezzo, il rispetto del preavviso e della durata minima, ecc., mentre l’occupante può chiedere la restituzione dei canoni di affitto corrisposti in forza di un contratto non registrato”.

Quindi, nonostante siano chiare le conseguenze della mancata registrazione dell’atto di concessione, l’amministrazione, per togliere il cetriolino da chi doveva redigere ruolo e atto di concessione (con durata e canone) ma non lo ha fatto, ovvero il segretario comunale, dichiara sostanzialmente che tutti gli occupanti sono abusivi e quindi illegittimi.

Peccato che il titolo per occupare quegli immobili sia stato redatto dalla stessa amministrazione e si chiama ruolo 2013 (pubblicato nel 2018) e ruolo 2014 (pubblicato nel 2019), che riportano entrambi la situazione di fatto delle occupazioni delle baracche che l’amministrazione ha approvato e quindi avvallato, anche se poi non è seguito alcun atto di concessione.

Dal 2019 (ultimo anno di amministrazione per il sottoscritto) in poi la responsabilità di quell’ufficio passa al segretario il quale percepisce una parte dell’indennità, ma per nessun verso decide di produrre altri ruoli baracche (ad eccezione di quello attuale, 2022) ne ovviamente alcun atto di concessione.

Ma cosa comporta il dichiarare abusivi tutti gli occupanti? Che il segretario ne uscirebbe “pulito” nonostante la grave inadempienza ma agli occupanti si chiederà di pagare fino all’ultimo centesimo gli anni 2015, 2016, 2017, 2018, 2019 (vecchio regolamento), 2020 e 2021 (nuovo regolamento), 2022 (nuovo regolamento modificato), perché come dice l’Avv. Romiti “è legittimo, ma è anche doveroso da parte del Comune richiedere il pagamento dei suindicati crediti“, pur sapendo che molto probabilmente il 2015, 2016 e il 2017 sono andati in prescrizione con grave danno causato alle casse dell’ente, danno che doveva pagare il tanto idolatrato segretario comunale, unico colpevole di tanta sciatteria.

E parliamo di cifre spropositate in relazione al contesto, ma comunque legittime, come da parere legale.

A dir tutta, a tutti coloro che chiedevano informazioni, mi risulta che l’amministrazione abbia chiesto di non pagare i canoni perché avrebbero trovato una soluzione, omettendo che cercavano la soluzione per salvare il segretario e nel momento in cui la trovano tramite un parere comunque superato da sentenze più recenti (1), decidono di addebbitare tutti i canoni, nessuno escluso, agli occupanti sottolineando però che la colpa e di quelli che li hanno preceduti (vera ma in parte “scontato” dalla grave negligenza del segretario), non a caso molto utile in campagna elettorale.

Inoltre nel nuovo regolamento, nonostante si dichiara di perseguire il principio di buona amministrazione, si stabilisce che il canone per tutte le baracche, come se fossero tutte nello stesso stato di manutenzione, è pari a 0,30€ a metro quadrato (dai precedenti 0,60 € a metro quadrato), che sa tanto di campagna elettorale, ovvero meno di 3 euro al mese per vano, indipendentemente dal reddito degli occupanti, o dalla presenza di attività commerciali e concorrenziali, o di persone che lo usano come deposito o garage, il che già da un senso di disparità di trattamento tra gli stessi occupanti, legittimi o illegittimi che siano.

Riassumento. Nonostante fosse chiaro che la scelta autonoma del segretario (o in accordo con gli amministratori) di non produrre alcun ruolo e alcun atto di concessione sia stata una grave ed imperdonabile negligenza che ha comportato lo spostamento del cetriolino dagli occupanti al segretario stesso (almeno per gli anni 2015, 2016 e 2017), l’amministrazione non è dello stesso parere e al segretario non viene rimproverato nulla e mette nero su bianco che il cetriolino resta agli occupanti però ne giustifica la dimensione (a ragione) dicendo che è colpa di chi li ha preceduti.

Scusate la metafora ma da bene l’idea di ciò che è stato fatto.


(1) “Infatti, in casi come questo, di occupazione ritenuta illegittima di un immobile, trova applicazione l’art. 2947 c.c., come confermato dalla Corte di Cassazione, Sez. Terza civile, sentenza n. 16564 del 25.11.2002, nella quale si legge che il diritto al risarcimento dei danni per il mancato godimento di un bene che è stato oggetto di occupazione abusiva si prescrive nel termine quinquennale di cui all’art. 2947 c.c.

Tale termine, precisa la Suprema Corte, inizia a decorrere dal primo giorno di occupazione, in quanto il diritto risarcitorio può essere esercitato giorno per giorno a partire dalla data dell’occupazione stessa e non da quella in cui l’occupazione è cessata.”

Pertanto, dato per ammesso che l’immobile sia a tutt’oggi occupato, la c.d. indennità di occupazione, che poi non è altro che il risarcimento dei danni per mancato godimento dell’immobile, potrebbe essere chiesta solo limitatamente agli ultimi cinque anni, ossia dal 2017 ad oggi.

Articolo scritto e pubblicato da Giuseppe Pea in data 20.04.2022 alle ore 07:50.

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