Scordatevi un taglio delle tasse, amen

Di 26 Giugno, 2020 0
Se si prendessero le parole del Segretario espresse nell’ultimo consiglio comunale, “servono titoli accademici”, qualcuno potrebbe dubitare se un’infermiera possa capire di finanza locale. Al contempo qualcuno potrebbe chiedere se uno laureato in scienze politiche possa, con un esame di economia politica, sentirsi titolato per prendere il posto del responsabile del servizio finanziario. Per dimostrare che un titolo accademico, comunque importante, non rappresenta la persona basta vedere che il “laureato” sembra aver sbagliato completamente la procedura per il bando di concorso (eppure vanta chilometri di incarichi), annullato appena ricevuta la notizia di un procedimento penale a suo carico e riproposto qualche giorno dopo “alle stesse condizioni e con le stesse modalità” dimostrando egli stesso che l’interesse pubblico era in realtà il suo interesse privato, ovvero quello di evitare il tribunale. Io sono sempre dell’idea che tutti possono imparare e tutti possono raggiungere un livello adeguato alle proprie necessità, ovviamente distinguendo sempre i ruoli. Ma in un comune piccolo come il nostro, il Sindaco può anche assumere competenze gestionali tant’è che dopo le mie dimissioni, la responsabilità dell’ufficio è tornata di diritto al Sindaco. Ora si potrebbe obiettare ancora una volta se un’infermiera possa assurgersi a quel ruolo, ma ognuno può rispondere sulla base dei fatti. Comunque prima o poi avremo anche questa risposta. Mi domando però ancora oggi come si possa mantenere in comune un siffatto segretario comunale. Maliziosamente ho pensato perché forse sarà più facile in futuro scaricare le proprie responsabilità e i propri fallimenti, ma oggi indubbiamente fa comodo. Fatte queste premesse mi addentro nell’argomento. Ho avuto modo di vedere l’ultima variazione al bilancio appena approvata, tra l’altro già in vigore in quanto dichiarata immediatamente esecutiva, quella che può (poteva) portare ad una riduzione di qualche imposta comunale. Ho preferito non aspettare il Consiglio Comunale per esternare le mie perplessità sicuro che tanto non ci sarà alcun correttivo. Dal tono della precedente frase è facile comprendere che come al solito non ci sarà alcuna riduzione di alcuna imposta in un periodo dove si pensa di tagliare addirittura la regina delle imposte, l’iva. Anzi si procede sulla linea precedentemente segnata che battezzava questo fantastico 2020 con un bel incremento dell’aliquota IRPEF. Basta vedere come si muovono gli altri comuni per avere un’idea di chi amministra bene e di chi non lo sa fare. È curioso costatate che alcune modifiche seguono, nonostante siano state bollate in consiglio comunale come “non attuabili … in quanto non considerano la realtà concreta dell’ente“, quello schema proposto 2 mesi fa e che avevo, quasi con frenesia chiamato “manovra” a sottolineare l’importanza della stessa. Cosa cambierei oggi? Avrei applicato il 5% di sconto TARI non a tutti ma solo alle categorie più deboli, riconoscendo agevolazioni ad esempio a coloro che hanno reddito basso o nullo o per coloro che oggettivamente producono pochi rifiuti (esempio anziani in nucleo mono-componente con pensione minima). Le ultime proposte auspicate due mesi fa (contributo extra per le spese alimentari e per i canoni di locazione) erano posizionate in fondo perché reputate meno importanti e tra l’altro erano quelle “finanziate” dai minori costi della gestione rifiuti che dovevano (ma che non sono) arrivare nonostante i 3 mesi di lockdown o come scrive un amministratore rispondendo ad un commento di un cittadino oggi cancellato, lockdwan (forse è il caso di scrivere in italiano quando non si conosce un termine in inglese, nonostante abusato, confinamento). Ho imparato quindi che anche se i consumi sono crollati del 12% i rifiuti prodotti sono sempre gli stessi. Alcune proposte, ovviamente denigrate in consiglio, sono state fatte come la riduzione delle spese del personale che avevo quantificato in 25.000 € ma che sarà di 34.500 € (forse anche a seguito dell’annullamento della procedura concorsuale), così come la riduzione del costo del trasporto, quantificato in 20.000 € e sarà di 20.500 €, così come ci sarà la riduzione delle spese per la refezione quantificate in 15.000 € mentre saranno di 12.000 €. Dal mio precedente prospetto mancherebbe la riduzione dei costi per il riscaldamento, l’utilizzo delle concessioni edilizie (che qualcuno non ha capito quando applicare), ovviamente il recupero degli utili e delle riserve delle partecipate. Queste ultime, più difficili da ottenere erano collegate alle ultime proposte (contributo extra per le spese alimentari e per i canoni di locazione) a dimostrazione che erano operazioni secondarie. La regina delle riduzioni, quella che avrebbe mosso almeno 78 mila euro (ai quali aggiungere 10 mila dei mutui MEF), ovvero la posticipazione di una parte delle rate dei mutui (operazione che in considerazione delle scadenze degli stessi già traslate al 2043 avrebbe generato sicuramente risparmi) ovviamente è stata ignorata. Sostanzialmente si assiste ad un operazione che ha visto una contrazione delle spese di 76 mila euro che vanno ad alimentare altre spese, dimostrando qualora ce ne fosse bisogno che non si è compreso, o meglio di fa finta di non comprendere, la situazione del bilancio del comune, che inevitabilmente tenderà a peggiorare. Tutta questa manovra è una delusione totale soprattutto perché hanno deciso di non tagliare le tasse preferendo invece di inasprire gli accertamenti, quindi aspettatevi entro poco tempo quelle famose raccomandate relative ai mancati pagamenti IMU e TARI degli anni precedenti visto che hanno considerato un ulteriore incremento delle relative entrate da recupero di ben 30.000 € di cui 13.000€ da girare alla società che emetterà gli accertamenti. Quindi in un periodo di crisi totale, dove le stime parlano di una contrazione della ricchezza del 13% che farà sentire i suoi effetti dove la situazione era già poco felice (e il nostro comune è il comune più povero di tutta la Valle Roveto) saranno più pesanti le richieste di pagamento relative ai mancati pagamenti degli anni precedenti, giusto in tempo per incrementare queste entrate e giustificare il recente appalto di servizi con la società che si occupa di emettere gli avvisi di pagamento (tutti devono campare in fondo). Tra i capitoli che vedranno il segno + ci sono quelli collegati le spese legali (+27.625€ a dimostrazione del fatto che evidentemente la strategia del sorriso non funziona) ma soprattutto le spese per la manutenzione del verde pubblico che saliranno di 32.500 €. Avremo più poveri ma al contempo avremo un paese più bello. Quando si dicono, le priorità.
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La critica politica, se è vero che può essere di parte, è utile per “esaminare e valutare gli uomini nel loro operato e il risultato o i risultati della loro attività per scegliere, selezionare, distinguere il vero dal falso, il certo dal probabile, il bello dal meno bello o dal brutto, il buono dal cattivo o dal meno buono”. Un critico è qualcuno che da’ il meglio di sé quando qualcun’altro ha dato il proprio peggio.

Ah dimenticavo, hanno previsto una maggiore entrata pari a 50.000€ relativa ad un piano dei conti 2.01.02.01.000 che dovrebbe essere quel famoso 30% (che qui sembra essere circa l’80% del totale anche se non ancora erogato) riservato ai comuni per le funzioni fondamentali collegate alle minori entrate per l’emergenza Covid-19.

Ne avevo parlato sulla mia pagina facebook quando avevo quantificato il contributo a soli 27.027,28 € che corrispondeva alla quota più bassa pro-capite tra tutti i comuni della Valle Roveto, pagina sulla quale era nata una piccola discussione in merito.

Direte cosa c’è che non va?

Che ovviamente si è disattesa la normativa e lo spirito della stessa.

Questo fondo infatti è nato per garantire la sostenibilità delle funzioni fondamentali, aiutando i bilanci degli enti alle prese con le minori entrate causate dall’emergenza Covid-19, minori entrate che allo stato attuale sono difficilmente quantificabili con esattezza, sebbene le stime parlano di 8 miliardi e il 21% in meno rispetto agli incassi 2019.

Appare evidente, quindi, come la maggiore entrata derivante dall’erogazione dell’acconto non dovrebbe essere utilizzata per finanziare nuova spesa e a maggior ragione se si considera che le somme sono state assegnate a titolo di acconto e che l’erogazione definitiva terrà conto proprio del calo di gettito.

Per questo motivo la variazione di bilancio con cui si iscrive questa maggiore somma dovrà (doveva) avere come contropartita la corrispondente riduzione di entrate del titolo 1 o 3. . La scelta di quali voci di entrata portare in riduzione competerà al responsabile finanziario ad esempio concentrando tutto sulla riduzione IMU o della TARI oppure potrà dirigersi verso una spalmatura su diverse voci.

Il nostro comune che cosa ha deciso?

Di utilizzarli per “interventi di solidarietà alimentare” di fatto andando contro le direttive che seguono lo stesso fondo, ovvero alimentando altre spese nonostante sia stato specificato che per le maggiori spese causate dall’emergenza gli enti potranno utilizzare le altre opportunità di finanziamento offerte dai decreti legge Cura Italia e Rilancio (esempio i 10mila euro dei mutui MEF visto che almeno per questi la sospensione è prevista dalla legge).

Ad esempio si consiglia di usare queste entrate, considerate non urgenti, in occasione della “salvaguardia del bilancio” che è confermata attualmente a luglio (c’è una proposta di rinvio a settembre 2020), proprio perché il fine è la tenuta del bilancio, ma evidentemente se ne fregano.

Faccio solo presente che le categorie che hanno avuto meno “danni” dal lockdown sono quelle di distribuzione alimentare e le farmacie. Non ho niente contro di loro ma indubbiamente non hanno avuto “svantaggi” rispetto ad altre categorie.

A queste categorie (alimentari e farmaceutiche) oggi l’amministrazione elargisce altri 50.000 € (per un totale che arriva a circa 110 mila euro) sotto forma di interventi di solidarietà alimentare (buoni spesa) con buona pace di chi ha visto azzerare e vedrà ridurre il giro d’affari, vedi ristoranti, pizzerie, bar, uffici, imprese etc (dove ovviamente non puoi usare i buoni visto che sono per i beni di prima necessità) o coloro che in cassa integrazione hanno perso quasi metà del loro stipendio o coloro che lo stipendio non lo hanno nemmeno visto o coloro che hanno visto crollare le loro entrate.

A questi, di contraltare, gli si chiederà di pagare tutte le imposte e perché no, si inaspriranno gli accertamenti sui mancati pagamenti degli anni precedenti, almeno per giustificare l’ultimo incarico dato direttamente alla società per il recupero dei mancati pagamenti.

Sostanzialmente con una mano dai, con l’altra togli visto che questi soldi sarebbero destinati alle persone meno agiate che poi sono le stesse alle quali chiederai, oggi con più insistenza di ieri, di pagare gli arretrati.

E le sorprese, ovviamente non finiscono qui.

Una sola parola, imbarazzante.

Articolo scritto da Giuseppe Pea in data 26.06.2020 ore 07:45, Versione 1.

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