Cosa prevede la bozza del DL ex-Aprile (oggi “Rilancio”) per i Comuni?

Di 12 Maggio, 2020 0
In base alla bozza attualmente disponibile del decreto-legge “Rilancio” che dovrebbe essere varato dal Governo a strettissimo giro di posta con l’approvazione in Consiglio dei Ministri, per gli enti locali sono previste poche risorse, basti pensare che per l’ennesimo salvataggio dell’Alitalia la previsione di spesa è la stessa prevista per tutti gli enti locali, in particolare si prevede:
  • è previsto una nuova erogazione di buoni spesa per l’acquisto di beni di prima necessità con forse la stessa dotazione del precedente (per il nostro comune erano 29.945,27 euro) destinato a misure urgenti di solidarietà, ne avevo già parlato ampiamente qui https://www.balsorano.org/2020/03/come-funzionano-i-buoni-spesa/
  • dei 3,5 miliardi di euro destinati agli enti locali si prevede una ripartizione in 3 tranche. La prima (pari al 30% pari a 1,05 miliardi da erogare entro dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto, di cui 900 milioni per gli enti locali) consiste in un apposito fondo a titolo di acconto in proporzione alle entrate tributarie (titolo 1) e – dopo le modifiche – alle sole tipologie 1 e 2 delle entrate extratributarie (titolo 3)* a compensazione della perdita di gettito e dei fabbisogni per le funzioni fondamentali. Dai dati di bilancio, al nostro comune spetterebbe lo 0,003359%* della somma ovvero circa 30.233,81€* che verrà erogata entro il 10 luglio e che si incastra con quella cruciale del 31 luglio, entro la quale tutti gli enti dovranno aver compiuto la verifica degli equilibri, che inevitabilmente saranno compromessi, quindi potrebbe essere un correttivo fondamentale;
  • per quanto riguarda l’IMU, la perdita di gettito prevista è dell’8%. Tutto è derogato al Comune e le uniche categorie trattate dal DL sono gli alberghi, pensioni e stabilimenti balneari, lacuali e fluviali che avranno diritto alla cancellazione della prima rata Imu 2020 in scadenza il 16 giugno e riguarderà sia la quota-statale dell’Imu sia la parte riservata ai Comuni ma a una condizione: il possessore del bene deve essere anche il gestore. Non sono previste altre riduzioni;
  • per l’occupazione suolo pubblico è prevista una esenzione dalla «base imponibile» della tassa per tutti gli spazi aggiuntivi che baristi, ristoratori e titolari di pubblici esercizi in genere devono utilizzare per garantire il distanziamento sociale che decadrà automaticamente il 1° novembre, a meno che il quadro dell’epidemia imponga una proroga. Sempre per questi esercizi, cade l’obbligo di autorizzazione per dehors e strutture mobili nei centri storici.
  • per i mutui gli enti locali potranno effettuare operazioni di rinegoziazione di mutui e di altre forme di prestito contratto con le banche, gli intermediari finanziari e la Cassa depositi e prestiti, anche nel corso dell’esercizio provvisorio di cui all’articolo 163 del tuel, mediante deliberazione dell’organo esecutivo (nonostante quanto asserito in Consiglio Comunale), fermo restando l’obbligo di provvedere alle relative iscrizioni nel bilancio di previsione;
  • per tutte le altre imposte, Tari, Imu, Tasi, Tosap e Cosap si applica il regime ordinario, e quindi tariffe e regolamento Tari sono da approvare entro il 31 luglio (nessuna particolare esenzione);
  • in particolare per la Tari l’Arera, cioè l’authority per l’energia, il 7 maggio ha stabilito alcuni criteri per ridurre le tariffe Tari e per agevolare le famiglie in difficoltà economica, senza però chiarire a carico di chi peseranno le agevolazioni, visto che il costo del servizio di gestione dei rifiuti va coperto integralmente. Essendo tutto nuovamente derogato al Comune urge un regolamento ad ok visto che alcuni contribuenti, in particolare famiglie in difficoltà economica, si troveranno in affanno e altri soggetti come i commercianti che sono rimasti chiusi, e così alberghi, bar, ristoranti, chiederanno semplicemente e a buon diritto di non pagare nulla per i mesi di forzata chiusura e di pagare meno per il periodo di apertura con posti limitati (esattamente quanto previsto nella bozza inviata lo scorso aprile e sostanzialmente snobbata dalla maggioranza, fiero di aver nuovamente precorso i tempi anche se poi si è tutto fermato per l’ostruzione della maggioranza);
  • per gli accertamenti tributari la norma prevede una proroga al 31 dicembre 2020 ma è previsto l’obbligo di notificare questi atti, che devono comunque essere emessi entro la fine dell’anno, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021. Questo implica, tra l’altro, che gli interessi da richiedere al contribuente devono essere calcolati fino alla data di emissione, che potrà avvenire massivamente anche al 31 dicembre 2020, mentre nulla potrà essere richiesto fino alla data di effettiva notifica.
  • per le multe si stima una perdita pari ad un quarto del totale, quindi di conseguenza andrebbe rivisto anche il relativo FCDE;
  • se sussistono fatture relative a pagamenti certi liquidi ed esigibili riferiti al 2019 per i quali il Comune ha carenza di liquidità e non può pagare i propri fornitori (ad esempio la Engie per la quale non ho visto liquidazioni da un anno e per il 2020 l’impegno è stato fatto solo recentemente, nonostante quanto asserito in Consiglio Comunale, ma presumo l’elenco sia molto più corposo), i Comuni possono chiedere, anche con semplice deliberazione della Giunta, nel periodo intercorrente tra il 15 giugno 2020 e il 7 luglio 2020 (erogata entro il 24 luglio 2020) alla Cassa depositi e prestiti S.p.A. l’anticipazione di liquidità da destinare ai predetti pagamenti che non comportano la disponibilità di risorse aggiuntive per gli enti richiedenti e non costituiscono indebitamento. L’anticipazione va restituita con piano di ammortamento a rate costanti con durata fino ad un massimo di 30 anni, o anticipatamente. La rata annuale è corrisposta a partire dall’esercizio 2022 e non oltre il 31 ottobre di ciascun anno.
Fine. La frase di Orazio casca a pennello “le montagne partoriranno e nascerà un ridicolo topolino”. Il DL prevede poche risorse per i Comuni, almeno in questa prima fase. Vedremo come verranno distribuiti i restanti 1,95 miliardi di €. Quindi in attesa di sapere come si è mosso il Comune in questi mesi, ad esempio se ha proceduto alla sospensione dei servizi mensa e trasporto come affermato in Consiglio Comunale, fatto che ha portato il sottoscritto a chiederne copie, resta totalmente valida la proposta presentata in data 28.04.2020 che troverete qui https://www.balsorano.org/2020/04/per-il-comune-sembra-non-sia-successo-niente/ , anche se sembra sia stata bocciata in quanto presentata con un’unica firma, al pari della bocciatura per l’istituzione di una commissione tra maggioranza e minoranza, alla quale non avrei partecipato visti gli attriti con chi oggi copre il ruolo di responsabile del servizio finanziario e alcuni membri della maggioranza. Spero vivamente possano seguire la proposta come presentata o almeno prenderne spunto, ma quello che ho visto fino ad oggi è un immobilismo pericoloso. Articolo scritto da Giuseppe Pea il 12.05.2020-6:50. Versione 1. Revisione 2 del 14.05.2020-6:40 (modifiche successive)
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