Partecipate vs cittadini (prima parte)

Di 27 Gennaio, 2020 0 0

Il sommo poeta iniziava quella che è riconosciuta come una delle opere più importanti della letteratura italiana con la frase “nel mezzo del cammin di nostra vita ….”.

La mia esperienza politica è giunta a metà del cammino naturale. Tante cose sono state fatte bene, altre meno. Non rinnego nulla tranne alcune scelte, condizionate da chi evidentemente vuole mantenere quel vecchio modo di fare politica tanto criticato prima di salire sul trono, quello che metteva al primo posto il proprio interesse personale.

Ho dato le dimissioni da assessore con le relative deleghe (bilancio e lavori pubblici) il 25 maggio scorso pensando in un ravvedimento che, da illuso, non c’è stato. Continuerò il mandato ricevuto da semplice consigliere comunale.

Il primo “scontro” è stato sulle partecipate, Segen Holding, Segen SPA, AST, etc, il secondo, sfociato con le dimissioni, sulla “finanza creativa” della ragioneria.

L’ultimo scontro, quello che ha messo definitivamente la parola fine alla mia presenza in questa amministrazione (senza alcuna possibilità di ripensamento) è stato ancora una volta sulle partecipate. L’inizio e la fine della mia personale “crisi politica”.

Pensavo veramente, sbagliando alla grande, che fosse possibile cambiare quello status quo che ha fatto arricchire pochi con i soldi di molti. Sapevo che una “battaglia” di questa portata avrebbe decimato chi osava contrapporsi ad un sistema tanto ben messo in piedi, mai avrei immaginato di essere oggetto di “fuoco amico”. Ma è successo.

Le ambizioni di alcune persone sono evidenti e vanno oltre quella fascia tricolore che dovrebbe ricordare loro di rappresentare i cittadini di Balsorano, non imprese “private” che di pubblico hanno teoricamente solo il controllo analogo (la longa manus) che ovviamente si guardano bene dal metterlo realmente in pratica. Società mal gestite e nate solo per soddisfare le necessità di chi le ha create.

Purtroppo riassumere in poche parole tutta la storia Segen-Comune non è semplice, perché di fatti ne sono successi molti se non troppi in questi 30 mesi.

Ho sempre criticato la gestione della Segen, non ovviamente gli operai, comunque ben pagati, se non il metodo di assunzione, o il servizio seppur minimale rispetto ad altre realtà anche vicine, società tanto idolatrata sia dalla precedente amministrazione (a ragion veduta direi) che da alcuni dell’attuale.

Ma come si fa a non criticare chi dichiara numeri strabilianti. Nel 2009 eravamo al 75% di raccolta differenziata, per poi scendere al 65% nel 2013, poi salire al 72% nel 2014 e al 71% nel 2015, risalire al 79,7% nel 2016, riscendere al 69,3% nel 2017 e 69,5 nel 2018.

Un sali-scendi illogico e innaturale, ma mai banale. Chi non ricorda il premio per il Comune riciclone nel 2016 quando secondo la stessa Segen avevamo raggiunto il 94,09% di raccolta differenziata (o era il 79,7%? Mah! non lo sapremo mai perché è un segreto gelosamente custodito). Se fossi stato il Sindaco, non avrei ritirato un premio tanto finto quanto impossibile (nessun comune al mondo raggiunge quelle percentuali). Una percentuale che ha permesso alla Segen di risultare il miglior gestore a livello regionale visto che con grande soddisfazione dichiarava di essere “stata inserita tra le Aziende più virtuose del panorama nazionale delle società che gestiscono il ciclo dei rifiuti, piazzandosi nella classifica dei Consorzi sotto i 100.000 abitanti al 12° posto, unica realtà Abruzzese e tra i due consorzi dell’intero Centro-Sud.” L’anno successivo è toccato ad altri comuni oltreché una nuova conferma per la stessa Segen. Qui ci andrebbe bene la frase “ti piace vincere facile”. Ovvio, con numeri artificialmente modificati, tutti fanno bella figura. Direi una volta a testa, giusto per non fare disparità.

Ora prendendo per buono questo valore, sia per il precedente contratto sia per l’attuale proroga, anche se non è una vera o propria proroga, in attesa di una gara che forse mai si farà, perché per qualcuno non c’è concorrenza ne mercato ed è troppo rischioso uscire dalla Segen, è al disotto dell’obiettivo minimo che la Segen ha garantito per Balsorano (70%). Questo comporta una penale, piccola per quanto sia, che ovviamente nessuno pretenderà anche considerando che è illogico chiedere i soldi alla Segen che dichiara di essere un tutt’uno con il Comune, tant’è che la frase più frequente, il leitmotiv, ripetuto dai vertici della Segen è che la “Segen è il Comune stesso“. Ovviamente non vale il contrario, quando è la Segen che pretende i soldi dal Comune. In quel caso la Segen è la Segen e il Comune è il Comune.

Peccato che hanno da tempo già adeguato ancora una volta verso l’alto i costi. L’ultima variazione al bilancio lo dimostra visto che sono saliti dai 414 ai 419 mila euro anche se resta comunque inferiore alle richieste della Segen (oltre 430 mila €), in costante crescita rispetto ai 365 mila € nel 2016 e ai 390 mila € nel 2017 (65 mila € in più in 4 anni). Ora considerando che la tariffa ha una doppia natura, una sostanzialmente fissa (costo della macchina Segen) e una variabile (costo discariche), se questa cambia, molto probabilmente è cambiata la quantità di indifferenziata, tal ché quel 70% non può concretizzarsi neanche nel 2019. Ma se sentono vicina la puzza di una penale, sicuramente dichiareranno di aver raggiunto il 70,09% o perché no, il 94,09%, tanto controllore e controllato sono la stessa persona.

Ma non si può negare che c’è un forte legame indissolubile tra il Comune e la Segen, talmente forte che la Segen è una delle poche se non l’unica che chiede interessi moratori (~8,5%) su tutte le fatture emesse verso il Comune.

È simpatico perché ci sono imprese e liberi professionisti che aspettano mesi se non anni il pagamento di fatture senza pretendere interessi moratori. Eppure non hanno un legame così forte con il Comune. Quindi chi dichiara di essere “amico” addebita gli interessi, chi invece non lo fa, forse per dignità e senso civico (anche se è sbagliato ritardare i pagamenti) non chiede interessi. E non parliamo di qualche euro ma siamo nell’ordine dei 10 mila ogni anno.

La dimostrazione dell’imparzialità della Segen è sotto gli occhi di tutti.

Per chi lo avesse dimenticato a gennaio 2018, sei mesi dopo l’insediamento della nuova amministrazione, la Segen ha depositato in tribunale un decreto ingiuntivo con il quale chiedeva al Comune di Balsorano il pagamento dei servizi resi per un totale di 212 mila euro, compresi interessi moratori all’8,5%. Sarebbe interessante scoprire se anche per la discarica Tresolero di Capistrello, descritta qualche settimana fa, per la quale la Segen ha avuto l’incarico della gestione fin dal 2008 aspettando cortesemente da allora il pagamento, hanno addebitato interessi visto che sembra a tutti gli effetti una apertura di credito fatta con i soldi dei rifiuti, soldi che, così come prevede la legge, dovrebbero portare ad una remunerazione del capitale investito.

Questa spiacevole, per noi non per loro, situazione aveva portato a svolgere una verifica sul tributo tariffa rifiuti sia in termini di efficienza nella riscossione che del servizio prospettato. Per l’anno 2018, in conseguenza di costi sempre maggiori del servizio negli anni precedenti dove gli allora amministratori decisero di non coprirli aumentando le entrate (nonostante registravano mancate entrate nell’ordine dei 500.000 € con percentuali di incassato del 70%) forse per evitare malumori nella cittadinanza, e a seguito del corretto iter che prevede il recupero dei morosi ci trovammo costretti ad aumentare la tariffa portandola dai 441 ai 482 mila euro. 40 mila euro in più, 20 mila per coprire i morosi e 20 mila per coprire i nuovi costi Segen. Un vero colpo al cuore per uno che avrebbe voluto al contrario ridurre la tariffa fin da subito cercando di ottimizzare il servizio che in verità nessuno voleva ottimizzare perché era illogico ridurre le entrate alla Segen perché c’erano in gioco cose che andavano oltre la tariffa rifiuti.

Ma come tutte le cose nate per fare un dispetto, spesso si ritorce contro.

In quell’occasione un grande Segretario contestava la mancanza di un contratto e come tale la necessità per il Comune di recuperare il 5%, se non il 10%, della tariffa versata alla Segen a decorrere dal 2009. Immaginatevi la situazione. Se la Segen era senza contratto quale era la natura delle prestazioni? quale erano gli obiettivi? quali erano le penali? etc. Assurdo. A seconda delle varie interpretazioni, al Comune di Balsorano spettava un rimborso tra i 120 e i 320 mila euro, oltre tutti gli interessi pagati a decorrere dal 2009 in quanto tutti illegittimi (parliamo di almeno altri 60 mila euro) e le buste che per anni non sono state consegnate ma che i cittadini hanno comunque pagato con la tariffa omnicomprensiva (circa 6 mila euro l’anno). A conti fatti il minimo rimborso era quindi di circa 200 mila euro, giusto per restare “amici” ovvero 400 mila se si voleva interrompere quella specie di amicizia a senso unico. Con quella entrata inaspettata immaginavo come minimo il ripristino di quella tariffa incrementata controvoglia, uno sconto per i meno fortunati o un bonus una tantum da assegnare a coloro che erano in regola con i pagamenti, restituendo quello che era stato sottratto ai cittadini in maniera illegittima. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto.

Vi aspetto mercoledì per la seconda parte ….

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