Gli effetti collaterali della fallibilità delle partecipate

Di 9 Febbraio, 2016 0 0

Crisi 150 Con la riforma Madia si sono allineate le regole sulla fallibilità delle società pubbliche e private. La riforma stabilisce espressamente che tutte le partecipate sono soggette al fallimento.

Ma quali sono le conseguenze sulle cosiddette società “in house” ossia un’azienda il cui soggetto economico (che detiene il potere di decidere gli indirizzi strategici) è direttamente o indirettamente un istituto di diritto pubblico, società dove gli amministratori sono generalmente privi di autonomia gestionale visto che gli obiettivi strategici e decisionali spettano ai soci pubblici?

La fallibilità può quindi rappresentare forse l’unica soluzione, certamente la più biasimevole, per scaricare sui creditori sociali i debiti che, mascherati dietro la società in house, fanno comunque capo alle P.A. socie. Inoltre questo crea minore affidabilità della società in house, soprattutto se gravate da un forte debito, visto che viene meno la possibilità di chiamare in causa i soci per ripianare i debiti. In questa prospettiva si inserisce la possibilità di chiedere l’eventuale danno erariale quando ne deriva la perdita di valore della partecipazione, danno erariale che può essere attribuito oltre agli organi della società in house anche ai rappresentanti delle amministrazioni.

Fatto grave è che comunque trattasi anche di società che devono raggiungere il pareggio finanziario tale da garantire i soggetti terzi creditori che opererebbero quindi in una società tenuta a rispettare l’equilibrio economico. Pareggio di bilancio che spesso non si è realizzato.

Un’eventuale re-internalizzazione avrebbe come contraltare l’obbligo di assorbimento dei dipendenti della società assunti con regolare concorso, sempre nei limiti delle  necessità di ricambio di personale, mentre gli altri dovranno muoversi verso altre partecipate.

Un eventuale fallimento sarebbe comunque un disastro che metterebbe a rischio tutti i bilanci dei soci pubblici, oggi più che mai visto il cambio, se pur parziale, deciso sulla redazione dei bilanci comunali, finalmente più veritieri che in passato.

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