Il bilancio preventivo, il documento fondamentale che la nostra amministrazione “ignora”

Di 5 Aprile, 2017 0 0

Il bilancio assume un’importanza fondamentale nella vita amministrativa dell’ente locale sotto due profili diversi, ma allo stesso tempo integrati tra loro, una rilevanza politico-amministrativa in quanto racchiude i programmi e gli indirizzi di gestione che l’amministrazione intende attuare nell’arco di tempo considerato e come uno strumento giuridico necessario per l’effettuazione delle spese e il reperimento delle entrate.

Il bilancio annuale di previsione degli enti locali era già stato posticipato dal 31 dicembre 2016 al 31 marzo 2017 dal decreto Milleproroghe (ne avevamo già parlato il 13 gennaio e il 16 marzo inutilmente) ma nonostante ciò la nostra amministrazione non è riuscita a produrre alcun documento nonostante questo sia di vitale importanza in quanto permette di conoscere la situazione contabile dell’amministrazione e di regolarne l’attività futura ed è uno strumento di programmazione che permette di valutare gli effetti dell’attività finanziaria sui vari aspetti della vita economico-sociale e di orientare gli interventi di politica economica.

Questa scadenza (31 marzo) prorogata in extremis al 30 giugno solo per Province e Città metropolitane alle prese con le incertezze dei conti da affrontare nel decreto enti locali, ha colto impreparati la metà dei comuni che probabilmente si aspettavano una seconda proroga che invece non è arrivata, quasi alla stregua della tariffa Tari 2015 che il nostro comune ha cercato di rimodulare ben 2 volte nonostante sia stata bocciata dal Ministero in quanto presentata in ritardo, errore che evidentemente non ha insegnato nulla.

A questo punto i Prefetti dovranno inviare le lettere alle giunte comunali e ai rispettivi consigli per procedere entro 20 giorni alla chiusura dei bilanci per non incappare nella procedura che porta addirittura al commissariamento dell’ente.

Dei 7981 comuni oggi censiti solo 5500 hanno risposto alle richiese del Viminale. Di queste la metà (2570) hanno dichiarato di aver già approvato i bilanci preventivi sia in giunta che in consiglio, mentre 1392 hanno dichiarato di aver quasi concluso l’iter avendo approvato lo schema di bilancio che è in attesa di essere approvato dal consiglio. 1438 comuni hanno dichiarato si essere ancora in alto mare mentre ben 2500 comuni non hanno risposto al monitoraggio. Quindi ben 3938 comuni sono sostanzialmente senza bilancio. Non sappiamo se il nostro sia tra i 3938 o tra i 1392 che hanno approvato il bilancio in giunta, resta il fatto che l’iter non sembra per nulla concluso (e forse ancora in alto mare) e siamo a tutti gli effetti uno dei comuni verso cui molto probabilmente il Prefetto invierà un sollecito con l’esplicita minaccia del commissariamento comunale.

Ci sono tanti effetti conseguenti per questo ritardo, il primo su tutti la questione strutturale degli investimenti: senza preventivi approvati la spesa in conto capitale non parte (come già da noi sollecitato il 16 marzo scorso), ennesima dimostrazione di come forse sia difficile amministrare peggio.

Rispetto al passato recente, che prevedeva la redazione del bilancio preventivo in periodo autunnale, l’accelerata è evidente ma il bilancio preventivo in periodo primaverile dovrebbe rappresentare in realtà la prassi normale, una condizione ordinaria in cui i preventivi si dovrebbero approvare prima che inizi l’esercizio di riferimento anche se bisogna ammettere che troppo spesso la finanza locale segna sempre periodi di incertezza.

L’unica eccezione resta la Tasi in quanto se pur le linee sono state politicamente trattate ad inizio dicembre 2016 e nonostante i dati sul fondo di solidarietà comunale siano stati diffusi all’inizio di febbraio, l’iter burocratico tra la Corte dei conti e il Consiglio di Stato si è prolungato di qualche mese. Resta comunque il divieto di incrementarne l’aliquota, come resta il divieto di incrementare l’aliquota IMU.

Resta comunque allarmante il quantitativo di residui che il nostro comune deve incassare tra IMU e TARSU (oggi TARI) 2012. Secondo la ragioneria comunale i residui ammontano a 60507 € per la tariffa rifiuti (TARSU 2012) e la bellezza di 85631 € riferiti all’IMU 2012 per un totale 146138 € nonostante gli avvisi inviati dall’amministrazione.

Chiaro che nel calderone sono stati inseriti tutti i crediti vantati (anche eventualmente quelli “contestati”) ma resta il rammarico di aver dovuto far trascorrere quasi 5 anni per pretendere questi crediti che se non riscossi dovranno comunque essere recuperati (perché già spesi) anche incrementando il fondo crediti che oggi ammonta già alla ragguardevole cifra di 318 mila € (e non sappiamo se è stata considerata la sanzione inflitta all’ex sindaco Margani che ammonta a 120 mila € che evidentemente tutti preferiscono “sorvolare” mentre agli altri cittadini viene inviata la cartella di Equitalia) e che non farà altro che bloccare qualsiasi ulteriore iniziativa di spesa.

Per questo nel nostro programma abbiamo inserito l’obbligo per l’amministrazione di accettare, previe giuste motivazioni economiche, una ratealizzazione su qualsiasi imposta locale anche spalmata su diverse mensilità e la possibilità di trattare i termini di pagamento anche successivamente per poi ricorrere in estrema causa alle società di recupero.

Una nota di chiusura per quanto riguarda il limitrofo Comune di San Vincenzo V.R. che oggi è capofila nella centrale unica di committenza con i comuni di Morino e Civita (che neanche un anno fa vedeva invece il nostro comune quale capofila e che oggi è a tutti gli effetti un comune completamente isolato) che ci segue con vivo interesse e che ci fa sapere di aver approvato il nuovo regolamento della tari (che abbiamo già previsto nel nostro programma che prevede la sostanziale modifica nelle scadenze che non saranno più due ma saranno un minimo di tre, incrementabili ulteriormente se i cittadini o gli esercenti dimostrino oggettive difficoltà economiche, per venire in contro ai cittadini di un Comune che oggi è il penultimo in ricchezza pro-capite dell’intera provincia dell’Aquila ma che in controtendenza è uno dei primi per indebitamento) e che ha rimodulato la tariffa e di averlo approvato entro il termine previsto dalla legge, proprio quello che la nostra amministrazione non è riuscito a fare, forse per convenienza forse per menefreghismo ma che ora dovrà inevitabilmente correre ai ripari entro 20 giorni dalla lettera di richiamo, quasi sicura, del Prefetto altrimenti verrà commissariato.

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