Le verità sulla scuola (anche se non tutte) – Ultima parte

Di 23 Febbraio, 2017 0 0

4° quesito. L’efficientamento energetico della scuola è a carico della Cofely?

Questo è un quesito per il quale non possiamo dare una risposta definitiva. La Cofely (gruppo GDF SUEZ, oggi rinominata Engie) è la società che ha preso in gestione ventennale tutti gli impianti termici comunali (scuole e municipio). Avevamo più volte sollevato il problema dell’adeguamento della tariffa dovuto all’efficientamento già realizzato a spese del comune relativo alla nuova scuola, che ha previsto la soppressione di una centrale termica inefficiente (ex scuola media) a breve seguita dalla soppressione di un’altra sempre inefficiente (scuola materna) e la realizzazione di una nuova centrale termica più efficiente (nuova scuola media e materna).

Gli obiettivi prefissati dall’amministrazione con l’esternalizzazione del servizio sono o meglio erano:

  • comfort termico diffuso;
  • uso razionale dell’energia;
  • risparmio energetico;
  • riduzione dell’inquinamento ambientale;
  • miglioramento del processo di trasformazione dell’energia;
  • miglioramento del processo di utilizzo dell’energia;
  • la riduzione dell’indice di energia primaria sia ottenibile con interventi di riqualificazione sia degli impianti tecnologici che dell’involucro edilizio.

Quindi a fronte di un compenso annuale (pari esattamente al costo del servizio inclusa la manutenzione ordinaria, non la straordinaria, se pur riferita ad impianti inefficienti in edifici privi di coibentazione termica) si chiede un miglior comfort termico (ovvero una uniformità delle temperature tra i vari uffici) cosa che evidentemente ancora non si realizza, un maggior risparmio energetico (che sembra ottenuto abbassando di molto le temperature visto che in alcuni uffici la temperatura risulta eccessivamente bassa), un miglioramento del processo di trasformazione dell’energia (tramite la sostituzione delle centrali) e un miglioramento del processo di utilizzo dell’energia (tramite miglioramento della dispersione termica).

Abbiamo avuto modo di verificare che per l’intera scuola è prevista un’unica centrale termica (dal costo di listino di circa 10,500 € più iva) in grado di riscaldare tutto l’edificio. Questa caldaia sembra sia stata fornita e istallata dalla Cofely (oggi Engie) stessa proprio in rispetto del contratto stipulato (anche se non abbiamo una conferma ufficiale).

Tuttavia sorge comunque un problema. La gara principale prevedeva un totale di 6 caldaie, poi ridotte a 4 (sottraendo palestra e circolo pensionati). Le 4 caldaie residue sono le 3 scuole e il municipio.

Non si può quindi ignorare che le 4 caldaie diventeranno a breve 3 visto che la caldaia unica prevista nel nuovo plesso scolastico riscalderà tutto l’edificio, quindi sia la scuola media che la scuola materna.

Sarebbe interessante capire se alla luce di questo è previsto lo storno di una caldaia e quindi se è prevista la riduzione del canone da versare all’impresa.

Un altro punto da sollevare è che il contratto di gestione “energia plus” prevedeva il miglioramento del processo di utilizzo dell’energia (tramite miglioramento della dispersione termica). Per il nuovo edificio sono stati spesi (a carico dell’amministrazione) oltre 37 mila € di isolamento termico per il primo lotto e 28 mila € per il secondo lotto per un totale che supera i 65 mila €.

Ci domandiamo quindi se questo tipo di intervento era finanziabile dalla Cofely (appunto perseguendo il miglioramento del processo di utilizzo dell’energia) o se comunque questa ne trarrà i relativi vantaggi senza aver speso un centesimo (come sembra tra l’altro più probabile) o se si deciderà in qualche modo di ridurre ancora il canone del contratto.

5° quesito. Si può sapere dove finirà la scuola elementare?

Vi ricordate la polemica sulla destinazione della scuola elementare. Qualche tempo fa scrivevamo “… in pratica assistiamo al gioco delle tre carte dove si mischia di volta in volta il destino delle scuole, creando in questo caso conflitti in relazione alla tipologia di istituto.” In effetti recentemente ci è stato detto che la scuola media tornerà nella vecchia sede dopo gli interventi di messa in sicurezza, eliminando di fatto un altro problema da noi sollevato ovvero la presenza di edifici contigui di scuole non previste dal regolamento scolastico, ovvero l’accorpamento delle scuole materne con le scuole medie.

Tuttavia non possiamo non costatare che attualmente l’intero edificio ha a disposizione 10 aule didattiche sufficienti proprio per l’accorpamento di scuola materna (4 classi) e la scuola media (6 classi). Le altre sono funzionali all’edificio scolastico anche e comunque insufficienti rispetto a quanto previsto per questo tipo di edificio.

Il problema nasce se, come sembra confermato, si vuole sostituire la scuola media con la scuola elementare che verrebbe trasferita quindi nel nuovo plesso scolastico.

Le classi elementari sono oggi 9 (fino a qualche anno fa erano 10). Ora se la matematica non è un’opinione 9+4 fa 13. Mancano quindi 3 classi sapendo che comunque non potranno essere utilizzate le altre stanze perché bisognerà comunque mantenere tutti i locali e spazi necessari per lo svolgimento dei programmi scolastici e delle attività parascolastiche. È chiaro a tutti che per poter ospitare in quel plesso scolastico la scuola elementare è necessario eliminare il porticato e realizzare nuove classi, rivalutare tutto il progetto compresi i servizi che ad oggi sono dimensionati per quel numero di classi e di utenti, in una situazione di cassa tra l’altro drammatica, per un istituto che per completarlo (impatto zero e verde pubblico) già oggi necessità di ulteriori ed ingenti investimenti purtroppo non disponibili proprio a causa dell’eccessivo costo sostenuto per la scelta sbagliata di locarla in quel posto.

6° quesito. Ma i servizi sono quelli che afferma l’amministrazione (adeguati alle classi) o sono sbagliati?

Più di una volta abbiamo contestato i servizi e scrivevamo “ci troveremo quindi con una materna che avrà servizi realizzati per la scuola media, una scuola media che non avrà servizi e una scuola elementare che avrà i servizi di una scuola media.”

La problematica principale è relativa ai servizi igienici. Queste che trascriviamo sono le direttive del ministero:

“… in generale i servizi igienici nella scuola dell’infanzia vanno concepiti come spazi di gioco e relazione, in cui si svolgono attività fisiologiche e di igiene ma anche sperimentazioni con l’acqua, si parla, si gioca. I servizi igienici saranno a contatto diretto con l’ingresso-spogliatoio e la sezione, non saranno divisi per sesso e saranno costruiti in modo da consentire un controllo discreto anche dalla sezione, avranno porte basse con molla di chiusura, lavabi e vasche per giochi d’acqua, per esperimenti, travasi, galleggiamenti, ecc.., i pavimenti saranno antisdrucciolo e le pareti dovranno essere rivestite con materiali adeguati per una agevole pulizia. Non è necessario lo sguscio negli angoli dei rivestimenti e tra pareti e pavimento. E’ consigliabile proporre un livello di privacy differente nel caso le sezioni siano divise per età dei bambini: senza divisioni per i 3 anni, con piccole divisioni ma sempre comuni per i 4 anni, con paratie e anche porte basse per i 5 anni.”

Ma nel progetto, così come poi realizzato, sia la scuola media che la scuola materna hanno gli stessi servizi con antibagno, divisi per sesso e dimensionati in ragione del numero delle aule previste.

Ora qui sopra sono riportati i 3 bagni previsti in quell’istituto. È chiaro a tutti che sin dal progetto sono tutti bagni per le scuole medie e non per le scuole materne, nonostante il sindaco abbia più volte dichiarato che il problema dei servizi sia un falso problema, nel totale silenzio di tutti gli altri membri dell’amministrazione compreso i fuoriusciti, problema che si ripresenterà domani all’apertura della scuola materna che comporterà sicuramente altre spese per renderli idonei.

Evidentemente è proprio un falso problema di un progetto carente ed errato (senza servizi adeguati, senza allacci fognari, senza sistemazione del giunto tecnico, senza fonti rinnovabili, senza verde etc) di un edificio che per strane esigenze è stato locato in una zona inadatta (violando alcuni vincoli di edificabilità) e che per questo ed altri motivi ci è costato “appena” 400 mila € in più del costo originalmente previsto, soldi sufficienti a sopperire a queste e altre mancanze.

Qui sotto vedete due esempi di servizi igienici realizzati per le scuole materne,

Non si tratta di “giudicare gli altri da un piedistallo” come qualcuno ama sottolineare le nostre posizioni, ma di dire la verità. Nessuno si è assunto la responsabilità di un simile disastro e ci rammarica che oggi ci sia qualcuno che pur avvallando queste scelte, si crede diverso perché uscito nel momento in cui imbarcavano troppa acqua e che comunque non ha sprecato una sola parola a riguardo.

Evidentemente o sono incapaci o sanno che quelle colpe, che oggi nessuno si assume, in realtà sono anche le loro.

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