Siamo i più “ricicloni”, ma il premio è ancora lontano

Di 9 Dicembre, 2016 0 0

Notizia recente quella che ha fatto balzare in primo piano il nostro paese nelle varie pagine di giornali contrassegnandolo come il comune “riciclone” d’Abruzzo 2016 (ringraziamo anche una nostra attenta simpatizzante che ci ha fatto notare la notizia). Già nel 2013, riferimento 2012, eravamo stati ugualmente premiati come uno dei 35 comuni su 305 abruzzesi che erano riusciti a raggiungere una percentuale di rifiuti differenziati RD pari o superiore al 65% registrando un RD pari al 68,02%, salito al 72,03% nel 2014 e leggermente sceso al 71,18 nel 2015 e risalito a 72,5 nel 2016 (tutti fanno riferimento all’anno precedente). Oggi il numero dei comuni che ha superato questa soglia nel 2016 è salito a 81 su 305.

Questa che vedete sopra è la classifica, stilata da Legambiente, dei comuni abruzzesi per percentuale di Rifiuti Differenziati (RD). Ma non bisogna prendere questo dato in assoluto perché può ingannare e non tutto può essere rappresentato con un solo numero. Questo dato, 94,04% in effetti non vuol dire che per ogni 100 kg di rifiuti solo 6 finiscono in discarica, ovvero solo 6 kg sono rifiuti indifferenziati. Semplicemente rappresenta un punteggio ovvero un indice di efficienza che in relazione a due parametri, la percentuale di RD e il residuo procapite secco, permette di valutare qualitativamente il grado di efficienza della gestione dei rifiuti urbani dei comuni.

Comunque lo si legga il dato è indubbiamente un risultato favoloso che riflette la correttezza dei nostri concittadini ai quali va la stragrande maggioranza di questo riconoscimento visto che sono questi ultimi che fanno la raccolta differenziata. Nella stessa classifica sono stati premiati anche il comune di Morino (AQ) e il comune di San Vincenzo V.R. (AQ).

Nella classifica assoluta 2016 in effetti il nostro comune risulta sempre il primo nella regione Abruzzo, ma con numeri un po’ diversi.

Come si può vedere in realtà l’indice %RD (ovvero la percentuale dei rifiuti riciclabili) è pari a 72,5% (ovvero ogni 100 kg, 72,5 kg vanno i riciclo e solo 27,5 Kg vanno in discarica), mentre la quantità di residuo secco (rifiuti indifferenziati) è pari a 57,3 Kg per abitante, dato che ci fa entrare di diritto nella lista dei comuni “rifiuti free” ovvero di quei comuni che producono meno di 75 kg annui per abitante di rifiuto secco indifferenziato, sempre in compagnia dei comuni di Morino e San Vincenzo V.R. e solo di altri 9 comuni abruzzesi.

Ma per capire tutti gli aspetti della raccolta differenziata bisogna andare indietro. L’attuale situazione è figlia dell’attuazione delle misure del PAR FAS Abruzzo 2007/2013 con il quale sono stati investiti oltre 35 milioni di € per il “Programma straordinario per lo sviluppo delle raccolte differenziate e del riciclo”.

I dati che andremo ad analizzare sono quelli presenti sul sito della Regione (anche se arrivano al 2014) presentati a cura del servizio gestione rifiuti fin dal 2005 con la pubblicazione del 1° rapporto sulle raccolte differenziate. In quell’anno si prevedeva erroneamente che nel 2020 sarebbe aumentata la quantità di rifiuti urbani di un +25% rispetto al 2005. In quell’anno infatti il nostro comune produceva 1.336,78 tonnellate di rifiuti urbani con una misera quantità di rifiuti differenziati pari ad appena 45,74 tonnellate, ovvero un 3,42% del totale e secondo tale previsione la quantità di rifiuti dovrebbe raggiungere nel 2020 la strabiliante cifra di 1.670 tonnellate. Ma vediamo in realtà come è andata.

Nel grafico vengono rappresentate le quantità di rifiuti complessive (indifferenziata e differenziata) prodotte nel 2009 e nel 2014 che dimostrano come la tendenza sia quella della riduzione complessiva del materiale prodotto che nel periodo di riferimento è per l’appunto diminuito in media del 26%.

In termini di costi uno dei principali era ed in parte è la discarica (anche se oggi ha ben altre percentuali rispetto al passato). Nel 2009 la tariffa media smaltimento dei rifiuti, al netto di IVA, ammontava a 116,40 euro/t (discarica di Sante Marie di proprietà della Segen). Tale valore è riconducibile per il 94,48 € al corrispettivo ricevuto dai gestori dell’impianto, per il 14,44 € come contributo ambientale ai comuni sede di impianto e per il 7,5 € come tributo speciale per il conferimento dei rifiuti in discarica.

Nello stesso anno la quantità di rifiuti totale prodotti dal nostro comune ammontava a 1.087,69, 249 tonnellate in meno rispetto al 2005 ovvero un -18,63%, un trend che si dimostra molto lontano dalle previsioni del 2005 (+25% entro il 2020). Di questi 870,47 tonnellate finivano in discarica e 290,62 finivano in riciclo.

I comuni virtuosi potevano contare su una riduzione del costo del tributo speciale del 20, 30 o 50% e in alcuni casi anche fino ad azzerarla. I comuni viziosi invece venivano sanzionati con un incremento del 10% dell’ammontare del tributo speciale e di una somma che andava da 2.582 euro a 10.329 euro per il mancato sviluppo delle RD e lo smaltimento improprio dei rifiuti.

Il costo di smaltimento di queste 870,47 tonnellate ammontava approssimativamente (esclusa iva e trasporto) quindi a 101.322,71 €.

Nel 2010 il costo di smaltimento si abbassava a 102,09 (tariffa media) senza però produrre alcun risparmio nelle tasche dei cittadini. Nel 2011 la tariffa tornava a 114,8 € in media per tonnellata. Nel 2012 la tariffa saliva a 129 € in media per tonnellata. Da allora non abbiamo altri dati ma non possiamo escludere che sia ulteriormente aumentata visto che l’aumento dei costi di discarica è utilizzato come incentivo per ridurre ulteriormente il materiale inviato in discarica.

L’ultimo dato ufficiale relativo al 2014 parla di una quantità di rifiuti che supera di poco le 800 tonnellate, di cui 580 tonnellate in riciclo e 235 in discarica. Rispetto al 2005 la quantità di rifiuti prodotta complessiva si è ridotta di un ragguardevole 40% molto diverso dalle previsioni errate fatte nella relazione del 2005 (+25% entro il 2020).

Caratteristica che unisce indistintamente tutti i comuni fin dal 2009 ad oggi è la progressiva riduzione della produzione pro-capite annua di rifiuti urbani. Questo trend è legato alla crisi economica che ha pesantemente colpito anche le famiglie abruzzesi e, pertanto, ha come conseguenza l’abbassamento dei consumi. È bene ricordare che proprio tale comparto economico influisce maggiormente sulla produzione dei rifiuti. A conferma basta vedere la classifica nazionale dove oltre a trovare comuni del nord Italia, specificatamente comuni del trentino dove la raccolta differenziata è partita prima, troviamo molti comuni del salernitano dove la quantità di rifiuti prodotti per abitante è molto contenuta.

Ipotizzando quindi una media costante degli ultimi anni (circa 777 tonnellate) e ipotizzando un trend del costo di smaltimento costante (non avendo dati ufficiali), potremmo ipotizzare un costo di discarica 2016 pari a 145€ a tonnellata ovvero (777-72,5%= 214 tonnellate * 145 €) circa 31.000 € di discarica. Il resto è materiale riciclabile che nella peggiore delle ipotesi non crea utili. Ci troviamo quindi ad una riduzione del costo di discarica pari al 70% rispetto a quello pagato prima della raccolta differenziata (101.322,71 €).

Questo risparmio teorico di 70 mila € doveva contribuire alla riduzione della tariffa. Ma come è facile prevedere la tariffa, che segue chiaramente il costo del servizio, in realtà risulta ancora e di molto superiore al 2009, anno in cui pagavamo per il servizio rifiuti 329.264 € mentre oggi la tariffa (bilancio ufficiale 2015) è di 426.083 €, ovvero quasi 100.000 € in più, che sommati ai 70 mila € generati dal risparmio in discarica e alla quota parte dei 437 milioni del finanziamento da parte dei produttori di imballaggi attraverso il sistema Conai (che se pur in origine era stato pensato per supportare interamente i costi della raccolta differenziata oggi non supera il 20% del totale), portano il costo del servizio rifiuti a circa 200 mila € in più rispetto al 2009, nonostante un risparmio reale (discarica + Conai) di quasi 100 mila €. 

Infatti dal 2009, anno in cui non era ancora partita la raccolta porta a porta, il nostro comune registra un incremento dei costi di smaltimento di poco inferiore al 30%, sopra la media complessiva (23,7%) dietro solo a Civitella Roveto che nello stesso periodo ha registrato una percentuale superiore al 35%.

Lungi da noi la volontà di disincentivare la raccolta differenziata, ma vorremmo semplicemente capire per quale motivo, nonostante oggi siamo il comune più efficiente d’Abruzzo, produciamo meno rifiuti di qualunque altro comune limitrofo (dovuto anche per la crisi economica) e abbiamo le migliori tariffe di discarica, paghiamo un servizio molto più di quanto mandavamo in discarica l’80,5% dei rifiuti (870 tonnellate), che stridono molto con il 27,5% (214 tonnellate) di oggi e un rilevante 72,5% mandato a riciclo.

Ognuno può trarre le proprie conclusioni.

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