Più o meno la stessa cosa

Di 12 Dicembre, 2016 0 0

Notizia recente l’apertura di un fascicolo in relazione al mega impianto fotovoltaico di Celano. Tale impianto, forse il più grande impianto realizzato in Europa da una pubblica amministrazione, copre una superficie di 40 ettari con 20 MW di potenza istallata per un costo stimato pari a 40 milioni di €, è in grado di incamerare la bellezza di 286 milioni di € in 20 anni di attività, di cui 200 milioni di utili netti.

Non entriamo in dettaglio nelle indagini, che sono indirizzate sugli incentivi ottenuti in deroga alla normativa attuale e alla destinazione di questi soldi che sembrano confluire in una società Lussemburghese, ma vorremmo discutere dei soldi che producono questi impianti.

Così come per adesso non solleviamo nuovamente il problema del saccheggio del territorio, con consumo di suolo e assalto alle risorse pubbliche, nato dalla degenerazione del liberismo sfrenato applicato anche alla produzione di energia verde.

Innanzitutto possiamo affermare che la produzione giornaliera a parità di dimensione risulta molto simile, anzi secondo i progetti l’irraggiamento medio è superiore nel nostro comune rispetto al loro.

L’impianto di Celano produce in totale circa 485 milioni di Kw/h annui. La tariffa incentivante prevista è 0,44 (ovvero la tariffa 2011 al massimo). Gli incentivi totali previsti dal GSE ammontano quindi a 213 milioni mentre il ricavo dalla vendita di energia è pari a 73 milioni di €. Il guadagno totale è quindi pari a 286 milioni di € che al netto delle tasse arrivano a circa 200 milioni di €.

Entrambi gli impianti condividono il ricorso per la realizzazione e la gestione alle società di progetto (le cosiddette project financing) così come anche altri impianti che hanno una storia molto simile a quella dell’impianto di Celano, compreso le comparse sulle scene di società anonime estere. Inoltre c’è il sospetto che anche altri impianti comunali abbiano beneficiato della moltiplicazione degli incentivi.

Incredibile è comunque la quantità di denaro che incamera il Comune di Celano: 100 milioni di € (pari al 35% dell’intero guadagno).

Abbiamo quindi voluto confrontare i due impianti, impianti che secondo quanto risulta al GSE né sono responsabili i singoli comuni.

Celano secondo le stime GSE nel 2015 incasserà 14,3 milioni di €. Balsorano ne ha incassato 1.868.398 € se bene riferiti a 4 impianti.

Nella peggiore delle ipotesi, siccome non sappiamo quale tariffa sconta la centrale di Balsorano ma sappiamo che Celano ha ottenuto una tariffa incentivante pari a 0,44 (quella del 2011), sapendo che l’impianto è entrato in servizio tra giugno e dicembre 2012 e prendendo una media della tariffa applicata in quel periodo (0,234 €) possiamo stimare un introito pari a 0,424 € (con un minimo di 0,371 e un massimo di 0,467) ovvero la tariffa incentivante 0,234 € sommata al costo energia rivenduta 0,19 €.

A parità di condizioni, ad eccezione della tariffa incentivante, l’impianto di Balsorano dovrebbe generare un introito ventennale pari a 20,24 milioni di € (286/0,63/24,25*0,424*2,55 dove 0,63 è la tariffa prevista per Celano ovvero 0,44€+0,19€, 24,25 è la quantità di energia prodotta dalla centrale di Celano, 2,55 è la quantità di energia prodotta dalla centrale di Balsorano).

Sempre a parità di condizioni, sempre ad eccezione della tariffa incentivante, il comune di Balsorano dovrebbe incassare 7,077 (100/286*20,24) milioni di € in 20 anni ovvero 353.850 € annuali (ovvero un massimo di 7,795 milioni di € in 20 anni ovvero 389.740 € annuali e un minimo di 6,192 milioni di € in 20 anni ovvero 309.615 € annuali).

Sapete quanto incassa il comune di Balsorano?

Il comune di Balsorano ricava 43.100 € a MW istallato ovvero 86.200 € annuali visti i 2 MW della centrale. Appena il 24,36% dell’introito spettante al comune di Celano a parità di condizioni ad eccezione della tariffa incentivante.

Se calcoliamo il tutto con la stessa tariffa ottenuta dalla centrale di Celano l’introito della centrale di Balsorano sarebbe addirittura di 30,074 (286/24,25*2.55) milioni di € in 20 anni ovvero 1,504 milioni di € annuali per un incasso del comune pari a 10,515 (100/24.25*2.55) milioni di € in 20 anni ovvero 525.773 € annuali a fronte dei 86.200 € realmente incassati (un misero 16,40%).

Quindi a parità di impianto, se Celano incassa 100 il nostro comune ne incassa 16,4 qualora l’incentivo GSE fosse lo stesso, quota che sale a 24,36 qualora l’incentivo GSE applicato faccia riferimento al 2012, quindi nella migliore delle ipotesi incassiamo 1/4 di quello che incassa Celano, nella peggiore appena 1/6.

Sarcasticamente è più o meno la stessa cosa.

Quanto è costato l’impianto di Balsorano?

Circa 4 milioni di €, ma produrrà un introito di circa 20,24 milioni di € lordi (506% più di quanto investito), ovvero 14,15 milioni di € netti (354% più di quanto investito) che decurtati di 1,724 milioni di € spettanti al comune di Balsorano generano un utile di quasi 12,5 milioni di € (310% più di quanto investito).

A parità di condizioni con il comune di Celano, il “nostro” impianto produrrà un introito ventennale di circa 30 milioni di € lordi (750% più di quanto investito), ovvero 21 milioni di € netti (525% più di quanto investito) che decurtati di 1,724 milioni di € spettanti al comune generano un utile di quasi 19,3 milioni di € (480% più di quanto investito).

Quanto avrebbe dovuto investire il comune di Balsorano per ottenere lo stesso identico introito?

Investendo 487 mila € (ovvero i stessi soldi richiesti come mutui tra il 2012 e il 2013, ovvero il 75% dei mutui contratti nel 2011 ovvero meno del 50% dei mutui contratti nel 2010), avremmo generato ricavi per 2,432 milioni di € ovvero un utile netto di 1,724 milioni di € (da incrementare visto che la tariffa incentivante scende al salire della dimensione dei pannelli) che corrispondono esattamente a 86.200 € annuali netti, un rientro dell’investimento realizzato in 5,65 anni ovvero in 68 mesi. Senza dimenticare che avremmo ottenuto un risparmio anche in relazione all’autoconsumo, che in questo caso non abbiamo, tale da ridurre ulteriormente il periodo di rientro dell’investimento.

Se avessimo ottenuto lo stesso incentivo della centrale di Celano sarebbero stati sufficienti appena 328,3 mila € di investimento, (ovvero i stessi soldi richiesti come mutui nel 2012, ovvero il 50% dei mutui contratti nel 2011 ovvero meno del 33% dei mutui contratti nel 2010) questi avrebbero generato i stessi ricavi per 2,432 milioni di € un utile netto di 1,724 milioni di € netti che corrispondono esattamente a 86.200 € annuali netti, un rientro dell’investimento realizzato in appena 3,8 anni ovvero in appena 45 mesi. Senza dimenticare che avremmo ottenuto un risparmio anche in relazione all’autoconsumo che in questo caso non abbiamo, tale da ridurre ulteriormente il periodo di rientro dell’investimento.

Utili così prodotti sarebbero stati disponibili ed utilizzabili in pieno già nel giugno 2019 (considerando che in questo mese avremmo restituito 560 mila € ovvero 487 mila di mutui e 74 mila di interessi), ovvero quando avremmo pagato per l’eventuale mutuo contratto. Se invece avessimo avuto lo stesso incentivo della centrale di Celano, ovvero a parità di condizioni, avremmo avuto a disposizione gli utili fin dal gennaio 2017.

Entrambe le soluzioni interne (senza ricorrere ad aziende esterne private) avrebbero avuto un evidente minor consumo di suolo (pari appunto al 12% dell’impianto attuale) tale da contenere le modifiche alla naturalezza del paesaggio così pesantemente modificato da strutture non naturali di siffatte dimensioni.

Evidentemente si è preferito far lucrare un’azienda privata (esattamente come successo per l’impianto di pubblica illuminazione) in una situazione in cui il nostro Comune si è accontentato delle briciole, anche in rapporto agli altri impianti simili realizzati, concedendo al privato di accedere ad un incentivo cui non aveva diritto.

Questo è un confronto egualitario.

I confronti errati fatti solo per distrarre i cittadini

L’amministrazione invece preferisce fare confronti mirati, poco importa se erronei, come quando durante il consiglio comunale, famoso per le finte dimissioni, la maggioranza dichiarava “… noi abbiamo speso per fare questi edifici (scolastici ndr) circa 1,2 milioni di €, il quadro economico era di circa 1,5 milioni di €, ieri il sindaco leggeva dell’inaugurazione di una nuova scuola di Paganica dove hanno speso 5 milioni di €, ovvero 5 volte quello che abbiamo speso noi per realizzare solo 9 classi concetto ribadito dal sindaco il quale sottolineava “… per fare solo 9 classi… ”.

Come al solito le cose non sono proprio così.

Innanzitutto l’articolo parlava di approvazione del progetto definitivo riguardante i lavori di ricostruzione della scuola media “Dante Alighieri” di Paganica, non di inaugurazione.

Poi si parla di un importo complessivo di 4 milioni 270 mila € (non 5 milioni di € come erroneamente dichiarato in consiglio) ovvero 2,7 volte quanto da noi speso (non 5 volte come erroneamente dichiarato in consiglio). Evidentemente la matematica per qualcuno può essere un’opinione.

E soprattutto non si parla di solo 9 classi ma “… di un’area polivalente, in un lotto di 11 mila 472 metri quadri (1,15 ettari), con un edificio dotato di palestra, mensa, aule didattiche e speciali, aula musica, biblioteca, una piazza esterna pedonale, dotata di zona sport con campetto, ed una interna, oltre ad un’area parcheggio. La superficie utile sarà pari a 2 mila 660 metri quadri e potrà accogliere 225 alunni, divisi in 9 classi. Il progetto si pone come obiettivo non solo quello di realizzare un nuovo edificio scolastico funzionale, sicuro e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico ed energetico …”.

Più o meno la stessa cosa. Proprio come le due centrali.

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